Una delle differenze più evidenti tra Serie A, B e C riguarda l’utilizzo del Var. Dallo scorso campionato, in terza serie è stato introdotto il Football Video Support (FVS), una versione “light” del Var tradizionale. Si tratta di un sistema a chiamata, che permette agli allenatori di chiedere la revisione di gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di identità, fino a un massimo di due volte per partita.
COME FUNZIONA
A differenza delle categorie superiori, non esiste una sala Var centrale: il monitor è posizionato a bordo campo e gestito dal quarto ufficiale. Il meccanismo ricorda quello già in uso in altri sport di squadra, come il basket. Inoltre, se il direttore di gara conferma la decisione corretta dopo aver visionato l’azione, all’allenatore viene restituita la possibilità di utilizzare nuovamente la “card” di revisione.

LIMITI E IMPATTO
Il FVS deve fare i conti con tecnologie di ripresa limitate in molti stadi di Serie C. Tuttavia, lo scarso numero di richieste – una media di 1,8 chiamate a partita e solo il 15% di revoche delle decisioni – dipende anche dal fatto che la revisione non avviene tramite dialogo diretto tra arbitri in sala Var e in campo, ma tra allenatori e arbitri, con questi ultimi che risultano meno inclini a modificare il verdetto iniziale.
EFFETTI SULLA COMPETIZIONE
Nonostante le limitazioni, il Var on demand ha comunque contribuito a ridurre le proteste e le simulazioni durante le gare, migliorando la gestione dei momenti controversi e garantendo maggiore correttezza in campo, pur con strumenti meno sofisticati rispetto ai campionati superiori.
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