Fresco fresco di rescissione anticipata con lo Spezia, risolvendo il contratto che lo avrebbe legato al club di via Melara ancora per un’altra stagione, Luca D’Angelo racconta, per la prima volta da svincolato, la sua esperienza sulla panchina aquilotta. Per farlo ha scelto la penna del collega Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX ripercorrendo un’avventura durata 87 partite, caratterizzata da momenti esaltanti, difficoltà e un finale amaro.
“Dopo la finale persa probabilmente avrei dovuto interrompere il rapporto con lo Spezia. Sentivo che un ciclo si era chiuso e avevo qualche dubbio, ma non ho avuto la forza di andarmene. Ho seguito troppo il cuore e meno la ragione”, ha spiegato D’Angelo.
La salvezza del primo anno resta il ricordo più importante
Nel bilancio della sua esperienza in Liguria, il tecnico individua nella prima stagione il momento più significativo. Arrivato in una squadra in difficoltà, riuscì a ricompattare l’ambiente fino a raggiungere una salvezza che sembrava complicata.
“Il vero miracolo è stato il primo anno. Quando sono arrivato c’erano problemi, la squadra era divisa e lo spogliatoio aveva perso equilibrio. Abbiamo ricostruito tutto passo dopo passo fino alla partita contro il Venezia, quella che ci ha permesso di salvarci anche dopo mesi difficili”, ha ricordato.
Il rapporto con la piazza e il peso del pubblico del Picco
D’Angelo ha poi sottolineato il legame speciale creatosi con la tifoseria spezzina, protagonista secondo lui nei momenti decisivi del percorso.
“L’intesa con la città è nata anche grazie alla risposta della squadra sul campo. In partite come quelle contro Palermo e Ascoli, il pubblico ha fatto la differenza. A Spezia il sostegno dei tifosi ha un peso enorme e può incidere davvero”, ha dichiarato.
Il percorso di Pio Esposito e la crescita della squadra
Tra i ricordi più belli anche l’esplosione di Pio Esposito, arrivato a essere uno degli elementi più importanti della squadra.
“Qualcuno dice oggi che il secondo anno sia stato semplice grazie a un attaccante come lui, ma bisogna ricordare che all’inizio aveva avuto difficoltà ed era stato anche criticato. Noi abbiamo creduto subito nelle sue qualità e in estate abbiamo lavorato per trattenerlo. La sua conferma è stata fondamentale”, ha raccontato l’ex tecnico aquilotto.
La finale playoff persa contro la Cremonese
La seconda stagione ha visto lo Spezia protagonista di un campionato di alto livello, chiuso però con la delusione della finale playoff persa contro la Cremonese. Secondo D’Angelo, la squadra arrivò all’appuntamento decisivo pagando le tante energie spese durante l’anno.
“Siamo arrivati alla fine molto provati. Giocatori come Cassata, Vignali, Bandinelli, Hristov e gli Esposito avevano dato tantissimo. Abbiamo giocato molte partite con il cuore, ottenendo risultati incredibili. Avremmo meritato un riconoscimento maggiore per quello che abbiamo fatto”, ha spiegato.
Sulla finale ha aggiunto: “La Cremonese è stata più brava, più esperta e soprattutto più fresca. Noi avevamo diversi giocatori non al meglio e non siamo riusciti a esprimerci come avremmo voluto”.
“Restare fu una scelta di sentimento, forse avrei dovuto essere più razionale”
Dopo la finale persa, D’Angelo aveva già percepito alcuni segnali sul futuro. Il tecnico ammette oggi che una separazione anticipata avrebbe potuto essere la soluzione migliore.
“Probabilmente sarebbe stato meglio dividere le strade in quel momento. Avevo dubbi sulla possibilità di ripetere un’altra stagione con gli stessi stimoli e con la stessa energia. In ritiro abbiamo avvertito subito che qualcosa era cambiato, ma non me la sono sentita di lasciare una piazza alla quale ero molto legato”, ha ammesso.
L’esonero e il mancato rilancio della squadra
La stagione successiva è iniziata con diverse difficoltà, fino all’esonero dopo un avvio complicato. D’Angelo racconta di aver accettato la decisione senza polemiche, pur credendo ancora nelle possibilità del gruppo.
“L’esonero è stato un momento difficile perché non me lo aspettavo in quella fase, ma ho capito la scelta e l’ho accettata. Secondo me la squadra poteva riprendersi: alcuni giocatori stavano tornando disponibili e forse con un po’ più di tempo le cose sarebbero cambiate”, ha spiegato.
Il ritorno allo Spezia e il peso della scelta
Dopo alcune opportunità ricevute da altri club, D’Angelo aveva scelto di tornare sulla panchina aquilotta per il forte legame creato con ambiente e società.
“Quando il mio agente mi ha detto che lo Spezia voleva riportarmi indietro, mi sono fatto coinvolgere dal sentimento. Ho scelto una strada difficile, forse da romantico, e oggi posso dire che è stata una decisione che ho pagato”, ha raccontato.
Bilancio finale: amore per Spezia e consapevolezza degli errori
Nonostante il finale negativo, D’Angelo conserva un ricordo positivo della sua esperienza sulla panchina delle Aquile. “Ho amato Spezia, la città, i tifosi e quello stadio. Rimane tutto dentro di me. Nel calcio gli errori fanno parte del percorso. Io ho commesso degli sbagli, ma credo anche di aver dato tanto a questa squadra”, ha concluso.
L’ex tecnico individua anche ciò che avrebbe potuto gestire diversamente: “Dovevo essere più lucido in alcune situazioni e fare valutazioni più razionali. La passione a volte può portarti a certe scelte, ma nel calcio serve anche freddezza”.
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Aldilà degli errori, ricorderò sempre con piacere la persona, buena vida
Grazie Mister!!!
Persona seria,preparata affidabile. Però è vero dopo la Cremonese,perso in casa,quando addirittura bastava il pareggio….dovevi andare! A malincuore ma è così!
Un signore comunque in una società che di signorile aveva ben poco, cominciando da quel genio pugliese che ha fatto più danni della grandine a Spezia e meno male, che è stato preso il grande Angelozzi…..
Resterai sempre uno dei miei Mister preferiti!
Probabilmente avrai commesso degli errori, ma 300 infortunati, il portiere che in più occasioni buttava in porta anche le palle che andavano fuori…
Per me, attenuanti ne hai da vendere.
Ricorderò x sempre nel riscaldamento pre gara al Picco, tutto lo Stadio urlare il tuo nome e cognome, al quale rispondevi alzando il braccio verso la Ferrovia 🤍🦅🖤
Arrivederci Mister, so che sarà un arrivederci per la persona seria che sei stato.
Fuori dai…. perdente sopravvalutato
Immagino la pensavi così anche quando ti ha salvato e l’anno dopo ti ha fatto fare un campionato con I fiocchi, vero?
Il problema era rinunciare ai soldi
Tu nei nostri cuori 😘🦅🦅🦅
Non sarebbe cambiato nulla era così che la società voleva.
Con la cremonese .Forse non avranno risposto i giocatori ai tuoi ordini . In fondo la colpa è loro. E hanno inguaiato te. Quella partita bastava un pareggio
.poi la retrocessione. Stavi riprendendo e nel momento che poteva riemergere la squadra ti hanno sostituito.