In vista di Reggiana-Spezia, in programma domenica pomeriggio, ai microfoni del collega Busoni sulle pagine de Il Secolo XIX è intervenuto Davide Saverino, uno dei tanti doppi ex della sfida. L’ex centrocampista, che continua a seguire con affetto le vicende delle Aquile, ha raccontato le impressioni maturate dopo aver assistito recentemente a una partita della squadra.
«Adesso vivo a San Benedetto del Tronto e sono riuscito ad andare a vederli, entrando anche nel settore ospiti. Ho ritrovato tanti volti storici del tifo spezzino. La squadra mi ha colpito moltissimo per la qualità del gioco: non rinuncia mai a costruire, i movimenti sono ormai automatici e in fase difensiva mantiene sempre grande compattezza. In questo momento, è la formazione che esprime il miglior calcio in Serie C».
La corsa alla promozione e le avversarie
Saverino individua nello Spezia una delle principali candidate alla promozione, insieme ad alcune delle formazioni più attrezzate del campionato, senza escludere possibili sorprese.
«Mi aspetto una lotta con Reggiana, Ravenna e Pescara, anche se quest’ultima, nello scontro diretto, mi è sembrata un po’ indietro. Attenzione, però, a squadre come il Grosseto, che potrebbero inserirsi. Le Aquile hanno tutte le carte in regola per risalire: lo meritano la città e il lavoro svolto dall’allenatore».
Reggiana-Spezia, il pronostico del doppio ex
La sfida di domenica avrà un significato particolare per Saverino, che ha vestito entrambe le maglie. L’ex centrocampista si aspetta una gara combattuta e riconosce il valore dell’avversario, guidato da un tecnico esperto come Attilio Tesser.
«La Reggiana ha un allenatore che conosce benissimo la categoria e che riesce a fare bene praticamente ovunque vada. Sarà una partita bellissima. Sapete già quale sia il mio legame con queste squadre, ma, avendo giocato in entrambe, dico pareggio».
I ricordi in maglia bianca: «A Spezia sono stato benissimo»
L’ultima apparizione di Saverino allo stadio “Alberto Picco” risale alla stagione 2010/11, quando tornò da avversario con la maglia granata. Un ricordo che riporta alla mente soprattutto le esperienze vissute con indosso la gloriosa maglia bianca, tra successi sportivi e un gruppo rimasto nel cuore.
«Rientrare al Picco, anche da avversario, è stata un’emozione incredibile. Di Spezia conservo soltanto ricordi belli: la vittoria di un campionato e poi la salvezza conquistata in Serie B. Successivamente sono emerse alcune difficoltà e ho deciso di andare via, ma in quei due anni e mezzo sono stato davvero bene, anche nei momenti più complicati. Si era creato un gruppo straordinario e Antonio aveva fatto un lavoro eccezionale. Se potessi, tornerei volentieri indietro nel tempo».
La vittoria con il Genoa e la svolta personale
Tra gli episodi più significativi della sua esperienza spezzina, Saverino individua il successo per 2-0 contro il Genoa, una partita che rappresentò una svolta decisiva anche sul piano personale.
«Quella è stata la mia partita, quella in cui sono rinato. Venivo da un lungo periodo senza giocare perché non ero in buone condizioni fisiche. Da quel momento, però, non sono più uscito dal campo. Grieco soffriva di pubalgia e io sono stato bravo a farmi trovare pronto. Riuscii anche a servire un assist a Guidetti: non poteva andare meglio».
Una dimostrazione di carattere, soprattutto considerando il poco spazio trovato inizialmente. A gennaio, infatti, Saverino avrebbe potuto lasciare la squadra, ma scelse di aspettare la propria occasione: «Mi sono detto che sarei rimasto, perché prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. E così è stato».
I promossi del nuovo Spezia e il mercato di Angelozzi
In chiusura, l’ex centrocampista ha riservato parole di apprezzamento anche ai protagonisti dell’attuale formazione di mister Marco Turati, sottolineando il contributo dei singoli e il lavoro svolto dalla dirigenza sul mercato.
«Limonelli e Cardinali sono giocatori fantastici, mentre Mazzocchi là davanti combatte praticamente da solo. Mi hanno impressionato tutti. Angelozzi è un fenomeno: ha indovinato ogni innesto». Un’investitura significativa da parte di chi conosce bene l’ambiente spezzino e che, a distanza di anni, continua a guardare alle Aquile con lo stesso affetto di un tempo.


