Non è soltanto uno stadio, ma in verità si può dire benissimo che sia un pezzo di identità cittadina, anche perché questo è il pensiero comune non solo dei tifosi aquilotti, ma di tutti gli spezzini residenti in città.
L’“Alberto Picco” rappresenta da sempre molto più di un semplice terreno di gioco per lo Spezia e per i suoi tifosi. Proprio questa storia fatta di passione, sacrifici e appartenenza viene raccontata nel libro “Uno stadio per amico (e tutto il mondo fuori), la romantica storia dell’Alberto Picco”, scritto dal collega Armando Napoletano ed edito da Giacché. La presentazione dell’opera si terrà giovedì 10 settembre alle ore 18:00 nella Sala Hospitality dello stadio “A. Picco”, con ingresso dal park interno di Via dei Pioppi. Un appuntamento dedicato alla memoria dello storico impianto spezzino e al rapporto unico con la sua gente.
La storia del “campo” degli spezzini
Il volume ripercorre la nascita dello stadio e tutte le sue trasformazioni nel corso degli anni, partendo dalle origini del “campo” (nella foto principale, Ndr), come viene chiamato ancora oggi dagli spezzini. Un racconto ricco di dettagli che attraversa le vicende legate ai progetti di ampliamento, alle controversie urbanistiche, alla collocazione delle statue all’ingresso e agli interventi che hanno accompagnato la crescita dell’impianto.
Un capitolo speciale è dedicato anche ai tifosi, protagonisti di una storia fatta di passione e partecipazione diretta, come negli anni in cui furono proprio gli appassionati aquilotti a contribuire alla costruzione delle gradinate della Curva Ferrovia.

Il legame speciale tra il Picco e la Curva Ferrovia
Il rapporto tra lo stadio e il pubblico spezzino rappresenta il filo conduttore dell’intera opera. Un legame raccontato attraverso le testimonianze di numerosi protagonisti del mondo del calcio e dello sport, dalle prefazioni di Marco Buticchi, Darwin Pastorin e Filippo Paganini fino ai contributi di tanti personaggi che hanno vissuto il “Picco” da vicino.
Per Luca D’Angelo, lo stadio spezzino è uno di quei luoghi dove “la gente si immedesima nel giocatore”, mentre altri lo hanno definito un impianto difficile, viscerale e capace di mettere pressione agli avversari grazie alla vicinanza delle tribune al campo.

Un fortino costruito sulla passione
Il mito del Picco nasce proprio dall’atmosfera creata dal pubblico. Un ambiente intenso, spesso definito tra i più caldi d’Italia, capace di trasformare ogni partita in un appuntamento speciale. Le urla della Curva Ferrovia, la vicinanza del pubblico e il senso di appartenenza hanno reso lo stadio aquilotto uno dei campi più temuti dagli avversari.

Gli interventi durante la presentazione del libro
Alla presentazione interverranno il sindaco Pierluigi Peracchini, il vicepresidente dello Spezia Calcio Andrea Corradino, l’autore stesso del volume Armando Napoletano e l’attore Riccardo Monopoli, che racconteranno alcuni passaggi della storia del Picco. Parteciperà anche lo storico speaker aquilotto Federico La Valle, mentre l’incontro sarà moderato da Federico Gennarelli di Radio Sportiva.
Un omaggio a uno stadio che, ancora oggi, continua a rappresentare il cuore pulsante dello Spezia e della sua gente.



