Prima domenica da capolista solitario e entusiasmo alle stelle in casa Spezia. La vittoria nel derby contro il Livorno ha regalato agli Aquilotti una giornata speciale, riportando entusiasmo tra i tifosi e alimentando i sogni di una stagione da protagonisti.
Il popolo del “Picco” si è stretto attorno alla squadra e ha riconosciuto il grande lavoro svolto dalla società, in particolare dal D.t. Guido Angelozzi, diventato uno dei principali artefici della rinascita delle Aquile dopo la drammatica retrocessione in Serie C con cui si era amaramente conclusa la scorsa annata calcistica.
Angelozzi conquista i tifosi
A raccogliere le sensazioni della piazza è stato il collega Max Guerrasulle pagine de Il Secolo XIX. Tra i sostenitori emerge un sentimento comune: fiducia nel progetto e riconoscenza verso chi ha costruito il nuovo Spezia.
«La squadra gioca con animo, tecnica e non molla mai – sottolinea Stefano Carzola – il pubblico se n’è accorto. Grandissimo merito va ad Angelozzi anche per aver reintegrato Di Serio e Mateju». Un attestato di stima importante verso il dirigente aquilotto, apprezzato per le scelte di mercato e per la gestione del gruppo.
La mano di Turati si vede
Anche Vincenzo Pellegrino evidenzia la crescita della squadra sotto la guida di Marco Turati: «Mi convince la determinazione del gruppo, tecnico e giocatori, con cui affrontano le partite. Si vede la mano di Turati perché il gioco migliora di partita in partita».
Secondo il tifoso aquilotto, il mercato avrebbe forse potuto regalare un ultimo rinforzo di livello, ma il lavoro del D.t. e del suo staff resta motivo di grande soddisfazione: «Le scelte dei giocatori sembrano azzeccate».
Lo stadio “Alberto Picco” torna protagonista
La vittoria contro il Livorno e il primo posto in classifica hanno un valore particolare anche per Francesca Ruscelli: «Vincere una sfida così sentita e godersi la prima vera giornata da capolista ha un sapore speciale».
Il punto di forza dello Spezia, secondo la tifosa, è la capacità di soffrire nei momenti difficili e colpire quando serve. Un gruppo che non domina sempre, ma che dimostra solidità e concretezza. «Il “Picco” è semplicemente meraviglioso ed emozionante, spettacolo puro», aggiunge, con il rammarico per il settore ospiti rimasto vuoto.
Sogno promozione, ma con equilibrio
Paolo Carafa guarda con grande fiducia al futuro: «Il nuovo Spezia targato Angelozzi e Turati piace, soprattutto per agonismo, principi e impostazione di gioco». La convinzione è che questa squadra possa lottare per obiettivi importanti, anche se il percorso sarà lungo e complicato.
Sulla stessa linea Carmen Russo, che individua nella nuova identità il principale cambiamento: «La squadra dimostra una tenuta mentale sconosciuta nelle ultime stagioni. Non si disunisce quando va sotto e sa piazzare la zampata decisiva quando serve».
L’unico aspetto da migliorare resta il cinismo offensivo: le tante occasioni create e i numerosi calci piazzati conquistati dovranno trasformarsi in un maggior numero di gol. Lo Spezia si gode così il primato, con una piazza tornata a sognare e una squadra che sembra aver ritrovato anima e appartenenza.
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