Salva Ferrer: “Mi manca tutto dello Spezia, ma sono felice della carriera avuta”

Il terzino iberico, ora lontano dal calcio giocato, ripercorre le tappe indimenticabili della sua carriera e il suo addio a una vita agonistica che lo ha visto protagonista con lo Spezia

Salva Ferrer è molto più di un ex giocatore per la tifoseria spezzina. Il terzino spagnolo è stato un simbolo di forza, resilienza e determinazione, un uomo che ha vissuto in prima persona la grande ascesa dello Spezia dalla Serie B alla Serie A. La sua storia con il Club di via Melara è fatta di salvezze, sacrifici e vittorie indimenticabili. Il prossimo 12 aprile, nella sfida contro il Mantova, Ferrer entrerà ufficialmente nella “Hall of Fame” dello Spezia, un riconoscimento che celebra la sua grande carriera.

La difficile decisione di lasciare il calcio

Il suo addio al calcio non è stato affatto facile. Dopo aver affrontato il linfoma di Hodgkin, Ferrer ha dovuto dire stop a una carriera che lo aveva visto protagonista in Serie A. “Mi sono operato un mese fa, e ora sto molto meglio.” – dichiara Salva ai microfoni del collega Armando Napoletano oggi sulle pagine de Il Secolo XIX – “L’intervento è avvenuto all’inizio di febbraio. Prima avevo ancora dolori, ma adesso la situazione è decisamente migliorata. Posso fare sport, ma il calcio è ormai un capitolo chiuso“, ha raccontato l’ex terzino.

Il suo ritiro è stato un processo doloroso e riflettuto: “Già durante le cure sentivo dei fastidi che mi facevano pensare di smettere, ma non mi sono deciso subito. Avevo il forte desiderio di continuare a giocare, per me stesso, ma anche per la mia famiglia, i tifosi e la mia ragazza. Alla fine, però, ho scelto di fermarmi e farmi operare.

Il legame indissolubile con lo Spezia

Ferrer ha parlato con grande affetto del legame che lo unisce allo Spezia, un sentimento che non svanirà mai. “Ho un legame speciale con questa città e con la sua gente. I tifosi, i miei compagni di squadra, anche quelli che non ci sono più: tutti sentiamo profondamente il legame con lo Spezia. Tra loro, Giulio, Gyasi e Provedel sono quelli che mi sono rimasti più nel cuore“, ha dichiarato Ferrer. Per lui, quella dello Spezia è una “isola felice e indimenticabile“, un’esperienza che non dimenticherà mai.

La promozione storica in Serie A: un ricordo indelebile

Uno dei momenti più significativi della sua carriera è sicuramente la storica promozione in Serie A, conquistata nell’agosto del 2020, in un’annata segnata dalla pandemia. “La salita in A è stata incredibile. In un anno difficile come quello del Covid, quando il mondo era fermo, noi siamo riusciti a raggiungere un traguardo storico. Il ricordo più bello è sicuramente la vittoria a Verona, quando sembrava che tutto fosse perduto. Ma la vittoria a Frosinone ci ha riportato la speranza, e con Vincenzo Italiano come allenatore quella promozione è rimasta una delle gioie più belle della mia carriera“, ha ricordato Ferrer.

Le salvezze che resteranno nella memoria

Al di là della promozione, Ferrer ha vissuto anche momenti intensi di lotta per la salvezza, due salvezze che resteranno per sempre nel suo cuore. “La prima salvezza a Udine è un ricordo che non dimenticherò mai, così come quella contro il Torino. Ma un altro momento che mi ha colpito è stato il ritorno in campo dopo la malattia, quando lo stadio Picco mi ha accolto con affetto. Non dimenticherò mai quel momento, soprattutto quando D’Angelo mi ha dato la possibilità di tornare a giocare“, ha raccontato.

Un addio difficile, ma ricco di soddisfazioni

Ferrer ha anche parlato delle emozioni che ha vissuto durante la sua carriera. “Ogni sorriso sul volto dei tifosi era anche merito nostro. Abbiamo fatto felici tante persone e questa è stata una delle soddisfazioni più grandi. Ogni partita, ogni vittoria, era una battaglia per la mia famiglia, per sentire quell’adrenalina che solo il calcio sa dare. Sarà difficile rivivere quei momenti“, ha dichiarato Ferrer, sottolineando come il calcio gli abbia regalato sensazioni uniche che difficilmente potranno essere replicate in futuro.

La salvezza, l’obiettivo di sempre

Anche se lontano dal campo, Ferrer non ha dimenticato le difficoltà e le gioie legate alla lotta per la salvezza. “Una salvezza è sempre una lotta dura, un anno di sofferenza, tra calcoli, attese e incognite. Quando si raggiunge l’obiettivo, però, la soddisfazione è immensa. È un sollievo enorme, e spero che anche quest’anno lo Spezia possa raggiungere la salvezza“, ha detto Ferrer, sempre vicino al Club che gli ha dato tanto.

Il sogno di una promozione sfiorata

Infine, Ferrer ha riflettuto sul suo ultimo anno con lo Spezia, quando la promozione in Serie A è sfuggita di poco. “Mi sarebbe piaciuto concludere la mia carriera con una promozione, il gruppo lo meritava. Se fosse successo, sarebbe stato un sogno, ma anche se non è andata così, ho imparato tanto. Il calcio mi ha dato emozioni incredibili, e vivere queste esperienze con lo Spezia è stato qualcosa di unico“, ha concluso l’ex terzino, che ora guarda avanti con gratitudine e affetto per la sua carriera.

Mi manca tutto dello Spezia e della sua gente, ma sarò sempre un loro amico e uno di loro, anche se ora sono lontano a Barcellona“, ha aggiunto Ferrer, concludendo la sua intervista con una dichiarazione carica di affetto per il club che lo ha accolto e che non dimenticherà mai.

Redazione

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2 Commenti
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Commento da Facebook
5 mesi fa

SALVA spezzino una volta spezzino per sempre

Commento da Facebook
5 mesi fa

Uno di Noi…sei sempre uno di noi !!!

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