“Uno stadio per amico”: il Picco racconta la sua storia tra memoria, calcio e passione

Presentato alla Spezia il libro di Armando Napoletano dedicato allo storico impianto delle Aquile: un viaggio tra documenti, ricordi e identità cittadina

Grande partecipazione alla presentazione, avvenuta ieri pomeriggio, di Uno stadio per amico (e tutto il mondo fuori)”, il libro del giornalista Armando Napoletano dedicato alla storia dell’Alberto Picco, lo storico stadio dello Spezia. L’evento, ospitato nella sala hospitality dell’impianto, ha registrato (come riporta il collega Max Guerra sulle pagine odierne de Il Secolo XIX, Ndr) il tutto esaurito e ha rappresentato un momento di celebrazione per il legame tra il calcio e la città.

A introdurre la serata è stato il vicepresidente aquilotto Andrea Corradino, che ha sottolineato il valore dell’opera: «Il libro non è solo storia dello stadio ma storia della città». Un legame profondo, ricordando anche come il Picco e Palazzo Civico furono distrutti dallo stesso bombardamento.

La memoria del Picco

La presentazione, moderata da Federico Gennarelli di Radio Sportiva, è stata accompagnata dalla musica di Riccardo Borghetti, che ha aperto l’evento con “Er Picco” alla chitarra.

Diversi gli interventi dedicati ai ricordi legati allo stadio. Federico La Valle ha raccontato le emozioni suscitate dal libro, paragonandolo a «un secondo album di famiglia», mentre Angelo Molinari ha ricordato il suo rapporto con l’impianto: «Ho il Picco nel cuore», citando anche il giorno in cui vide arrivare Fausto Coppi per una gara sulla vecchia pista.

La storia dell’impianto

Nel corso della serata Napoletano ha ripercorso la nascita e l’evoluzione dello stadio di viale Fieschi, inaugurato il 28 ottobre 1932, raccontando le difficoltà iniziali legate all’area concessa dalla Marina e le successive trasformazioni.

L’autore ha spiegato il lavoro di ricerca negli archivi, raccogliendo documenti e testimonianze che hanno permesso di ricostruire quasi un secolo di vita del Picco. Un percorso arrivato fino ai giorni nostri, con il progetto Zavanella che ha trasformato lo stadio in una struttura moderna e all’altezza anche della massima serie.

Dal calcio alla musica

Napoletano ha ricordato anche alcuni momenti simbolici della storia recente dello stadio, come il pareggio tra Spezia e Juventus del 2007 in Serie B, che contribuì a rendere famoso il clima del Picco anche fuori dall’Italia anche grazie alle frasi dell’allora attaccante della “Vecchia Signora” David Trezeguet. “Il più brutto in cui io abbia mai giocato!“, affermò il centravanti transalpino al termine di quella gara descrivendo l’impianto di viale Fieschi come: “E’ vecchio, stretto, “sporco” e ostile, un luogo dove la pressione della tifoseria si fa sentire tantissimo e rendeva tutto imprevedibile durante la partita!

Il sottotitolo del libro, Tutto il mondo fuori, nasce invece dal concerto di Vasco Rossi del 4 agosto 1993, quando il cantautore riunì oltre 15mila spettatori e dedicò un omaggio speciale al pubblico spezzino.

La serata si è chiusa proprio con le note di Vasco, tra gli applausi dei presenti, in un finale perfetto per celebrare uno stadio che continua a essere molto più di un semplice campo da calcio.

Redazione

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