Due allenatori, due epoche diverse, ma lo stesso traguardo: riportare lo Spezia in Serie B. Antonio Soda e Michele Serena sono gli ultimi tecnici riusciti nell’impresa, entrando di diritto nella storia del Club di via Melara.
Soda ci riuscì nel 2006, al termine di una cavalcata leggendaria che riportò lo Spezia in cadetteria dopo 55 anni di attesa, superando anche la storica rivale Genoa. Serena, invece, nel 2012 firmò una stagione irripetibile culminata con uno storico Triplete di categoria: campionato, Coppa Italia e Supercoppa. Due imprese diverse, ma entrambe costruite su un elemento comune: la capacità di creare un gruppo vincente.
Soda e il ritorno in Serie B dopo 55 anni
“Eravamo partiti per vincere il campionato”, racconta Antonio Soda sulle pagine de Il Secolo XIX. Una squadra profondamente rinnovata che, però, trovò rapidamente la propria identità. “Avevamo cambiato tanto, ma siamo cresciuti in fretta, i giocatori erano di livello. Abbiamo capito strada facendo di poter arrivare fino in fondo”.
Quella promozione ebbe un valore ancora maggiore per il confronto con il Genoa: “Loro dovevano vincere facilmente il campionato, invece li abbiamo battuti e distanziati. Ma la cosa più importante è stata riportare lo Spezia in Serie B dopo 55 anni: abbiamo scritto la storia”.
Serena e il Triplete impossibile
Sei anni più tardi fu Michele Serena a regalare un’altra pagina memorabile alla tifoseria aquilotta. “Di quella stagione ho ancora tanti flash. Abbiamo fatto qualcosa di unico: un triplete che nessuno ha mai realizzato”. Un successo costruito anche nei momenti difficili: “Ci sono stati momenti complicati, ma i ragazzi non hanno mai smesso di crederci. Le vittorie sono arrivate soprattutto nel momento decisivo”.
Tra gli episodi simbolo di quella stagione restano la vetta conquistata a Trieste alla penultima giornata, la rimonta sul Pisa nella finale di Coppa Italia e soprattutto il gol decisivo di Iunco contro il Latina all’ultima giornata. “Se non fosse stato per lui saremmo stati ancora lì oggi. Lo stadio era pienissimo e ogni giocatore ha dato tutto”.

La ricetta per vincere in Serie C
Entrambi gli allenatori conoscono bene le difficoltà della terza serie italiana e invitano alla prudenza. “Serve pazienza, soprattutto con una squadra giovane”, spiega Soda. “Bisogna trovare un’identità e imparare a gestire i momenti difficili. Ci sono partite nelle quali non giochi bene, gli avversari si chiudono e devi comunque trovare il modo di conquistare i tre punti”.
Fondamentale anche il Gruppo: “Noi avevamo una squadra eccezionale, stavamo bene insieme dentro e fuori dal campo”. Serena conferma: “È una battaglia fino alla fine in C. Ci sono squadre corazzate che vogliono risalire come il Ravenna”.
Il nuovo Spezia di Turati e Angelozzi
Un pensiero anche per il nuovo corso targato Marco Turati e Guido Angelozzi. Soda invita a credere nel progetto: “Bisogna dare fiducia e avere pazienza. Angelozzi sa come si vince e lo Spezia può sicuramente lottare per il campionato”.
Serena mantiene invece un approccio più prudente: “Non è scontato. Le basi economiche della società ci sono, speriamo che sia un percorso corto, ma potrebbe essere necessario un periodo di adattamento”.
Il dodicesimo uomo decisivo
Nelle due promozioni storiche dello Spezia c’è stato un protagonista comune: il pubblico del “Picco“. “Abbiamo vinto tutte le partite in casa tranne una”, ricorda Soda. “I tifosi sono sempre il dodicesimo uomo e ci hanno creduto dopo 55 anni di attesa”.
Un messaggio che vale ancora oggi. Per tornare in Serie B serviranno qualità, programmazione e tempo, ma soprattutto la stessa spinta di una piazza che sogna nuovamente il salto di categoria.
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Piccolo errore, loro ci hanno portati dalla C alla B 2006 e 2012 e non viceversa.