Quando si retrocede non c’è una maniera migliore o peggiore di farlo, ma considerando la prova offerta ieri contro la Carrarese da parte dello Spezia se sarà retrocessione, a questo punto molto probabile, la stessa assume tutti i connotati di un vero e proprio incubo. Per come è arrivata e per come è stata gestita a livello emotivo la sconfitta del “Dei Marmi” è la peggior chiusura di un ventennio d’oro per il Club di via Melara. Un ventennio che ha visto lo Spezia partecipare a 15 campionati di Serie B, di cui dieci in maniera consecutiva, e uno splendido triennio in Serie A.
Un ventennio che ha visto la crescita esponenziale del Club, con il rifacimento delle strutture e uno stadio che fa invidia alla Serie A, ma dove molto probabilmente l’anno prossimo, a meno di miracoli, vedremo la Serie C.
LA GARA
La Carrarese ha dominato con l‘ennesima “masterclass in regia” di Luis Hasa che quando in settimana lo abbiamo definito talento (LEGGI QUI) molti lettori hanno sorriso, per non dire scherzato. Magari dopo la prova di ieri si saranno ravveduti: assist splendido per Abiuso, palo clamoroso, giocate intelligenti e squadra fatta girare come un orologio, Bandinelli e Vignali che non sapevano che pesci pigliare per contrastarlo in mediana.
A questo aggiungiamoci anche la grandissima prova di Parlanti, centrocampista di Genova che fino a tre anni fa militava in Serie D con il Sestri Levante. 44 anni in due equamente divisi, non hanno fatto vedere boccia alla mediana aquilotta: quando si hanno le idee giuste per ricercare i giocatori…
Aggiungiamo che Calabro arrivava alla sfida con solo tre difensori centrali a disposizione e due/terzi di difesa titolare assente. Risultato? A sbloccare la partita è stato uno dei tre difensori, quello che solitamente gioca meno, il 21enne (altro giovanissimo, altro italiano) Calabrese che incorna di testa sovrastando Bonfanti il suo primo gol in Serie B. Ennesimo rete stagionale subita da sviluppo da calcio piazzato dallo Spezia: ormai non si contano neanche più.
Spezia che scompare, Carrarese che si infila come un coltello caldo nel burro: azione continue di ripartenza in superiorità numerica di quattro contro due, difesa delle Aquile completamente sbilanciata e tutto facile per Finotto fare 2-0. Poi il rigore, netto, sbagliato da Abiuso, poi ancora il gol da cineteca con cui lo stesso Abiuso ha uccellato incredibilmente Radunovic da distanza siderale, altra prova infelice per il portiere serbo (ma per vedere certe cose non era meglio puntare su un giovane di proprietà e italiano come Mascardi?), rete annullata solo per un fuorigioco di rientro.
Ripresa che si apre con il palo di Hasa, il gol di Valoti che è solo un fuoco di paglia, la rete di Abiuso che chiude i conti su perfetto assist di Hasa e Carrarese più volte vicina al poker.
FINALE DA DILETTANTI
Quello che succede nel finale di una partita già ampiamente decisa è qualcosa che rasenta i limiti dell’imbarazzo. Del resto quando una partita è già persa la cosa più importante è evitare sanzioni disciplinari che possano influire sullo sviluppo delle gare successive. Insomma tutto quello che lo Spezia ha deciso di non fare.
Gamba alta di Valoti ad altezza testa: rosso all’86°. Gomitata gratuita di Bonfanti a un avversario al 90° che genera una rissa con Adamo e Belloni che si prendono per il collo, entrambi espulsi, revisione VAR per Bonfanti, espulso anche lui al 92°. Spezia che chiude in otto con Lapadula che rientra al limite e salva il possibile poker.
Quando la testa non c’è, e non sembra esserci da tempo, parlare di salvezza è un ragionamento assai complicato. Perdere così un derby e, probabilmente, retrocedere è il peggio del peggio che ogni più sfegatato e ottimista tifoso dello Spezia potesse immaginarsi.
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Come per la Nazionale ci vuole una svolta decisa a partire dalla dirigenza.
Mandateci una bella cartolina dalla”C”😜😜😜
Tanti Orrori della dirigenza. Poi pretendere che tutti questi prestiti diano l anima per una maglia che lasceranno a fine anni è assurdo. L appartenenza si crea con un progetto solido a lungo termine
Già lo scorso anno quando si sarebbe potuto salire in A con una buona rosa verso la fine del campionato si è mollato, Poi grande svendita per far cassa, e quindi questa a gonia. Le responsavbilità sono da ricercarsi nella dirigenza
QUESTA SQUADRA È LA PEGGIORE DI TUTTA LA STORIA DELLO SPEZIA CALCIO.
SENZA ANIMA, SENZA ORGOGLIO, SENZA CUORE!!!
SCHIFO TOTALE🤢🤮🤢🤮🤢
Eh ma Donadoni, sempre con le mani in tasca. È anche ingrassato….
Dello Spezia si puo’ salvare la tifoseria, D’Angelo,e tre-quattro giocatori.La dirigenza e’ tutta da rifare.
D’Angelo perché si salva cosa ha fatto ieri? Cambiare giocatore per mettere in campo quel giocatore che si paga e non gioca mai lampadula..cosa ha fatto….lo spezia e da rifondare via tutti….
LA SOCIETÀ PERCHÉ NON SI FA DUE DOMANDE ZIO PORCOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Melissano il peggiore DS della storia dello Spezia..e fare peggio di Macia non era facile…
Decisamente si, speriamo che non ci sia nessuno un fuggi fuggi generale, in società.