Nel post partita della sconfitta con la Reggiana lo scorso 28 febbraio, mister Roberto Donadoni aveva dichiarato: “Giocando così ne perderemo poche!“, ma i fatti successivi sono stati ben diversi. In cinque partite disputate successivamente, lo Spezia ha raccolto solo cinque punti, con una vittoria importante contro il Monza capolista (facilitata dalla giusta espulsione di Carboni dopo il doppio vantaggio brianzolo, Ndr), due pareggi con Padova ed Empoli, e due sconfitte con secondi tempi da dimenticare contro Modena e, ieri, Juve Stabia. In sintesi, cinque punti su 15 a disposizione, con la retrocessione sempre più vicina. L’ottimismo di Donadoni post Reggiana smentito dai fatti.
In questo stesso periodo, la Reggiana che ci ha battuto incredibilmente in casa ha faticato ulteriormente, conquistando un solo punto grazie al pareggio a reti inviolate proprio con quel Monza superato dalle Aquile. Per il resto, solo sconfitte con ben 10 gol al passivo e una sola rete realizzata.
Spezia, 16ª sconfitta e penultimo posto: nessun provvedimento per Donadoni
I numeri non mentono mai: ieri, al “Romeo Menti” di Castellamare di Stabia, è arrivata la 16ª sconfitta in 32 partite. Con il penultimo posto confermato e a sei giornate dalla fine del campionato, la situazione è critica. Nonostante tutto, la società sembra continuare a riporrre una fiducia incrollabile nel tecnico Donadoni, che è un dato oggettivo non ha ottenuto i risultati sperati. Eppure con questi risultati D’Angelo sarebbe già stato allontanato da tempo: con l’Omone di Pescara, che non aveva avuto a disposizione il mercato di gennaio, la squadra era almeno ai Playout. Torniamo a Donadoni: con lui la squadra ha una media punti di 1.09 a partita, con 6 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte in 21 partite. Una media che, se mantenuta, proietterebbe la squadra alla retrocessione diretta.
I dubbi legittimi sulla decisione di confermare Donadoni
Non possiamo fare a meno di chiederci se la decisione di mantenere Donadoni sulla panchina sia ancora sostenibile. La preoccupante posizione in classifica e le difficoltà evidenti nei secondi tempi di diverse partite fanno sorgere domande legittime. Nonostante la scarsa disponibilità a cambiare allenatore, come invece avvenuto con il Padova, dove Andreoletti è stato esonerato ieri dopo aver perso contro il Palermo (corazzata che in estate avrebbe dovuto ammazzare il campionato secondo gli addetti ai lavori, Ndr) nonostante la promozione in Serie B aspettata da anni dai biancoscudati e una classifica sicuramente migliore rispetto alle Aquile (per la sostituzione si parla di quel Pagliuca che era stato precedentemente contattato anche da Melissano, Ndr), il rischio di proseguire sulla strada tracciata è alto. La paura che la squadra finisca in un disastro sportivo a fine stagione è concreta, e sia Roberts che Stillitano dovrebbero essere pienamente consapevoli delle conseguenze che questo comporterebbe sia sul piano sportivo che su quello economico e di sostenibilità del Club.
L’incertezza del futuro e le preoccupazioni dei tifosi
Se la Serie B è difficile e ogni anno ribalta i valori delle proprie partecipanti, tornarvi dopo una retrocessione in Serie C sarebbe ancora più complesso come dimostra la storia delle stagioni precedenti. A questo va aggiunto il danno economico che comporterebbe una retrocessione: minor numero di introiti dai diritti TV, minur numero di introiti dalla Lega Calcio per l’utilizzo di giovani, l’alto costo degli ingaggi della rosa attuale e le regole sempre più complesse sull’utilizzo di giovani e sulla composizione della rosa nella terza serie nazionale. A ciò si aggiunge la preoccupazione di molti tifosi, che temono che la proprietà, come accaduto in passato con atri proprietari, possa abbandonare la squadra che affonda.
Anche se su questo punto Stillitano a specifica domanda aveva risposto che Tom Roberts si sarebbe fatto carico della ripartenza del Club di via Melara anche dopo un’eventuale retrocessione in terza serie. Questo timore, comunque, si unisce al rischio che la retrocessione diventi una realtà concreta, mettendo a repentaglio anni di lavoro e sacrifici.
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Sono venuto al picco per spezia Monza siete rivali ma amici ❤io vi voglio bene ❤
Un bel bastone nodoso ci vorrebbe.. altro che riposo
A casa e di corsa fallito e buffone
Donadoni, che ha tutte le sue colpe, è il terminale di tutto il dilettantismo di questa società. Ho il sospetto che là finiremo. Naturalmente spero di sbagliarmi.
Hanno rovinato tutto quello c’era questo incompetenti credono ancora alle favole di Donadoni siamo in mano a nessuno
Certo che quando ti giri verso la panchina per fare qualche cambio e vedi il quasi nulla assoluto bisognerebbe fare due discorsi con chi ha fatto la squadra. Primi tempi siamo ok poi gli altri fanno i cambi noi gli scambi
Retrocediamo in serie C… Dichiarano fallimento…. Loro incassano…. Noi ricominciamo dalla D …. Già vista sta storia…….
Società inesistente prossima al fallimento su ogni fronte….
Oramai è tutto inutile!….la retrocessione è sicura d’altronde 30 punti su 32 partite ….
Te ne devi andare e di corsa