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Carlet: “Il Picco darà una grande carica, ma non vedo l’ora che i tifosi tornino a riempirlo!”

L’attaccante del “Quando  entra ne fa 3” ci presenta la sfida con il Bologna. “Loro rischiano di più. Italiano come De Zerbi: sono due tra i migliori allenatori emergenti” Rimpianti aquilotti per il centravanti: “Che errore lasciare il Picco, ti racconto un aneddoto su Spezia-Alessandria” E su Mazzone…

Campionato di Serie C2 stagione 1999-2000, è il 19 Dicembre e al “Picco” si gioca una partita che sarebbe passata alla storia.

E lo Spezia di Mandorlini, quello con la maglia bianca e il colletto a V nero con l’Arbre Magique sul petto come sponsor, è lo Spezia che si sta giocando il campionato con l’Alessandria.

Sotto un diluvio biblico quel pomeriggio è in programma il match tra le Aquile e i grigi. Spezia subito sotto, ma a inizio ripresa pareggia Zaniolo. Poi tocca a lui, ad Alan Carlet, l’attaccante del “Quando entra ne fa tre!“. Sinistro imparabile e palla alle spalle di Malatesta per il 2 – 1 dello Spezia sotto una Curvia Ferrovia stracolma.

Il tutto verrà sublimato al 94° da Hugo Daniel Rubini che neutralizzerà il rigore dell’ex Scazzola. Una partita che è entrata di diritto nelle preferite di ogni tifoso delle Aquile come phatos ed emozioni vissute.

Con la maglia bianca saranno 14 gol in 41 presenze per il mancino di Grosseto che indossò anche la divisa del Cagliari facendo “innamorare” Carletto Mazzone.

Oggi Alan Carlet, dismessi i ferri del mestiere, vive tra Monaco e Sanremo occupandosi di tutt’altro, ma è ancora fortmente legato allo Spezia e al calcio in generale.

A livello di calcio dilettante ha allenato con successo squadre come Bordighera Sant’Ampelio e Ospedaletti vincendo il campionato di Promozione e il suo nome è stato accostato alle panchine di Albenga e Sanremese in varie occasioni.

Oggi è nostro ospite e con lui presentiamo la sfida del ritorno al “Picco” dello Spezia di domani sera contro il Bologna.

Spezia finalmente in Serie A. Che idea si è fatto Alan Carlet di questa nuova avventura delle Aquile?

Lo Spezia è una squadra neo promossa che ha mantenuto l’intelaiatura della scorsa stagione aggiungendo alcuni giovani promettenti e sicuramente interessanti. Penso che tutti quanti, partendo dai tifosi fino agli stessi giocatori, debbano essere più che soddisfatti per quanto visto finora. Hai disputato dieci partite alla grande giocando alla pari con tutte le avversarie, anche quelle che giocano in Champions League. L’ultima partita penso che sia stato un incidente di percorso. A Crotone vai convinto di fare una buona partita, ma forse incosciamente sei un po’ scarico di testa. In generale credo che sia stato fatto un super lavoro, non hai sofferto l’adattamento alla categoria. Sinceramente pensavo che le Aquile potessero fare più fatica. Italiano poi è un ottimo allenatore, lo metto alla pari di De Zerbi. Le loro sono le squadre che giocano meglio.

Mercoledì si torna al Picco, quanto ne potrebbe giovare lo Spezia?

A livello logistico giocare a Cesena credo sia stata una cosa non semplice: ritrovare la propria casa aiuterà, purtroppo a causa del Coronavirus la gente non potrà andare allo stadio. Spero che si riaprano presto i cancelli del “Picco” perchè lì quando ci sono anche 4.000 o 5.000 persone viene fuori un “bel casino”. Poi quando è pieno ciao…ai ragazzi darà una grande carica! Certe squadre magari non si spaventeranno, ma sicuramente sarà una spinta in più. Sei per la prima volta della tua storia in Serie A e non potertela giocare davanti al proprio pubblico è veramente un peccato.

Spezia e Bologna arrivano da una sconfitta. Chi svolta mercoledì?

Credo che la svolta la cercherà il Bologna che vive un momento difficile. Lo Spezia penso che a Crotone abbia avuto solo una battuta d’arresto. Tornando alla squadra di Mihajlovic penso che i rossoblu siano giovani, inesperti e poi forse c’è anche qualcos’altro dietro. Hanno tanti problemi di carattere fisico con molti giocatori non al meglio o non disponibili. Credo che lo Spezia si metterà lì e, alla fine, si rivedrà il gioco delle Aquile ammirato nelle prime dieci giornate.

Veniamo ad Alan Carlet. Cosa ti rimane dei due anni passati con indosso la maglia dello Spezia?

Ci sarebbe da aprire un libro e parlarne per ore… Sono tornato l’anno scorso al “Picco” per Spezia – Ascoli. All’intervallo mi hanno fatto fare il giro di campo e vedere la gente che dopo 20 anni si ricorda di uno come me è stata una cosa incredibile! Mandorlini una volta mi disse una gran cosa: “Non si va mai via da un posto dove si vince o da un posto vincente.” Aveva ragione. Ho vinto anche a Novara e Pisa, ma non è stato niente di paragonabile rispetto agli anni che ho giocato al “Picco”. Anche il secondo anno avevamo uno squadrone che faceva la guerra con squadre forti come Modena e Livorno, ce la siamo giocata a viso aperto con tutti nonostante fossimo una neo promossa. E’ stata la stupidaggine più grande della mia carriera andare via dal “Picco” e da un allenatore come Mandorlini con cui sono cresciuto molto.

La partita delle partite per te è stata Spezia-Alessandria, cosa ti ricordi?

Eh…cosa ti posso dire? Incredibile. Incredibile tutto. Partita sotto il diluvio davanti a 8.000 persone che ci spingevano a dare tutto e anche di più. Subito sotto, la pareggia Igor (Zaniolo, Ndr). Entro in campo e dopo una decina di minuti ecco un calcio piazzato: Coti me la tocca e boom, parte un missile che Malatesta può solo guardare. Un boato fragoroso, un’emozione incredibile, mi rincorrono tutti a centrocampo, ma non è finita. Al 94° rigore per l’Alessandria, ma Hugo (Rubini, Ndr) disinnesca. Quella è molto più di una semplice partita. Per farti capire meglio come è stata vissuta ti racconto un aneddoto. Qualche anno fa vado a Milano a trovare il mio amico Berni, allora terzo portiere dell’Inter. Eravamo a mangiare e arriva il Team Manager del Milan, ex arbitro, e mi dice “No, bomber Carlet incredibile! Ma tu lo sai chi arbitrava quel famoso Spezia – Alessandria? Ero io!

Tripletta da subentrato contro il Castelnuovo Garfagnana realizzata in 13′ minuti della gara terminata 4 – 1. Da lì è stato coniato il famoso coro “Quando entra ne fa tre, Alan Carlet!“…

Una cosa allucinante, ancora oggi in giro per l’Italia me la cantano. Un anno in I Categoria, l’ultimo anno che giocavo, ho fatto vincere indirettamente il campionato all’Alassio realizzando il gol del pareggio contro la seconda in classifica. Tutta la squadra giallonera dallo spogliatoio mi face un video cantando “Quanto entra ne fa tre, Alan Carlet” e me lo inviarono sul telefonino. Mi fece troppo ridere…

Per chiudere ti chiedo un ricordo di “Carletto” Mazzone che ti ha allenato quando eri una giovane promessa nel Cagliari

Una grandissima persona, un uomo di altri tempi sotto tutti i punti di vista. Un rispetto e una personalità esemplari. Io lì per lì non capivo chi avevo di fronte perchè ero troppo piccolo, ma era un uomo fantastico. Un maestro di vita e di calcio con la M maiuscola. Faceva rendere tutti al 100%, anche quelli meno bravi. E poi mi ha fatto esordire in Serie A, magari si è sbagliato però ormai era fatta…

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