Un nuovo terremoto scuote il sistema calcio italiano. Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri di Serie A e B, è indagato per “concorso in frode sportiva” in un’inchiesta che ruota attorno a presunti episodi di manipolazione arbitrale nel campionato 2024-2025. Secondo quanto riportato da AGI, l’avviso di garanzia è stato notificato nella serata di ieri e l’indagine è condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione. L’inchiesta, che dura dall’estate dello scorso anno, si sta concentrando sulle ombre che riguardano non solo gli arbitri, ma anche la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), i club e la giustizia sportiva.
Rocchi “sereno” e difesa pronta
Rocchi, secondo fonti vicine all’ex arbitro internazionale riportate dalla stessa AGI, sarebbe “sereno” e pronto ad affrontare l’inchiesta. Il designatore ha un interrogatorio di garanzia fissato per il 30 aprile, dove potrà difendersi dalle accuse. Non è ancora chiaro se Rocchi deciderà di rispondere alle domande del pubblico ministero, ma nel frattempo si profila un’ulteriore tempesta mediatica per il calcio italiano.
L’inchiesta e gli episodi al centro dell’indagine
L’inchiesta prende spunto da alcuni episodi controversi del campionato 2024-2025, tra cui il caso di Udinese-Parma. L’episodio in questione riguarda un calcio di rigore assegnato dopo una revisione VAR durante la partita del primo marzo 2025. Durante la visione delle immagini, l’arbitro Daniele Paterna inizialmente sembrava intenzionato a non concedere il rigore, ma un cambio improvviso di valutazione ha portato a una revisione sul campo da parte dell’arbitro Fabio Maresca, che ha poi deciso di assegnare il penalty. Le immagini e i filmati della sala VAR sono al centro dell’inchiesta.
L’ipotesi più controversa riguarda un presunto intervento esterno. Paterna avrebbe infatti ricevuto una sollecitazione attraverso la vetrata della stanza VAR da parte di Rocchi. Secondo quanto riportato, quest’ultimo avrebbe “bussato” sulla finestra della sala per richiamare l’attenzione sugli episodi controversi, un atto che potrebbe configurarsi come una pressione impropria sull’arbitro, interferendo con il processo decisionale.
Le implicazioni di Calciopoli e il clima di tensione
Questa inchiesta riporta alla memoria gli eventi di Calciopoli del 2006, quando il sistema arbitrale italiano venne travolto da uno scandalo che portò a decisioni drastiche. Ora, con il coinvolgimento di Rocchi, si teme che pratiche scorrette possano persistere all’interno degli organi di arbitrazione. La Procura sta indagando su possibili manipolazioni e pressioni che avrebbero alterato le decisioni degli arbitri in alcune partite cruciali della stagione.
Altri episodi sotto la lente
Oltre a Udinese-Parma, l’inchiesta si estende a Inter-Verona, un’altra partita che ha suscitato sospetti tra i vari addetti ai lavori. In quel match, un episodio controverso ha coinvolto il difensore nerazzurro Alessandro Bastoni, che ha colpito con un gomito un giocatore del Verona. Nonostante il contatto, l’arbitro ha deciso di non intervenire con un cartellino, mentre il VAR non ha richiesto una revisione in campo. La gestione di questo episodio ha alimentato ulteriori dubbi sulla corretta applicazione delle regole, con alcune voci che parlano di un trattamento favorevole per i club più importanti.
La reazione della FIGC e delle autorità
Le indagini sono seguite con attenzione dalla FIGC, che ha dovuto affrontare tensioni interne legate alla gestione arbitrale. Le segnalazioni, inclusi i presunti incidenti a Lissone, hanno portato a un cambio di regolamenti, con il team di Rocchi costretto a redigere rapporti dettagliati ogni volta che entra in sala VAR. Nonostante le riforme, i rapporti tra la federazione e l’AIA si sono fortemente deteriorati, creando un clima di incertezza riguardo l’indipendenza e la trasparenza dell’arbitraggio in Italia.
Il caso è ancora in evoluzione, e nuovi sviluppi potrebbero scuotere ulteriormente il calcio italiano, mentre le squadre e i tifosi si preparano ad affrontare un altro capitolo turbolento nella storia recente del calcio nazionale.
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Bè lo spezia si può salvare con tutte le partite regalate ahhhh per dire per pagare i debiti
Ne vedremo e sentiremo delle belle, la procura di Milano è tosta e se si muove avrà le sue carte come è sempre stato.
Anche la classe arbitrale è come tutto il calcio italiano, ridicolo, ininfluente, fazioso e pilotato, chi ha giocato almeno una decina di anni e in qualsiasi categoria queste cose le capisce e senza andare tanto a ritroso pure oggi il sig. Piccinino di nome e di fatto ha usato un metro per noi stretto
con i gli altri appena sfiorati scene a non finire, anche questo è la dimostrazione di quanto conta questa dirigenza inutile, dannosa, che deve andare a casa.