Il calciomercato di Serie C entra nel vivo tra strategie, difficoltà economiche e nuove regole da rispettare. A fare il punto della situazione è stato Danilo Caravello, procuratore intervenuto ai microfoni di Radio TMW, che ha analizzato i primi movimenti delle società, soffermandosi anche sul futuro dello Spezia.
L’operatore di mercato ha inserito il club aquilotto tra le realtà che hanno iniziato a muoversi, ma che successivamente hanno rallentato le operazioni a causa delle numerose rose da sfoltire e degli ingaggi pesanti presenti in molti organici.
“In Serie C qualche movimento c’è stato, anche da parte di piazze importanti come Crotone, Cosenza, Catania, Salernitana, Spezia e Reggiana. Molti club però hanno fatto alcune operazioni iniziali e poi hanno dovuto fermarsi. Il problema è che quasi tutte le squadre hanno rose molto ampie e diversi contratti onerosi: se tutti devono vendere e nessuno acquista, diventa complicato far ripartire il mercato”.
Spezia nel possibile Girone B: “Sarà uno dei raggruppamenti più equilibrati”
Caravello ha poi espresso la propria opinione sulla possibile composizione dei gironi della prossima Serie C, individuando proprio il raggruppamento con lo Spezia come uno dei più competitivi. Secondo l’agente, qualora venisse confermata l’attuale suddivisione, il Girone B potrebbe essere quello con il maggiore equilibrio, grazie alla presenza di diverse squadre ambiziose.
“Se la composizione del Girone B dovesse rimanere questa, credo che sarebbe probabilmente il più equilibrato. Ci saranno Spezia, Reggiana, Pescara, Ravenna e anche un Perugia che, nonostante abbia fatto ancora poco sul mercato, resta sempre una formazione importante”.
Un campionato che, secondo Caravello, presenterà numerose difficoltà anche sui campi delle squadre meno blasonate.
“È un girone dove si gioca un buon calcio e ottenere punti in trasferta sarà complicato. Campi come quelli di Pineto o Gubbio possono rappresentare ostacoli importanti per chiunque”.
Il mercato rallenta: troppe rose e pochi incastri
L’analisi del procuratore si concentra anche sulle difficoltà che stanno caratterizzando questa fase della sessione estiva. Molte società, infatti, prima di completare nuovi acquisti dovranno necessariamente alleggerire gli organici.
La situazione riguarda anche club importanti come lo Spezia, chiamati a trovare il giusto equilibrio tra nuove entrate e cessioni: “Il problema è che è che quasi tutti hanno rose molto numerose e calciatori con ingaggi importanti. Se tutti devono cedere e nessuno compra, diventa inevitabilmente difficile sbloccare il mercato.”
Salary cap, Caravello critica i nuovi vincoli
Un altro tema affrontato dall’agente riguarda il nuovo salary cap introdotto dalla Lega Pro, una norma destinata a incidere profondamente sulle strategie di mercato delle società.
“Credo che questa regola avrà un impatto significativo. È il primo anno di applicazione e probabilmente molti addetti ai lavori non hanno ancora compreso completamente come gestirla. Oggi tanti direttori sportivi stanno facendo mercato più con la calcolatrice che con valutazioni prettamente tecniche”.
Secondo Caravello, bisognerà attendere per capire se il nuovo sistema riuscirà realmente a portare benefici al movimento. “Non è semplice capire se si tratta soltanto di una difficoltà iniziale dovuta alla novità o se il sistema si è fatto trovare impreparato. Sarà il tempo a dirci se questa norma aiuterà davvero il calcio di Serie C”.
La sostenibilità prima delle regole
Infine, il procuratore ha sottolineato come la gestione virtuosa di una società debba dipendere soprattutto dalla programmazione e non esclusivamente dai regolamenti. “Chi vuole costruire un calcio sostenibile dovrebbe farlo indipendentemente dai vincoli imposti. Il Cittadella è un esempio di questa filosofia portata avanti per tanti anni”.
Caravello ha inoltre evidenziato alcune possibili criticità legate alle nuove norme sulle rose e sulla gestione dei giovani.
“Alcune regole, come quelle relative al numero dei giocatori in rosa e ai giovani sotto contratto, potrebbero rischiare di frenare la crescita dei ragazzi. È una riflessione personale, ma credo sia un tema che andrebbe approfondito”.
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