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ESCLUSIVA CS – Gene Gnocchi: “Thiago vede il calcio prima di altri. Lo Spezia si salverà senza fare le barricate”

Il noto comico è stato ospite della nostra Redazione: “Sono contrarissimo alla VAR. Sono andati a cercare un’espressione blasfema, ma non hanno visto un fuorigioco su un gol al 90°: siamo al paradosso! Atalanta un po’ stanca, penso finirà pari

Quest’oggi abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro “chiacchiere pallonare” con Gene Gnocchi, comico, scrittore, conduttore televisivo e tanto altro ancora per professione, ma anche grandissimo esperto di calcio nonché anche grande ex calciatore a livello di campionati interregionali.

Cosa ne pensa dello Spezia in questa stagione di Serie A?

Penso bene! Lo Spezia è squadra che era destinata a lottare per la salvezza, ma quest’anno è riuscita sempre a stare fuori dalla zona calda. E’ un obbiettivo che va al di là delle più rosee previsioni. Inoltre Thiago Motta è una persona che stimo profondamente sia come allenatore che come uomo.

Proprio Thiago Motta è stato inizialmente molto criticato, mentre in seguito ha portato risultati clamorosi come le vittorie a Milano con il Milan e a Napoli. La sua idea sull’allenatore aquilotto?

Ho avuto la fortuna di allenarmi con Thiago Motta giocatore ai tempi della sua esperienza al Genoa con Gasperini tecnico. Ricevetti da lui complimenti sinceri in quanto vide in me un ex giocatore che era capace di giocare a calcio e non che era andato lì per fare una goliardata. E i complimenti ricevuti da un giocatore come lui mi fecero molto piacere. Lo stimavo da giocatore, sono convinto che da allenatore abbia delle idee “più avanti” rispetto a tanti altri colleghi. In campo “vedeva il gioco” prima dei compagni e degli avversari e questo si ritrova nel suo essere allenatore. L’ho seguito quando fu chiamato al Genoa e per me fece comunque bene. Sono stato quindi contento quando lo ha chiamato lo Spezia la scorsa estate. Alle Aquile Thiago ha dato un gioco perché lo Spezia gioca a calcio e lo fa fino in fondo, è una squadra sempre propostivia. Certo le qualità dei singoli sono inferiori rispetto a quelle di tante altre avversarie, ma lo Spezia si salverà giocando e non facendo le barricate.

 

Nell’ultima partita lo Spezia è stato fortemente penalizzato da un gol in netto fuorigioco da parte di Acerbi. Il suo pensiero sull’uso della VAR e sugli arbitri in Italia?

Sono contrarissimo alla VAR perché il calcio è diventato un’altra cosa. Io sono per il vecchio calcio fatto anche di furbizia e mestiere. Hanno pensato di eliminare certe cose, ma alla fine si vedono decisioni assurde come quella del gol di Acerbi. L’arbitro può non vedere, ma il VAR è li apposta. La trovo una cosa assolutamente inconcepibile. E’ diventato uno strumento soggettivo perché dipende dagli uomini e dall’uso che ne fanno. Doveva essere uno strumento scientifico e invece non è così!

Dopo il danno, la beffa: la squalifica di Provedel per una presunta bestemmia. Come si può andare a rivedere i filmati per accorgersi di un’imprecazione blasfema e non rivedere un fuorigioco su un gol decisivo al 90°?

Questo è il paradosso: non vedi una cosa clamorosa come un fuorigioco netto su un gol decisivo al 90° e poi ti attacchi e vai a ricercare una presunta espressione blasfema. A questo punto fai arbitrare alla macchina tutta la partita. Io sono per la rinuncia al VAR e per inserire il tempo effettivo di gioco.

Domenica arriva al “Picco” l’Atalanta, entrambe le squadre hanno bisogno di punti per opposti motivi. Che partita sarà?

L’Atalanta l’ho vista ultimamente molto sulle gambe dal punto di visita fisico. Doveva perdere con la Salernitana e Pasalic ci ha messo una pezza. Non so quanto ci credano ancora i ragazzi di Gasperini in questa rincorsa all’Europa, la vedo un po’ stanca anche mentalmente. Forse è un ciclo in esaurimento. A livello tecnico ha giocatori che possono fare la differeza: penso che al “Picco” potrebbe uscire un pareggio.

Una previsione sulla lotta salvezza?

La vittoria di ieri della Salernitana cambia tutto. La squadra di Nicola può chiudere il discorso domenica con il Cagliari. I sardi si ritrovano ora in zona retrocessione dopo che avevano centrato anche un buon numero di risultati, ora è dura. Il Venezia è spacciato: li ho visti proprio male, molto molli. Il Genoa quasi spacciato, anche se ha un po’ più gamba dei lagunari. Per la lotta salvezza si decide comunque tutto questa domenica con Salernitana-Cagliari.

Lo Spezia è stato acquistato la scorsa stagione da una proprietà americana. Le proprietà estere sono sempre di più in Serie A e in Serie B: come mai?

Perchè hanno i soldi e in Italia ce ne sono sempre di meno. Il calcio ormai è business. Anche i presidenti italiani, i vari De Laurentis, Cairo e Lotito per citarne alcuni, sono imprenditori attenti. La differenza può essere la Juventus. Il club bianconero è da anni “il giocattolo di famiglia” degli Agnelli anche se comincia a destare qualche problema a livello di business. Il calcio deve arrivare ad autofinanziarsi.

Per la seconda volta consecutiva l’Italia non si è qualificata ai Mondiali. In cosa deve crescere il movimento calcistico in Italia?

Il calcio in Italia è in declino e i Settori Giovanili sono sempre più bistratti. Si acquistano stranieri che valgono meno di alcuni giovani di Lega Pro. I talenti non si ha mai il coraggio di farli giocare: un giovane da noi è giovane a 22 anni nelle altre nazioni a 16 e 17. Adesso per esempio c’è Miretti nella Juventus, ma le grandi squadre non aspettano. Se dopo due partite buone fa male lo mettono fuori. A Barcellona Pedri ha in mano la squadra. Questo l’Italia lo sconta. Bene agli Europei, ma la pochezza prima o poi esce fuori.

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