Ranieri nuovo D.t. della FIGC: “Dobbiamo riportare i bambini al calcio e difendere la nostra italianità”

Il nuovo responsabile delle Nazionali giovanili e della selezione maggiore indica le priorità del progetto FIGC: scuole calcio accessibili, più tecnica individuale e maggiore spazio ai talenti italiani

Dopo la conferenza stampa di Roberto Mancini, nuovo C.t. dell’Italia, è stato il turno di Claudio Ranieri. Il tecnico romano, nominato direttore tecnico della FIGC con il compito di coordinare tutte le selezioni azzurre, dalle giovanili fino alla maggiore, ha incontrato i giornalisti illustrando idee e priorità del nuovo percorso federale. L’ex allenatore del Leicester City campione d’Inghilterra ha affrontato diversi temi, dalla crescita dei giovani alla crisi delle scuole calcio, fino alla presenza sempre maggiore di calciatori stranieri nei campionati italiani.

Scuole calcio troppo costose: l’obiettivo è riportare i bambini in campo

Uno dei primi argomenti affrontati da Ranieri ha riguardato l’accessibilità del calcio per i più piccoli. Il nuovo direttore tecnico azzurro ha evidenziato il problema dei costi elevati delle scuole calcio e la necessità di intervenire.

“Mi trovo davanti a una situazione che spesso non viene percepita. A inizio giugno, durante un confronto a Cagliari, un addetto ai lavori mi ha spiegato quanto siano diventate costose le scuole calcio. Voglio chiedere collaborazione a tutti per capire meglio il problema e trovare una soluzione”, ha dichiarato Ranieri.

“Ci sono famiglie che non riescono a sostenere queste spese. Dobbiamo fare in modo che sempre più bambini possano avvicinarsi al calcio, abbassando i costi e rendendo questo sport nuovamente accessibile”, ha aggiunto.

Giovani italiani, serve più tecnica individuale

Ranieri ha poi analizzato il percorso di crescita dei giovani calciatori italiani, sottolineando come il passaggio dalle selezioni giovanili al calcio professionistico rappresenti ancora una fase delicata.

“I nostri ragazzi giocano bene fino all’Under 21, poi arriva il salto più difficile. Dobbiamo capire cosa succede e lavorare meglio sulla formazione dei bambini tra i 10 e i 15 anni”, ha spiegato.

Secondo il nuovo dirigente federale, il calcio italiano deve riequilibrare il rapporto tra tattica e tecnica. “Noi siamo molto preparati dal punto di vista tattico, mentre altri Paesi lavorano maggiormente sulla tecnica individuale. Abbiamo vinto diversi Europei giovanili, ma all’estero la tattica non viene esasperata come spesso accade da noi”, ha sottolineato.

Stop alla ricerca esasperata del risultato nelle giovanili

Il direttore tecnico della FIGC ha poi lanciato un messaggio agli allenatori delle categorie giovanili, invitandoli a concentrarsi maggiormente sulla crescita dei calciatori. “Dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale. Molti giovani allenatori oggi trascurano questo aspetto perché sono concentrati sul risultato. Dobbiamo cambiare mentalità: prima viene la crescita del giocatore”, ha spiegato Ranieri.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una nuova generazione pronta a vestire la maglia azzurra. “Mi piacerebbe vedere i bambini italiani emozionarsi davanti alla nostra Nazionale ai Mondiali. Per me sarebbe il coronamento di un sogno. Con Mancini sarò sempre sincero e leale, lavoreremo insieme per il bene dell’Italia”, ha concluso.

Troppi stranieri nei club: serve più spazio agli italiani

Ranieri ha affrontato anche il tema della presenza dei calciatori stranieri nei campionati italiani, evidenziando la necessità di creare maggiori opportunità per i talenti nazionali. “Le squadre sono composte da moltissimi giocatori arrivati dall’estero e questa situazione non può essere ignorata. Chiederò collaborazione a tutti, anche alla politica se necessario, perché è in gioco la nostra identità calcistica”, ha affermato.

“Bisogna mettere Roberto nelle condizioni di scegliere. Mi auguro che le società possano dare più spazio ai calciatori italiani, sia in Serie A sia in Serie B”, ha aggiunto il dirigente federale.

Il rifiuto alla Nazionale dopo Spalletti: nessun rimpianto

Infine Ranieri è tornato sulla decisione di non accettare la panchina azzurra dopo l’addio di Luciano Spalletti, spiegando i motivi della sua scelta. “Non ho mai avuto rimpianti. Non potevo interrompere il mio rapporto con la Roma, la squadra che amo, per diventare commissario tecnico. Ci sarebbero stati problemi e possibili conflitti di interesse importanti, quindi anche se a malincuore ho preferito dire no”, ha raccontato.

Ora, però, il suo ruolo sarà diverso: non più in panchina, ma al centro del progetto tecnico federale con il compito di costruire il futuro del calcio italiano.

Redazione

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