A distanza di giorni si continua a parlare di Ravenna-Spezia.
L’ultimo ad intervenire, in ordine di tempo, è stato il Vicepresidente giallorosso Ariedo Braida.
NERVOSISMO ESAGERATO
Il dirigente si è soffermato sull’atteggiamento avuto dai romagnoli: “Siamo troppo nervosi e questo è un problema. Noi dobbiamo costruire la nostra storia, dopotutto bisogna considerare il fatto che due anni fa mentre il Ravenna era in D lo Spezia giocava in serie A. Anche per questo la capolista ha dimostrato di essere serena e fare la partita con raziocinio, noi non abbiamo certo demeritato però il nostro nervosismo è stato deleterio perché è mancata la serenità per gestire alcune situazioni. Dobbiamo costruire una cultura calcistica ad alto livello ma per questo serve sempre tempo. Da parte mia cerco di trasmettere questo concetto a tutti, purtroppo da qualche tempo le mie condizioni di salute non me l’hanno consentito”.
NESSUNA TRAGEDIA
Secondo Braida il successo delle Aquile non ha chiuso il torneo: “Voglio tornare appena possibile e intanto trasmetto questo messaggio: il campionato non è affatto finito, oggi dobbiamo soprattutto difendere il secondo posto, poi tra due mesi magari vedremo dove saremo noi e dove sarà lo Spezia”.
NESSUN ALIBI
Infine l’ex Barcellona e Milan ha spento le polemiche sull’arbitraggio: “L’arbitro per noi non deve diventare un alibi, ha fatto degli errori ma ad esempio l’espulsione è stata legittima. La squadra per diventare stabile e con dei valori, visto che ha dimostrato di saper esprimere calcio, deve esprimere anche cultura sportiva. Domenica abbiamo perso, ci sta, il calcio è questo, però anche con uno in meno, dopo l’espulsione, siamo stati più spensierati e giocato alla pari, probabilmente è subentrata a quel punto la convinzione di non avere più nulla da perdere e quel pochino di timore che c’era stato all’inizio non aveva più motivo di esserci”.


