Le parole dell’esterno d’attacco sul rush finale del campionato: “Tanti i fioretti in ballo, ne vedrete delle belle. Il Ghana è stato un sogno che si è avverato. Ecco a chi ho regalato le meglie della Nazionale…”
Sostituito a fine primo tempo dopo una prova incolore contro il Crotone Emmanuel Gyasi rimane per rendimento e minutaggio in campo uno dei migliori giocatori di questo Spezia che si è affacciato senza paura alla sua prima Serie A della storia.
L’esterno d’attacco italo-ghanese, che ha appena esordito con la nazionale del Ghana qualificandosi alla prossima edizione della Coppa d’Africa, ha parlato quest’oggi ai microfoni del locale Il Secolo XIX.
SPEZIA – “Come ho sempre detto quello che avete visto in questa stagione è frutto di un cammino di lavoro che è partito lo scorso anno. Ora però manca la ciliegina sulla torta per questo dovremmo affrontare le prossime otto partite uniti e determinati per chiudere in bellezza e fare felice la gente come è successo lo scorso 20 agosto”
FIORETTI – “Ci sono tanti fioretti in ballo, che per scaramanzia non voglio dire nulla, ma ne vedrete delle belle!”
SOGNO GHANA – “A parole non si può spiegare l’emozione che ho provato nel vestire la maglia della nazionale, è il sogno di un bambino che diventa realtà.”
CONVOCAZIONE – “Sono venuto a conoscenza della convocazione dopo la sfida di campionato con l’Atalanta. Rientrando nello spogliatoio ho trovato un messaggio del team manager della nazionale e subito l’ho detto alla mia fidanzata Carolina, però prima di annunciarlo ai miei genitori ho deciso di aspettare l’ufficialità. Loro però seguivano la cronaca e mi dicevano: “Ma guarda che ti chiamano, lo stanno scrivendo” e io fremevo, ma non gli dicevo nulla. Alla fine quando gliel’ho annunciato erano al settimo cielo perché vedermi vestire la maglia del Ghana li ha riempiti ancor di più di orgoglio. Anzi c’è stato anche un episodio divertente legato a mio padre, perché molti dei suoi conoscenti pensavano che fosse lui quello a essere stato convocato.”
SUBITO TITOLARE – “La squadra è composta da un gruppo rodato che lavora insieme da tempo e mai avrei pensato che mi avrebbero dato la possibilità di giocare per 90 minuti e per di più in un match importante come quello con il Sud Africa. Era una partita clou per le qualificazioni alla Coppa D’Africa ed è stato ancora più incredibile riuscire a centrarla vivendola da titolare“.
LA PRIMA MAGLIA – “Una maglia è destinata ai miei genitori e un’altra, invece, l’ho già regalata a Massimo Datteri, il nostro magazziniere. Lui non se l’aspettava, me l’aveva chiesta, ma pensava che sarebbe arrivata in futuro, ma io gli ho fatto una sorpresa e appena arrivato gliel’ho subito portata. Era contento e io sono stato davvero felice di donargliela perché se la merita tutta.”
RADICI AFRICANE – “In Ghana vivono ancora i miei nonni, i miei zii e mio cugino. Sono andato a trovarli ed è stato bellissimo soprattutto per i miei nonni che non mi vedevano da tanti anni e che si sono emozionati vedendomi giocare in nazionale. Erano fieri di me e io sono stato molto felice di rivederli, perché la nazionale e la carriera sono importanti, ma la famiglia per sarà sempre al primo posto e su questo non ci sono dubbi.“


