Turati sfida Tesser: giovani idee contro esperienza, Spezia e Reggiana si giocano il duello tattico

Al Mapei Stadium il confronto tra due allenatori agli antipodi per età e percorso: il tecnico aquilotto porta avanti la filosofia ereditata da Italiano, mentre il granata punta sul suo storico rombo di centrocampo

La sfida di domenica pomeriggio al “Mapei Stadium” tra Reggiana e Spezia non sarà soltanto un confronto tra due squadre ambiziose, ma anche una sfida tra due generazioni differenti di allenatori.

Da una parte c’è l’esperienza di Attilio Tesser, tecnico classe 1958 con una lunga carriera alle spalle e numerosi successi conquistati nelle categorie professionistiche. Dall’altra Marco Turati, nato nel 1982 a Lecco, allenatore emergente che dopo l’esperienza come collaboratore di Vincenzo Italiano sulla panchina dello Spezia e successivamente della Fiorentina ha deciso di intraprendere un percorso personale.

Il tecnico aquilotto ha iniziato la propria avventura da primo allenatore al Siracusa, conquistando la promozione dalla Serie D e sfiorando poi una salvezza in Serie C nonostante una penalizzazione iniziale di ben 11 punti.

Turati e la scuola Italiano: pressing e aggressività

Il modo di giocare dello Spezia porta inevitabilmente i segni dell’esperienza maturata da Turati al fianco di Vincenzo Italiano. L’ex difensore ha costruito una squadra che propone un calcio offensivo, caratterizzato da grande intensità e coraggio.

Il sistema di base è una difesa a quattro, con terzini molto coinvolti nella fase offensiva attraverso continue sovrapposizioni agli esterni d’attacco. La linea difensiva resta spesso molto alta, con l’obiettivo di recuperare rapidamente il pallone e mantenere la squadra corta tra i reparti. Durante la partita il modulo può trasformarsi anche in un 4-2-3-1, una soluzione che permette maggiore flessibilità e richiede ai giocatori una grande capacità di adattamento.

La filosofia offensiva dello Spezia

Dal punto di vista tattico, Turati propone principi molto simili a quelli che hanno caratterizzato il lavoro di Italiano: pressing offensivo esasperato, aggressione degli spazi, ricerca immediata della profondità e grande partecipazione degli uomini offensivi.

I terzini hanno il compito di spingere costantemente, mentre le mezzali vengono chiamate ad attaccare l’area avversaria con continuità. La difesa molto alta rappresenta una delle caratteristiche principali del suo calcio: una scelta che permette di recuperare palla vicino alla porta avversaria, ma che allo stesso tempo espone la squadra al rischio di ripartenze quando gli avversari riescono a superare la prima pressione.

Tesser, il maestro delle promozioni

Dall’altra parte c’è Attilio Tesser, allenatore che ha costruito la propria carriera attraverso organizzazione tattica, equilibrio e capacità di gestione del gruppo.

Anche lui, come Turati, da calciatore ricopriva il ruolo di difensore centrale, ma in un calcio profondamente diverso. Da allenatore ha conquistato quattro promozioni dalla Serie C alla Serie B, ottenute alla guida di Novara, Cremonese, Pordenone e Modena. Con il Novara è inoltre riuscito a centrare una storica promozione in Serie A.

Il rombo, marchio di fabbrica granata

Il modulo simbolo di Tesser è il 4-3-1-2, con il rombo a centrocampo, un sistema utilizzato frequentemente nel corso della sua carriera.

La struttura prevede un centrocampista davanti alla difesa con compiti di regia ed equilibrio, due mezzali dinamiche chiamate a lavorare in entrambe le fasi e un trequartista incaricato di collegare il centrocampo con il reparto offensivo. Un sistema che necessita però del contributo fondamentale dei terzini, chiamati a garantire ampiezza sulle fasce vista la tendenza del rombo a concentrare il gioco nella zona centrale del campo.

Attacco fisico e ricerca dell’equilibrio

In fase offensiva Tesser predilige spesso una coppia composta da una punta fisica, utile nel gioco spalle alla porta e nel lavoro di sponda, affiancata da un attaccante più rapido capace di attaccare la profondità.

Le sue squadre si distinguono generalmente per compattezza, equilibrio tra i reparti e capacità di recuperare rapidamente il pallone, elementi che hanno rappresentato una costante nelle sue esperienze vincenti.

Le soluzioni della Reggiana e i problemi sulla fascia sinistra

Alla Reggiana, però, le numerose assenze hanno spinto Tesser a utilizzare anche il 3-4-2-1 come alternativa tattica.

In questo sistema Portanova e Girma, oppure Rover, agiscono alle spalle del centravanti Sipos, attuale riferimento offensivo della formazione granata.

In vista della sfida contro lo Spezia, i principali dubbi riguardano soprattutto la corsia mancina e il centrocampo. Le assenze in quei reparti potrebbero costringere il tecnico emiliano a soluzioni alternative per mantenere equilibrio contro una squadra intensa e aggressiva come quella guidata da Turati.

Due idee diverse per una partita ad alta intensità

Reggiana-Spezia sarà quindi anche una sfida tra due filosofie differenti: da una parte il calcio verticale e aggressivo di Turati, dall’altra l’organizzazione e l’esperienza di Tesser. Due allenatori accomunati dal passato da difensori, ma arrivati alla panchina attraverso percorsi diversi e con interpretazioni tattiche lontane. Al “Mapei Stadium” il campo dirà quale approccio riuscirà a prevalere.

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