Giovanni Malagò può partecipare regolarmente alla corsa per la presidenza della FIGC. È questa, nella sostanza, la conclusione espressa dall’ANAC nel parere richiesto dal ministro per lo Sport Andrea Abodi in merito alla presunta ineleggibilità legata alle norme sul cosiddetto “pantouflage” nelle cariche apicali dello sport italiano.
La posizione dell’Autorità anticorruzione
Nel documento, l’Autorità chiarisce che la normativa richiamata non si applica al caso specifico. In particolare, viene evidenziato come gli incarichi di vertice negli enti privati non rientrino nelle categorie di collaborazione, consulenza o impiego previste dalla disciplina. Di conseguenza, mancherebbero i presupposti per applicare le incompatibilità successive previste dalla legge, rendendo non necessario approfondire ulteriori verifiche.
La reazione di Malagò
Lo stesso Malagò, intervenuto all’ANSA, ha accolto con soddisfazione il pronunciamento: “Ho preso atto con piacere del parere dell’ANAC. Ritengo che la mia posizione sia sempre stata corretta nel merito. Per quanto mi riguarda, avevo già richiesto chiarimenti a più soggetti competenti, e tutti mi avevano confermato l’assenza di criticità. Ora ciascuno potrà valutare con serenità quanto accaduto”.
Cos’è il pantouflage
Il cosiddetto pantouflage indica il passaggio di ex funzionari pubblici verso incarichi nel settore privato. In Italia è regolato da un divieto triennale pensato per prevenire conflitti di interesse e possibili fenomeni corruttivi, soprattutto nei casi in cui il soggetto abbia esercitato poteri decisionali o autoritativi. La violazione comporta la nullità del nuovo rapporto di lavoro.
Verso l’Assemblea elettiva FIGC
La FIGC si prepara ora all’elezione del nuovo presidente, in programma lunedì al Rome Cavalieri. In corsa restano Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. L’Assemblea, composta da 263 delegati tra Leghe, atleti e tecnici, voterà con scrutinio elettronico e maggioranza assoluta. Le componenti principali del calcio italiano risultano divise, anche se il consenso raccolto da Malagò tra alcune categorie lo colloca al momento in posizione di vantaggio.
I programmi dei candidati
Nel suo programma, Malagò ha sottolineato la necessità di rafforzare la Serie A senza comprimere l’autonomia delle Leghe, puntando su vivai, infrastrutture, calcio femminile e sostenibilità economica. Abete, invece, ha posto l’accento sulla necessità di una riforma strutturale dei campionati e sulla centralità della formazione giovanile come base per il futuro del calcio italiano.
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