Marino: “Allenatore Spezia? Serve una scelta giusta per tornare subito in alto”

L’ex tecnico aquilotto analizza i candidati alla panchina e ricorda l’esperienza con Angelozzi: “Gorgone in crescita, Turati mi ricorda Italiano, Caserta una certezza”

Dalla Sicilia, Pasquale Marino ripercorre con soddisfazione la sua esperienza alla guida dello Spezia, sottolineando il valore del lavoro svolto insieme alla dirigenza. Al microfono del collega Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX l’ex allenatore aquilotto evidenzia come quella stagione abbia rappresentato un passaggio importante sia per il club sia per la crescita di diversi giocatori.

IL RAPPORTO CON ANGELOZZI E LA CRESCITA DELLA ROSA

Marino riconosce il ruolo decisivo dell’allora direttore sportivo Guido Angelozzi, con cui condivise un percorso di valorizzazione della squadra: “Fa sempre piacere vedere riconosciuto il lavoro fatto insieme. In quella stagione riuscimmo a dare un’identità forte al gruppo e a far crescere diversi giocatori, creando anche opportunità importanti per il club. Alcuni casi come Okereke, Gyasi, Augello e Vignali dimostrano il lavoro svolto, anche con adattamenti tattici che hanno portato risultati concreti. Bisogna riconoscere ad Angelozzi l’esperienza e le tante intuizioni”.

I CANDIDATI PER LA PANCHINA DELLO SPEZIA

Sul futuro della panchina aquilotta, Marino analizza i profili in corsa, tra cui Gorgone e Caserta. Del primo riconosce il buon lavoro svolto nelle esperienze recenti, mentre del secondo sottolinea maggiore solidità ed esperienza nei campionati professionistici, soprattutto tra Serie B e Serie C.


PROFILI DIVERSI MA INTERESSANTI

L’ex tecnico aquilotto descrive Gorgone come un allenatore in crescita, propositivo e ancora in fase di consolidamento. «Gorgone lo conosco meno da vicino, però in ogni esperienza in cui è stato chiamato ha sempre svolto un buon lavoro, come accaduto anche a Lucca.»

Ha seguito invece a Siracusa Marco Turati, che sembra ormai a un passo dalla firma biennale con il Catanzaro. «Turati invece, l’ho seguito personalmente: sono stato a vedere il suo Siracusa per farmi un’idea diretta e ho notato una squadra che propone un calcio interessante. In alcuni aspetti mi ricorda Vincenzo Italiano, per l’idea di gioco propositiva. È un allenatore capace di adattarsi anche al 4-2-3-1 e che non ha paura di assumersi rischi.»

Infine un commento su Fabio Caserta, suo ex giocatore: «Lo conosco bene perché è stato un mio calciatore e ne ho grande stima. Rispetto a Turati è una figura più solida e affidabile: ha ottenuto risultati importanti a Catanzaro e nella seconda parte di stagione ha aiutato a sistemare l’Empoli. È un tecnico più concreto, con esperienza in Serie B e conoscenza anche della Serie C, oltre a essere molto preparato professionalmente». Profili sicuramente differenti, ma ritenuti adatti a un contesto competitivo come quello dello Spezia.

IL SENSO DELLA SFIDA E L’OBIETTIVO

Marino richiama anche le difficoltà del mestiere, ricordando come le situazioni possano cambiare rapidamente nel calcio professionistico. Allo stesso tempo, esprime fiducia nel percorso del club ligure, convinto che con una piazza calda e ambiziosa come quella spezzina ci siano le condizioni per puntare a un immediato ritorno ai vertici della categoria.

Redazione

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