La sfida tra Spezia e Torres non è stata soltanto una gara di Coppa Italia Serie C, ma anche il ritorno a casa di un giocatore rimasto nel cuore della tifoseria aquilotta. Al termine del match vinto dallo Spezia per 4-1, in sala stampa si è presentato Giuseppe Mastinu, grande ex dell’incontro e oggi capitano della formazione sarda.
Il centrocampista ha vissuto momenti emozionanti prima e durante la partita, soprattutto al 91° minuto, quando il tecnico della Torres Alfonso Greco lo ha richiamato in panchina permettendogli di ricevere il giusto tributo dai quasi 5.000 spettatori del Picco.
“Sono nato con la maglia bianca”
L’applauso dei suoi ex tifosi è stato il momento più significativo della serata per Mastinu. “L’applauso del Picco è qualcosa che resterà per sempre dentro di me”, ha raccontato il capitano della Torres. “Sinceramente non mi sarei mai aspettato di tornare a calcare questo campo e sicuramente avrei preferito farlo in una gara diversa, magari in un’altra categoria. Io, calcisticamente, sono nato con la maglia bianca indosso”.
Parole che testimoniano il legame ancora fortissimo tra il giocatore e una piazza con cui ha condiviso uno dei momenti più importanti della storia recente dello Spezia.
Dalla promozione in Serie A alla nuova sfida
Con la maglia dello Spezia, Mastinu è stato protagonista della storica promozione in Serie A conquistata sotto la guida di Vincenzo Italiano. Un traguardo che gli ha permesso anche di vivere i primi sei mesi nella massima serie italiana prima della separazione con il Club di via Melara che lasciò a gennaio 2021 per accasarsi in Serie B al Pisa.
Dopo anni trascorsi lontano dalla Spezia, il ritorno al Picco ha riportato alla mente quei momenti indimenticabili.
La Torres resta in costruzione
Analizzando la partita, Mastinu ha sottolineato le difficoltà della squadra rossoblù: “Abbiamo avuto assenze importanti nella sfida di oggi e sicuramente la squadra andrà completata sul mercato, ma siamo rimasti in partita fino al 2-1 di Sapola, arrivato sicuramente nel nostro momento migliore”.
Il centrocampista ha poi parlato anche della sua evoluzione tattica. Nato come trequartista, oggi ricopre il ruolo di regista: “Già Italiano mi aveva arretrato nel penultimo anno qui, poi diversi allenatori hanno preferito schierarmi in regia. È un ruolo che mi piace, anche se oggi mi manca ancora un po’ di condizione”.
I cimeli dello Spezia nella sua casa
Infine Mastinu ha svelato un dettaglio personale che racconta ancora una volta il suo rapporto con il mondo aquilotto.
“Appena troverò una sistemazione definitiva ho una serie di cimeli legati allo Spezia da appendere alla parete di casa”. Tra questi ci sono la medaglia della promozione ai playoff e soprattutto la maglia dello Spezia con cui ha esordito in Serie A.
“Per me è il più grande traguardo raggiunto in carriera”, ha concluso Mastinu. Un legame che il tempo non ha cancellato e che il Picco ha voluto celebrare con tutto il suo affetto.
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Penso che quest’anno ci avrebbe fatto comodo.. Ragazzo serio e molto carismatico. E inoltre fotato di molta tecnica
La sua riservatezza e il suo silenzio sono state le grandi doti di questo ragazzo che restera’ sempre nei nostri cuori come calciatore e come uomo, buona fortuna Beppe qui sarai sempre il benvenuto.
Devi esserne orgoglioso vuol dire che yi sei comportato bene da uomo e da calciatore non è da tutti vedi i mercenari di ora che non se ne vogliono andare… ma chi li ve’
Un bravo fante, oltre che buon giocatore…
Grazie ancora di tutto