L’amarezza con cui Gabriella Persia ha denunciato sui social quanto accaduto negli ultimi giorni ha riportato alla luce una pagina fondamentale della storia sportiva spezzina. Un furto domestico ha infatti privato la famiglia Persia di un cimelio che, pur non avendo alcun valore commerciale, rappresentava un simbolo identitario legato allo Scudetto dello Spezia conquistato nel 1944 contro il Grande Torino. Il titolo onorifico assegnato alla formazione dei Vigili del fuoco della Spezia, protagonista di un’impresa sportiva leggendaria in pieno periodo bellico.
La targa sottratta era stata consegnata a Sergio Persia il 22 marzo 2002, durante una cerimonia solenne che aveva segnato un momento molto atteso dalla comunità aquilotta. Poche settimane prima, la Federcalcio guidata da Franco Carraro aveva ufficializzato il riconoscimento dello scudetto del ’44, un titolo da esporre per sempre sulle maglie lo Spezia, ponendo definitivamente fine a decenni di rivendicazioni e discussioni.
L’evento celebrativo si era svolto in un teatro cittadino gremito, con il pubblico presente in ogni ordine di posto. A rappresentare la FIGC vi era Mario Macalli, all’epoca presidente della Lega di Serie C e consigliere federale, incaricato di consegnare le targhe ai protagonisti di quella straordinaria avventura calcistica. Insieme a Persia avevano ricevuto il riconoscimento anche Tommaseo, Rostagno e Bicchielli, figure che avevano condiviso la stessa pagina di storia sportiva e che, a distanza di 58 anni, avevano potuto rivedere concretizzato quel tributo tanto atteso.
La targa, oggi rubata, era dunque più di un semplice oggetto: custodiva una memoria familiare, ma soprattutto il ricordo di una squadra che, in un’Italia segnata dalla guerra, riuscì a imporsi in un torneo nazionale affrontando difficoltà logistiche, trasferte pericolose e un clima generale di incertezza. Per Gabriella Persia, perdere questo cimelio significa vedere cancellato un collegamento tangibile con la storia del padre e dello zio, entrambi testimoni e protagonisti di un’epoca irripetibile.
Nonostante il furto abbia inevitabilmente creato sconforto, la speranza della famiglia – e di molti appassionati che hanno espresso solidarietà online – è che l’oggetto possa essere recuperato. Il valore materiale della targa è praticamente nullo, elemento che potrebbe indurre chi l’ha sottratta ad abbandonarla o a renderla anonimamente. Il significato affettivo e storico, invece, resta immenso, e il suo eventuale ritrovamento rappresenterebbe un gesto capace di restituire un frammento di memoria a chi lo custodiva con cura.
Nel frattempo, il caso riaccende l’attenzione sull’eredità dello Scudetto del 1944, un riconoscimento che continua a rappresentare un orgoglio per la città della Spezia e per tutti coloro che ne tramandano la storia. Il furto della targa sottrae un ricordo, ma non cancella la forza simbolica di quella impresa, che rimane impressa nella memoria collettiva e nella tradizione sportiva locale.

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