Il ritorno di Guido Angelozzi alla guida dell’area sportiva dello Spezia ha riacceso entusiasmo e aspettative tra i tifosi aquilotti. Per il dirigente si tratta della terza esperienza nel club di via Melara, dopo aver già lasciato un segno indelebile nella storia bianca contribuendo alla storica promozione in Serie A.
Tra i sostenitori prevalgono fiducia e ottimismo, nella convinzione che la sua esperienza possa rappresentare il punto di partenza per una nuova fase di crescita. Lo si evince anche dai commenti espressi al microfono del collega Armando Napoletano oggi sulle pagine de Il Secolo XIX.
Fiducia nella gestione e nel progetto societario
Paolo Valerio guarda al futuro con serenità. “Non so fino a dove potrà arrivare la squadra, ma finalmente percepisco la presenza di una gestione competente e capace di prendere le decisioni giuste”, osserva.
Anche Vincenzo Rollando legge il ritorno di Angelozzi come un segnale importante da parte della proprietà. “Questa scelta dimostra la volontà di Roberts di costruire qualcosa di solido e duraturo. Il nuovo direttore sportivo dovrà intervenire profondamente sull’organizzazione della squadra. Se poi potesse contare anche sull’esperienza di Pecini, il progetto avrebbe tutte le carte in regola per partire nel migliore dei modi”, afferma.
Un ritorno vissuto come un gesto d’amore
Per Gianluca Scenna il ritorno del dirigente va oltre il semplice aspetto sportivo. “La tifoseria non interpreta questa decisione come una normale operazione societaria, ma come un autentico gesto di affetto verso lo Spezia. La missione che lo attende è complessa ma affascinante: ricostruire una squadra che ha bisogno di ritrovare fiducia e identità. Con Angelozzi alla guida si torna a guardare avanti con ambizione e senza timori”, sottolinea.
Carta bianca e competenza
Dario Mazzocchetti ritiene che molto dipenderà dall’autonomia operativa concessa al direttore sportivo. “Se potrà lavorare senza condizionamenti, i risultati arriveranno. La sua esperienza non si discute e avrà bisogno del tempo necessario per coniugare le esigenze sportive con quelle economiche del club. Credo inoltre che assisteremo al ritorno di qualche volto già conosciuto”, spiega.
Sulla stessa linea Leonardo Cozzani, che individua nella competenza il valore aggiunto dell’operazione. Un concetto condiviso anche da Marco Mazzi. “Con piena libertà d’azione può davvero riportare lo Spezia a livelli importanti. Conosce perfettamente l’ambiente ed è la figura ideale per restituire entusiasmo a tutto il contesto”, evidenzia.
Il peso dell’esperienza e della libertà operativa
Alessandro Cocco richiama anche le precedenti esperienze del dirigente siciliano. “Per la prima volta avrà la possibilità di lavorare senza le limitazioni che avevano caratterizzato altre gestioni. È un ritorno che accolgo con grande soddisfazione”, commenta.
Secondo Simone Fregosi, però, il successo dipenderà anche da valori che vanno oltre il campo. “Si può puntare a qualsiasi traguardo, purché alla base del progetto ci siano senso di appartenenza e principi solidi”, afferma.
Il segnale di una nuova fase
Anche Stefano Parigi interpreta la scelta come un messaggio chiaro della società. “La decisione di affidarsi a una figura così esperta dimostra la volontà di avviare un percorso serio di rilancio dopo una serie di errori che hanno pesato molto sul club”, sostiene.
Più prudente Alessandro Sgorbini, che invita ad attendere i verdetti del campo. “A Spezia ho imparato che bisogna sempre aspettare ciò che diranno squadra e campionato. In tanti anni ne ho viste di tutti i colori, tra illusioni, delusioni e imprese inattese”, ricorda.
Tra entusiasmo e realismo
Andrea Roffo sottolinea le difficoltà che attendono il nuovo direttore sportivo. “La situazione non è semplice, soprattutto considerando alcuni contratti pesanti lasciati dalle precedenti gestioni. Tuttavia Angelozzi ha l’esperienza necessaria per affrontare queste problematiche. È una risorsa preziosa e va valorizzata, così come Roberts”, spiega.
Chiude Marco Lucarini con una riflessione che guarda al passato. “Nel calcio spesso gli eventi prendono direzioni imprevedibili. Anche alcune scelte che hanno portato alla promozione in Serie A nacquero da necessità contingenti. A volte, proprio dalle difficoltà, possono nascere i risultati più straordinari”, conclude.
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Angelozzi è garanzia di saper fare calcio. Trovo significativo che a 71 anni abbia scelto Spezia in un momento che resta critico: serviranno le sue competenze e la sua professionalità per traghettare lo Spezia in B in ottica, possibile, nuova gestione. A noi tifosi servirà la dote della pazienza perché non si dovrà cadere nella spocchia di sentirsi superiori e che quindi la promozione sia un atto dovuto. Di certo le capacità di fare una rosa competitiva ci sono tutte. Ma di lì a vincere, ad essere i migliori, ce ne passa. Concordo che la consulenza di Pecini sui mercati… Leggi il resto »
Angelozzi con la consulenza di Pecini , sarebbe un’accoppiata vincente.
Speriamo.
Pienamente d’accordo, un duo formidabile