Mancini riparte dall’Italia: “Ho una seconda possibilità, farò di tutto per sfruttarla”

Il C.t. si presenta dopo il ritorno sulla panchina della Nazionale: "Troppi stranieri nel calcio italiano. Ho fiducia in Kean ed Esposito. L'esempio? Nicolò Zaniolo"

La Nazionale italiana ha ufficialmente riabbracciato Roberto Mancini. Il tecnico marchigiano è tornato sulla panchina azzurra per inaugurare un nuovo capitolo della sua esperienza alla guida dell’Italia, dopo il primo ciclo culminato con la vittoria dell’Europeo nel 2021.

La scelta è arrivata dopo la decisione del neo presidente della FIGC Giovanni Malagò, che ha affidato nuovamente la selezione nazionale all’allenatore protagonista del trionfo di Wembley. Al suo fianco, nel ruolo di direttore tecnico, ci sarà Claudio Ranieri, chiamato a coordinare il nuovo percorso federale.

Per Mancini si tratta di una seconda opportunità dopo la separazione del 2023, arrivata dopo un periodo caratterizzato da grandi risultati ma anche dalla dolorosa mancata qualificazione al Mondiale.

Il rapporto con Gravina e il desiderio di ripartire

Durante la conferenza stampa di presentazione, il nuovo commissario tecnico ha affrontato subito il tema del passato e della fine della precedente esperienza azzurra. “Tre anni fa probabilmente è mancata la comunicazione tra me e Gravina e mi dispiace per come sono andate le cose. La Nazionale per me ha sempre rappresentato qualcosa di speciale, perderla è stato un momento molto difficile. Grazie a Malagò ho ricevuto una seconda possibilità e voglio sfruttarla nel migliore dei modi”, ha dichiarato Mancini.

Il tecnico ha poi spiegato di aver chiarito ogni aspetto con l’ex presidente federale: “Con Gravina ci siamo parlati e abbiamo sistemato la situazione. La responsabilità di quello che è successo è mia, ma quel capitolo appartiene ormai al passato. Ora dobbiamo pensare soltanto al futuro”.

Il modello resta quello della squadra campione d’Europa

Mancini ha indicato con chiarezza la strada tecnica che dovrà seguire la nuova Italia. L’obiettivo è tornare a proporre un calcio riconoscibile, offensivo e basato sulla qualità del gioco. “Voglio costruire una squadra che riesca a riproporre quello che abbiamo visto nel 2021. Abbiamo giocatori giovani e dobbiamo avere il coraggio di dar loro fiducia”, ha spiegato il commissario tecnico.

Il riferimento resta quindi il gruppo capace di conquistare l’Europeo, un esempio di organizzazione, entusiasmo e capacità di superare ogni previsione.

Spazio ai giovani italiani: il caso Zaniolo come esempio

Uno dei pilastri del nuovo progetto sarà la valorizzazione dei talenti emergenti. Secondo Mancini, il calcio italiano dispone di giocatori di qualità, ma è necessario concedere loro maggiori opportunità. “Credo che in Italia ci siano calciatori molto bravi, ma bisogna avere fiducia e permettere loro di giocare con continuità”, ha sottolineato il Ct.

L’allenatore ha ricordato anche il percorso del fantasista spezzino Nicolò Zaniolo, utilizzato come esempio di crescita attraverso la fiducia della Nazionale. “Quando convocammo Zaniolo per la prima volta non aveva ancora giocato in Serie A. Nel primo raduno era in difficoltà, ma nel secondo era completamente cambiato. Questo dimostra quanto sia importante lavorare sui giovani”, ha raccontato Mancini.

Il grande obiettivo resta il Mondiale

Il principale traguardo del nuovo corso azzurro sarà naturalmente il ritorno alla Coppa del Mondo. Mancini ha ricordato come anche nel 2021 l’Italia non fosse considerata tra le favorite, riuscendo comunque a sorprendere l’intero continente.

“Quando siamo arrivati nel 2018, molti pensavano che l’Italia fosse la settima o l’ottava forza in Europa. Io non ero d’accordo. Se siamo arrivati a 37 risultati utili consecutivi significa che avevamo costruito qualcosa di importante”, ha spiegato.

Il tecnico guarda ora avanti: “Se l’Italia riuscirà ad andare al Mondiale, poi potrà diventare una squadra molto pericolosa. Anche senza partire tra le favorite, il nostro obiettivo è costruire rapidamente un gruppo competitivo”.

Attacco azzurro: fiducia in Kean, Retegui e Pio Esposito

Mancini ha poi analizzato il reparto offensivo della Nazionale, respingendo l’idea di una squadra priva di alternative nel ruolo di centravanti. “Non penso che davanti siamo messi così male. Abbiamo Pio Esposito, Kean e Retegui. Mi auguro che possano arrivare ai numeri realizzativi che Immobile ha avuto nella sua carriera”, ha dichiarato.

Particolare attenzione anche per Moise Kean, giocatore lanciato proprio da Mancini con la maglia azzurra: “Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco bene. Ha qualità importanti e può darci molto”.

Più spazio agli italiani nei club

Infine, il commissario tecnico ha affrontato il tema della presenza degli italiani in Serie A, auspicando un maggiore impiego dei giovani talenti nazionali. “La speranza è vedere più italiani giocare nei club, dando spazio anche ai ragazzi più giovani. Sarebbe positivo anche vedere più calciatori italiani protagonisti all’estero”, ha concluso Mancini.

Il nuovo ciclo azzurro è ufficialmente iniziato: il Ct punta su identità, giovani e ambizione per riportare l’Italia ai massimi livelli del calcio internazionale.

Redazione

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1 Commento
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1 mese fa

Esame di coscienza? Dovevi rifiutare l’offerta facevi più bella figura.. la Nazionale dovrebbe essere il massimo dei valori sportivi e morali. Ma a quanto vedo non è’cosi. Comunque ti auguro il meglio c l’Italia.chiedi consigli a Baldini che è meglio

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