Stesso stadio, stessa giornata di campionato, stesso desiderio di trasformare una trasferta in un punto di svolta. La sfida tra Sambenedettese e Spezia riporta alla memoria degli aquilotti una delle vittorie più significative della storia recente del club ligure. Era l’11 settembre 2005 quando la squadra guidata da Antonio Soda espugnò il campo marchigiano con un netto 3-1, aprendo di fatto la strada verso una stagione indimenticabile.
Un parallelo curioso lega quella squadra a quella attuale: anche allora lo Spezia arrivava alla terza giornata dopo una partenza con un pareggio e una vittoria. Oggi, con Marco Turati in panchina, il copione iniziale presenta la stessa combinazione di risultati e la speranza è che San Benedetto possa rappresentare nuovamente l’inizio di un percorso importante.
Pelatti: “Una vittoria conquistata con il lavoro di squadra”
A raccontare quella giornata sulle pagine de Il Secolo XIX, intervistati dal collega Armando Napoletano, sono due protagonisti di quella gara: Matteo Pelatti e Davide Addona.
L’attaccante, autore di una straordinaria doppietta, minimizza ancora oggi il suo ruolo con il sorriso: «Il fatto che abbia fatto due gol in una partita la dice lunga – racconta scherzando Pelatti – ma fu una gara bella, vinta di forza e con tutta la squadra a lavorare». Un successo costruito sulla compattezza del gruppo, più che sulle singole prestazioni, e che contribuì a dare consapevolezza a una squadra ancora alla ricerca della propria identità.
Addona: “Quella vittoria ci fece capire quanto valevamo”
Il ricordo di Davide Addona (nella storica foto in marcatura su Alessandro Del Piero contro la Juventus al Picco, Ndr) è invece ricco di dettagli e di emozioni. L’ex difensore aquilotto sottolinea la preparazione meticolosa della sfida e la difficoltà di una partita vissuta come una vera battaglia.
«Avevamo preparato la trasferta in modo molto attento. Loro avevano un attaccante, fu una battaglia con lui per tutti i 90 minuti», racconta Addona, ricordando poi il momento più emozionante: l’esultanza finale sotto il settore occupato dai tifosi dello Spezia dopo il terzo gol di Pelatti. «Ricordo alla fine, dopo il gol di Matteo al 90’, l’esultanza sotto la curva ospite dei nostri tifosi. Bellissimo quel calore che io, non avendo ancora vissuto esperienze di un certo tipo, non avevo mai provato».
Una maglia lanciata in curva e un’amicizia nata per caso
Quella partita, però, per Addona non rappresentò soltanto un momento sportivo. Dopo il triplice fischio, il difensore lanciò la propria maglia verso il settore ospiti. Un gesto apparentemente casuale che avrebbe dato vita a un legame destinato a durare nel tempo.
«Un ragazzo l’ha presa e poi, alla presentazione della squadra, mi si avvicinò e mi disse: ‘Ciao Davide, io sono quel tifoso che ha preso la maglietta a San Benedetto’. Questo ragazzo si chiama Francesco e oggi è diventato uno dei miei migliori amici di Spezia». Un episodio che racconta il rapporto speciale tra squadra e tifoseria, fatto di emozioni, condivisione e ricordi che vanno oltre il risultato del campo.
Samb-Spezia, il passato come stimolo per il presente
La vittoria del 2005 rimane quindi una pagina speciale nella memoria aquilotta. Quell’1-3 non fu soltanto un successo in trasferta, ma il momento in cui un gruppo iniziò a prendere coscienza delle proprie potenzialità.
Ora lo Spezia torna a San Benedetto del Tronto con l’obiettivo di scrivere un nuovo capitolo della propria storia. Il passato rappresenta un ricordo prezioso, il presente chiede invece punti e continuità.
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