Anche in occasione del big match Reggiana-Spezia i tifosi aquilotti non potranno essere al seguito della squadra di Marco Turati a causa del divieto di trasferta imposto dalle autorità.
Sono molti i supporters spezzini che cercano una risposta concreta alle continue limitazioni imposte per le gare esterne. Compresa quella di Reggio Emilia, sono già quattro le sfide lontane dal ‘Picco’ a cui i sostenitori dei bianchi hanno già dovuto rinunciare.
I FATTORI CHIAVE
Per cercare di far chiarezza sull’argomento Il Secolo XIX ha contattato due avvocati specializzati in diritto sportivo. Si tratta di Francesco Rondini (in copertina, ndr) e Cesare Di Cintio, fondatore di DCF Sport Legal.
I professionisti hanno spiegato come ad incidere principalmente sulle decisioni dell’Osservatorio siano “le rivalità storiche e gli incidenti passati tra le due tifoserie”. Ad essere presi in esame sono poi “il contesto di ordine pubblico a livello di organizzazione dell’evento, gli episodi recenti di violenza che hanno riguardato la tifoseria anche fuori dallo stadio, come in autostrada, e che rappresentano un fattore di rischio immediato e le sanzioni che la giustizio sportiva ha irrogato nei confronti del club”.
VALUTAZIONE AUTONOMA DELLA PREFETTURA
“Le indicazioni del CASMS non escludono, di per sé, un autonomo margine valutativo della Prefettura”, ha spiegato Di Cintio. Perché ciò avvenga, però, il provvedimento deve trovare “adeguato riscontro nell’istruttoria e nella motivazione” e recentemente, ha proseguito Rondini, la Prefettura si è limitata “a dare atto alle determinazioni”.
LINEA GUIDA
Per Rondini e Di Cintio non ci sono dubbi su quale sia la linea guida: “La finalità preventiva di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica costituisce il presupposto generale delle misure”. Tuttavia, specifica ancora Di Cintio, “non è di per sé sufficiente a sorreggerne la legittimità in concreto. Vanno verificati il fondamento normativo e la proporzionalità delle restrizioni rispetto al rischio individuato”.
Infine, Di Cintio ha fatto luce anche sugli scontri passati tra tifoserie come motivazione per le restrizioni: “Non si rinviene un termine fisso oltre il quale il precedente perda rilevanza, bisogna valutarne l’attualità caso per caso”.


