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ESCLUSIVA CS, Pierini: “L’anno scorso si respirava l’aria giusta, si sentiva che si poteva arrivare in A”

Ex difensore, ha vestito la maglia del Parma e guidato per due stagioni la Primavera dello Spezia. “La squadra segue Italiano e gioca molto bene. Grazie a Volpi, ma ora spero che la nuova proprietà voglia costruire un nuovo ciclo vincente”

Viareggino classe ’73 Alessandro Pierini è il doppio ex di Spezia-Parma. Nella sua lunga carriera da giocatore, 210 presenze in Serie A e 50 in B a cui si sommano oltre 150 “caps” tra massima serie e cadetteria in Spagna, ha infatti indossato anche la maglia del Parma per sei mesi. Smessi i panni del calciatore e divenuto allenatore e allo Spezia ha guidato per due stagioni la formazione Primavera degli aquilotti (nella foto www.acspezia.com). Ex Nazionale Italiano, suo figlio Nicholas è stato anche giocatore della Prima Squadra dello Spezia. Oggi lo abbiamo contattato per fargli presentare il match salvezza di domani pomeriggio al “Picco“. Ecco cosa è venuto fuori dalla nostra chiacchierata.

Sabato si gioca Spezia-Parma, punti pesanti in ottica salvezza e Aquile reduci dal pesante K.O. di Firenze. Che match si aspetta?

Sicuramente una partita difficile come le saranno tutte di qui alla fine, più ci si avvicina alla fine del campionato più i punti hanno un peso specifico maggiore. Sarà sicuramente difficile per tutte e due le squadre. Lo Spezia quello che deve fare è quello che ha fatto praticamente sempre anche a Firenze con l’ottimo primo tempo. Nella ripresa non è stata all’altezza come in altre circostanze, ma è una squadra che gioca bene e sa quello che fa in campo. Essendo una sfida contro una squadra in lotta per la salvezza è una partita che conta molto di più.

Si aspettava una stagione così al primo campionato assoluto in Serie A per lo Spezia?

Parto dal fatto che Italiano è veramente un allenatore bravo. L’ho visto nell’anno in cui ero a Spezia: è tecnico che cura il particolare e crede molto in quello che fa mettendoci tantissima passione e i risultati si stanno vedendo. La squadra quest’anno sta veramente giocando bene dando del filo da torcere a tutti. C’è un lavoro e una preparazione dietro. L’unico dubbio poteva essere la costruzione della squadra a inizio stagione con il cambio da Angelozzi a Meluso e il poco tempo tra un campionato e l’altro con alcuni giocatori che sono arrivati in ritardo. La squadra invece si è amlgamata bene e gran merito è dell’allenatore.

Il Parma ha, per nomi e qualità dei giocatori, una rosa importante, ma è penultimo. Come si spiega questa situazione?

Nella stessa situazione del Parma c’è anche il Cagliari che ha sicuramente una rosa importante. Quando ti trovi in una situazione del genere diventa poi difficile cambiare gli obbiettivi a livello mentale. Parma, qualche giornata fa, e il Cagliari hanno cambiato allenatore. Per i sardi la concrettezza di Semplici dovrà fare la differenza rispetto al gioco di Di Francesco. D’Aversa invece la squadra la conosce e l’ha allenata per tanti anni. Si tratta di capire se riuscirà a tirarla fuori dalle sabbie mobili perché i punti da recuperare sono molti da recuperare.

Ha già detto di aver ammirato mister Italiano da vicino. Al momento il tecnico dello Spezia è un po’ “sulla bocca di tutti”. Le piace la sua idea di calcio e pensa che potrebbe già fare bene alla guida di una big?

Non so se proprio con una big, ma sicuramente con una squadra più consolidata in Serie A penso possa fare bene. Lo sta dimostrando Sono tre anni che vince, ha fatto la gavetta, le sue squadre vincono e giocano bene allo stesso tempo. Credo che si meriti la possibilità di allenare una squadra più consolidata in Serie A.

Lei è un ex difensore, oltre che allenatore. Se le dico che in molti hanno criticato la fase difensiva con una retroguardia piazzata molto alta da Italiano lei cosa mi risponde?

La fase difensiva davvero non è da criticare. Nel calcio moderno la fase difensiva la fanno tutti e undici i giocatori in campo. E’ un modo di giocare quello dello Spezia che ti può portare ad avere certe difficoltà giocando molto alti e cercando di rubare palla nella metà campo avversario. Se la squadra avversaria riesce a uscire dalla prima pressione si può trovare molto campo dietro le spalle della difesa. Io credo però che alla fine i risultati siano quello che determinano se la squadra sta facendo bene oppure no e da quel punto di vista non ci sono dubbi.

Ha allenato la Primavera dello Spezia. Che ricordi ha e, in quel periodo, si poteva immaginare il salto in Serie A?

I ricordi sono tutti sicuramente positivi. Due anni molto belli: sopratutto il primo dove abbiamo potuto finire il campionato e giocare anche i Play – Off. Nel secondo ci sono stati un po’ più di problemi per via della pandemia di Coronavirus. Il secondo anno devo essere sincero si respirava questa possibilità che poteva essere l’anno buono per la promozione in Serie A dello Spezia dopo tanti Play-Off disputati.

Da calciatore ha invece indossato, anche, la maglia del Parma. Che ricordi ha?

Ci sono stato sei mesi e sono stati sei mesi in cui sono stato molto bene dal punto di vista personale con una squadra fortissima. Dal punto di vista professionale invece un po’ meno: ho giocato poco, venivo da un anno un po’ travagliato dopo un infortunio. Eravamo comunque una squadra forte e ci qualificammo alla Coppa Uefa. Le persone con le quali ho condiviso quei sei mesi sono state persone tutte molto positive a partire da Prandelli come allenatore e tutto il resto della squadra.

Rispetto alla sua esperienza se n’è andato patron Volpi ed è arrivata una nuova proprietà americana. Per lei è un vantaggio?

Io credo che indipendemente dal fatto che la proprietà sia straniera o italiana di base è importantissima la voglia di voler costruire un progetto importante. Ci sono gli esempi della Fiorentina di Commisso che sta investendo molto con la creazione del nuovo Centro Sportivo e il rifacimento dello stadio “Franchi”. Chiaramanete Volpi ha fatto qualcosa di eccezionale: ha preso una squadra dalla Serie D e l’ha portata per la prima volta nella sua storia in Serie A facendo crescere i giovani e costruendo una cittadella sportiva. I meriti di Volpi sono tanti, sicuramente negli ultimi anni qualcosa era cambiato, era qualcosa che si respirava. Credo che sia stato giusto e corretto poter vendere. Gli spezzini devono ringraziare Volpi per gli anni alla Spezia e ora si spera che la proprietà abbia la voglia di poter costruire qualcosa di nuovamente importante.

Per un anno lo Spezia è “stata cosa di famiglia” in casa Pierini. Tu allenatore della Primavera e tuo figlio Nicholas giocatore in Prima Squadra

Stagione positiva per lui con cinque gol e 25 presenze in maglia “bianca”. Ora sta attraversando un periodo non molto positivo per via di qualche infortunio di troppo già dallo scorso anno e poi il Covid, però sta a lui trovare la forza per poterne uscire. Momenti difficili in una carriera ci sono e questi momenti aiutano a crescere. Ha bisogno di giocare e spero che a Modena possa farlo trovando la sua strada.

Chiudiamo così: Spezia-Parma chi vince e perchè?

Difficile dirlo. Lo Spezia deve cercare di accontonare la brutta sconfitta di Firenze cercando di fare quello che ha sempre fatto. Probabilmente per il modo di giocare è una partita che forse si adatta di più al Parma perché la squadra di D’Aversa è sempre stata molto brava nel difendere e ripartire, però io credo che la squadra di Italiano abbia la possibilità di far sua la partita. Una partita che se riesce a vincere sarebbe importante, non dico determinante, però quasi per ottenere l’obbiettivo prefisso.

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