Il portiere dello Spezia Alessandro Micai è intervenuto ai microfoni di RLV, ospite della trasmissione Radio Picco, condotta da Nicolò Pasta. Tra i temi affrontati il momento positivo delle Aquile, il lavoro agli ordini di mister Marco Turati e la prossima trasferta contro l’Ostiamare.
«Stiamo lavorando duramente per prepararci a una trasferta sicuramente insidiosa. Abbiamo tanta voglia di tornare in campo e continuare a crescere, migliorandoci partita dopo partita», ha dichiarato l’estremo difensore.
Come si vive il primato in classifica?
Micai ha spiegato come l’allenatore cerchi di mantenere alta la concentrazione del gruppo, evitando che la posizione di vertice distolga l’attenzione dagli aspetti ancora da perfezionare.
«Il mister è molto bravo a indirizzare la nostra attenzione sugli aspetti da migliorare. La classifica si guarda, inevitabilmente, ma la priorità resta il nostro percorso di crescita. Se i progressi arrivano insieme alle vittorie, tanto meglio».
Quanto è cambiato lo Spezia dal suo arrivo?
Il portiere ha analizzato i progressi compiuti dalla squadra nella prima parte della stagione, sottolineando la necessità di continuare a lavorare sui dettagli.
«Abbiamo completato circa un terzo del percorso e dimostrato le nostre potenzialità. Ci sono ancora particolari da sistemare, che richiedono attenzione quotidiana. Sappiamo dove intervenire e cerchiamo di mettere in pratica ogni domenica il lavoro svolto durante la settimana. Anche personalmente mi sento cambiato e sono disponibile a continuare a crescere insieme ai miei compagni».
Il portiere nel gioco di Turati: una nuova mentalità
Uno dei temi centrali dell’intervista ha riguardato il ruolo dell’estremo difensore nel sistema di gioco di Turati, nel quale Micai è chiamato a partecipare attivamente alla costruzione della manovra.
«In Serie B ero abituato soprattutto a pensare a non subire gol e a correre meno rischi possibile. Adesso le richieste sono differenti: siamo una squadra che occupa le prime posizioni e spesso gestisce il pallone per il 70-80% della partita. Dobbiamo quindi partecipare maggiormente alla costruzione, cercando di dominare il gioco. Sono contento di far parte di questo sistema e di vivere un’esperienza che non mi era praticamente mai capitata».
Come mantenere alta la concentrazione quando gli avversari tirano poco?
Micai ha spiegato come un portiere debba conservare un livello di attenzione elevatissimo anche nelle partite in cui la propria squadra concede pochissime occasioni.
«Quando domini per 70-80 minuti sai comunque che prima o poi dovrai affrontare un’azione avversaria. Cerco di rimanere concentrato organizzando la difesa, comunicando con i compagni e immaginando sempre lo scenario peggiore. Siamo attenti anche quando abbiamo il possesso, perché sappiamo che una sbavatura può capitare in qualsiasi momento».
«Mi piace quando le mie squadre non concedono tiri»
L’estremo difensore ha poi approfondito la propria filosofia calcistica, spiegando di apprezzare soprattutto le squadre capaci di limitare al minimo i pericoli davanti alla propria porta.
«La soddisfazione più grande non è soltanto fare parate o conquistare clean sheet, ma vedere che la mia squadra concede pochissime conclusioni. Mi piace il calcio delle formazioni dominanti, come la Juventus di Conte. Ridurre al minimo i tiri avversari significa essere organizzati e prevenire i pericoli prima ancora che si presentino».
La settimana dopo il pareggio contro il Latina
Micai si è soffermato anche sul lavoro svolto dopo il pareggio contro il Latina, primo risultato non pienamente positivo della stagione. Tra le difficoltà incontrate, il portiere ha evidenziato il peso di alcune assenze.
«Contro il Latina sono mancate alcune caratteristiche che normalmente ci permettono di allungare la squadra e ripartire in velocità. Senza giocatori come Mazzocchi, Di Serio e Zilli abbiamo dovuto cercare soluzioni differenti. Le difficoltà capitano a tutti, ma le squadre forti devono essere capaci di trovare il modo per superarle».
Spezia favorito? «Ci pesa soltanto non migliorare»
Alla domanda sulle ambizioni della squadra e sulle responsabilità legate al ruolo di favorita del campionato, Micai ha sottolineato come la vera preoccupazione del gruppo sia non riuscire a progredire.
«Quello che ci pesa è non migliorare. Quando perdiamo precisione o qualità nella gestione del gioco sappiamo di dover intervenire. Siamo una squadra forte, ma soltanto se manteniamo la concentrazione. Come abbiamo visto contro Latina e Atalanta, basta abbassare l’attenzione per permettere a qualsiasi avversario di metterti in difficoltà».
I ricordi delle sfide contro lo Spezia
In chiusura, il portiere ha ripercorso alcuni dei confronti disputati in passato contro gli aquilotti, ricordando soprattutto il pareggio per 2-2 a Cosenza e le difficoltà incontrate allo stadio “Alberto Picco“.
«Ricordo molto bene il 2-2 a Cosenza, quando parai anche un rigore contro uno Spezia molto forte. Al Picco ho sempre trovato partite complicate, fin dai tempi di Nenè, Terzi e Chichizola, quando nessuno voleva venire a giocare a Spezia. Era una squadra ostica e vogliamo continuare a esserlo anche noi: difficili da affrontare per qualsiasi avversario».


