Mimmo Di Carlo, ex allenatore dello Spezia e reduce da una salvezza sofferta con l’Ascoli in Serie C, ha condiviso una dettagliata analisi dei playoff di Serie B, esprimendo stima per Luca D’Angelo e fiducia nelle possibilità dei bianchi. Ai microfoni de Il Secolo XIX, ha delineato un quadro chiaro e appassionato del percorso verso la promozione.
I preliminari: sfide in equilibrio
Di Carlo ha aperto la sua riflessione analizzando le due gare preliminari. Su Catanzaro-Cesena, ha sottolineato la continuità dei calabresi: «Sono lì da un anno, solidi e compatti. Il Cesena ha avuto una fase difficile, ma ha saputo risalire. Mignani è stato bravo a tenere il gruppo unito. Il “Ceravolo” resta un campo difficile, ma è una partita aperta».
Più insidiosa la sfida Juve Stabia-Palermo, definita “intrigante” dal tecnico: «Castellammare non è un campo facile. La Juve Stabia gioca bene e sfrutta le transizioni. Se il Palermo non sblocca subito, rischia grosso. Devono segnare entro i primi 25 minuti. Questa Juve Stabia mi ricorda il Bari di Mignani: mina vagante da non sottovalutare».
Lo Spezia in semifinale: forza e concretezza
Con lo Spezia già qualificato alle semifinali, Di Carlo ha speso parole significative per la squadra e il suo allenatore: «D’Angelo ha fatto un lavoro eccellente. Ha ottenuto risultati, ha saputo coinvolgere tutti e non ha mai messo pressione al gruppo. Lo Spezia ha forza fisica, qualità offensive e può colpire in qualsiasi momento».
L’ex tecnico delle Aquile ha elogiato l’attacco spezzino, definendolo “potenzialmente il migliore”, e ha spiegato la strategia ideale per le gare decisive: «Devono sapere aspettare e poi colpire. Nei playoff conta segnare, non dominare. E lo Spezia il gol lo trova».
Anche se ipotizza una semifinale Palermo-Cremonese come “una finale anticipata”, Di Carlo ribadisce: «Lo Spezia merita l’epilogo per ciò che ha dimostrato durante tutta la stagione».
Il fattore decisivo: i talenti che fanno la differenza
Secondo Di Carlo, a decidere le sorti dei playoff saranno i giocatori capaci di cambiare le partite: «I talenti come Pio Esposito possono spostare gli equilibri. Non c’è una legge nei playoff, bisogna interpretarli, non comandarli».
I ricordi con lo Spezia e la semifinale del 2016
Il tecnico ha poi ricordato la semifinale disputata alla guida dello Spezia nel 2016, quando sfidò il Trapani di Serse Cosmi: «La direzione arbitrale di La Penna fu decisiva. All’andata ci fu un rigore netto non concesso. Con il VAR sarebbe andata diversamente. Giocammo un gran campionato, soprattutto nel ritorno».
Il ricordo più vivido resta il preliminare vinto a Cesena: «Fu una partita tatticamente perfetta. Preparata nei minimi dettagli, con l’obiettivo di contenere e colpire nel finale. Il gol di Postigo non fu casuale, ma il frutto di una strategia precisa. Un successo che ha segnato anche la mia carriera».
Infine, un in boccal al lupo davvero sentito: «Spero che lo Spezia arrivi all’1 giugno da protagonista, come con Italiano. È una piazza che merita soddisfazioni».
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Nel caso lo spezia merita di vincere i play boff . 22 sono il numero di pali e traverse che ci hanno separato dal secondo posto .
Le trovo stupidi questi playoff non lo trovo giusto rischia di andare su una squadra che ha fatto 10,15 punti in meno