Se guardiamo indietro nel tempo, per ritrovare l’ultimo successo dello Spezia con la Vis Pesaro dobbiamo tornare al 15 novembre 1992.
A trascinare le Aquile, che in quel periodo militavano in C1, fu la rete di Giuseppe Mosca. Il collega Fabio Bernardini de La Nazione ha contattato l’ex attaccante classe 1967 che ha ricordato la sua rete ai marchigiani: “Bergamaschi fece un bellissimo cross, io ho anticipato in area Lorenzo Amoruso e ho depositato in rete. Allora la curva Ferrovia era in costruzione, mi sono precipitato a festeggiare verso i tifosi raccolti in curva Piscina. Anche al ritorno ho siglato il gol del momentaneo 2 a 0, il primo è stato realizzato da Ciro Scognamiglio con un grandissimo colpo di testa”.
TRE ANNI INDIMENTICABILI
Mosca ricorda con grande emozione i tre anni passati con addosso la maglia bianca: “Il Picco era magico, ti spingeva a dare il 110 per cento. Città e persone meravigliose. Ricordo ogni momento del mio triennio allo Spezia, dal primo istante in cui l’ex ds aquilotto Renato Cavalleri mi ingaggiò dal Verbania e mi portò a vedere la prima partita delle Aquile nel derby amichevole con il Genoa sospeso per incidenti, mi sembrava il Real Madrid. Porto scolpito nel cuore il primo gol segnato al ‘Bentegodi’ contro il Chievo e quello nel derby con la Carrarese. Nella stagione 1992-93 giocai tre mesi con una frattura al quinto metatarso del piede destro a seguito di un infortunio rimediato nel corso del ’Torneo dell’amicizia con la Massese’. Se non avessi avuto quella piccola frattura sarei arrivato a dieci gol”.
SPEZIA PER SEMPRE NEL CUORE
Mosca non ha mai perso l’amore per il club di Via Melara e tutt’ora lo segue con passione: “Lo Spezia fa parte di me, lì ho vissuto tre anni stupendi. Seguo sempre le partite delle Aquile, indimenticabile la promozione in Serie A, ho esultato come il primo tifoso, ho messo nella mia pagina Facebook l’immagine del bandierone con la scritta Spezia. E poi lo stadio è diventato ancora più spettacolare, lo era già all’epoca. Su Facebook ho più di mille amici, una cinquantina sono tifosi aquilotti”.
TURATI E ANGELOZZI
L’ex centravanti si è poi pronunciato sulle figure di Guido Angelozzi e Marco Turati, i principali artefici del grande avvio di stagione dei bianchi: “Turati ha dimostrato a Siracusa di saperci fare vincendo la Serie D e facendo un ottimo campionato in C. Angelozzi è il valore aggiunto di questo Spezia, lo conosco dai tempi in cui militai nel Catania, è una garanzia. È un leader silenzioso, parla poco ma incide moltissimo, la squadra sta andando alla grande. Avrebbe meritato una carriera molto più importante. Lo Spezia giocherà fino alla fine per il salto di categoria”.
LA SCOPERTA DI CAPOMAGGIO
Se Capomaggio è arrivato ad alti livelli, parte del merito è proprio di Mosca che lo scoprì per poi lanciarlo quando era allenatore del Fasano in Serie D: “È vero, è una mia scoperta. Nell’agosto 2021 ero l’allenatore del Fasano in Serie D, venne in prova dalla Promozione calabrese. Nonostante le perplessità del presidente, puntai fortemente su quel ragazzo sconosciuto che aveva grandi doti umane, tecniche e fisiche. Lo impiegai a centrocampo ma anche centrale di difesa a tre. Ha dimostrato grazie alla sua bravura e la sua umiltà che può arrivare in categorie importanti”.
IL CONSIGLIO
Non è mancato un consiglio in vista dell’imminente Spezia-Vis Pesaro: “Lo Spezia è una squadra molto giovane, sta volando sulle ali dell’entusiasmo, sorretto da un ambiente che non ha eguali. La Serie C è, però, un campionato molto strano, Turati credo sarà bravissimo a tenere i giocatori sulla corda. Il segreto è la fame. Occorrerà non sottovalutare l’avversario, affrontandolo come fosse primo in classifica”.
L’AUSPICIO
Infine, Mosca auspica un ritorno del sodalizio ligure in altri palcoscenici: “È un grande onore per me aver scritto qualche pagina di questo club glorioso che è sostenuto da un popolo innamorato, sempre presente nella buona e nella cattiva sorte. Lì si respira calcio sette giorni su sette. Spezia merita di ritornare in Serie A”.
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