«Serve fiducia, ma anche competenza»: i tifosi dello Spezia si dividono sul futuro del club

Tra sostegno alla nuova proprietà e richieste di cambiamenti nella gestione tecnica, il dibattito tra i supporter resta aperto dopo la retrocessione

Il tema della fiducia nei confronti della società resta al centro del dibattito tra i tifosi dello Spezia, chiamati a esprimere la propria opinione sul futuro del club dopo la retrocessione in Serie C. Il confronto è stato rilanciato dal collega Max Guerra sulle pagine de Il Secolo XIX.

Fiducia ma con riserve

Secondo Willy Ceroni, la nuova proprietà merita fiducia perché ha dimostrato solidità e, a suo avviso, non è responsabile della situazione attuale, giudicata comunque amara ma non imputabile direttamente ai vertici societari. «Fiducia perché si sono dimostrati senza dubbio solidi e non meritavano questa triste situazione», ha affermato Ceroni.

Attesa per le scelte dirigenziali

Più prudente la posizione di Enrico Rossi, che preferisce attendere prima di esprimere giudizi definitivi.  «Prima di sbilanciarmi credo che si debba aspettare di vedere chi sarà il prossimo ds e l’organigramma tecnico dirigenziale». Per lui sarà fondamentale capire quale sarà il nuovo direttore sportivo e come verrà costruita la struttura tecnico-dirigenziale del club.

Cambiamenti nell’area tecnica

Gigi Raggi sostiene la necessità di rinnovare profondamente l’area sportiva, pur confermando la fiducia nella proprietà. Secondo lui, sarà necessario intervenire su allenatore e staff per ripartire con basi più solide.

Obiettivi e programmazione

Roberto Conti sottolinea come il progetto societario prevedesse un ritorno in Serie A entro cinque anni, ma evidenzia anche le difficoltà del percorso. «Realisticamente la nuova proprietà aveva in programma la risalita in A entro 5 anni, ne restano quattro per fare qualcosa di vincente. I buoni propositi nel calcio spesso si infrangono con difficoltà oggettive. Credo che il presidente quest’anno non sbaglierà». Per lui il club dovrà affrontare sfide complesse, ma resta fiducioso nel lavoro della dirigenza.

Fiducia e organizzazione

Stefano Mugnaini esprime fiducia nella proprietà sia per logica che per rispetto, riconoscendo gli investimenti effettuati. Tuttavia, invita a una gestione più diretta dell’area sportiva, con figure tecniche competenti e decisioni rapide. «Fiducia per logica e per rispetto. Per logica perché bisogna sperare che la proprietà creda nella risalita. Per rispetto perché comunque nonostante una serie di errori, l’ad non ha certo lesinato gli esborsi finanziari sia per la squadra che per le infrastrutture. Credo che converrebbe che la proprietà capisca velocemente che il soccer è ben diverso dal calcio europeo e per questo dovrà trovare persone di estrazione tecnica che possano gestire direttamente l’aspetto sportivo, assumendo decisioni rapide da condividere in prima persona.

Il ruolo delle scelte sportive

Secondo Mugnaini, in passato lo Spezia ha ottenuto risultati importanti affidandosi a tecnici giovani e direttori sportivi esperti. Da qui l’invito a ridurre la dipendenza da modelli troppo teorici e a valorizzare maggiormente il lavoro sul campo. “Lo Spezia ha cambiato la sua storia quando le proprietà precedenti hanno dato fiducia ad allenatori giovani e propositivi come Italiano e Motta e a ds navigati come Angelozzi e Meluso. In sintesi, dico: fidarsi meno degli algoritmi e più sul campo, poi stadio unico e pubblico eccezionale torneranno a fare la differenza».

Visioni più pessimistiche

Di opinione opposta Sabino Parziale, che descrive la situazione come un grave problema sportivo ed economico. “Siamo di fronte ad un disastro sportivo e soprattutto economico senza precedenti. Senza una dirigenza competente, speriamo con i soldi americani di poter ripianare i debiti, per ora si può al massimo prevedere una stagione di assestamento». A suo avviso, senza una guida dirigenziale competente il club potrà soltanto puntare a una stagione di transizione.

Prudenza e realismo

Più cauto Umberto Sciumbata, che invita alla prudenza nel giudizio. Secondo lui è ancora presto per valutare il progetto, considerando l’incertezza sul girone e sulla concorrenza per la promozione in Serie B. «Mi auguro solo che sappiano scegliere le persone giuste».

Redazione

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