Sernicola: “A Spezia organizzazione da Serie A. Abbiamo un girone per far vedere chi siamo”

L'esterno aquilotto: "Il Picco deve tornare ad essere il nostro punto di forza".

A poche ore dalla delicata sfida salvezza con la Sampdoria, in casa Spezia ha preso la parola Leonardo Sernicola.

Il laterale destro, arrivato in Liguria nel mercato invernale, ha concesso un’interessante intervista al collega Massimo Guerra per Il Secolo XIX.

AVVIO IN SALITA

Sernicola ha commentato la falsa partenza delle Aquile in questo campionato: “Lo Spezia ĆØ partito male quest’anno dopo aver sfiorato la A la stagione scorsa, il Frosinone ĆØ capolista dopo aver rischiato al contrario la C, questa ĆØ la serie B che piaccia o no, ma noi abbiamo quasi tutto il girone di ritorno per dimostrare il nostro effettivo valore”.

OBIETTIVI DIFFERENTI

In pochi mesi i bianchi sono passati dal giocarsi la Serie A a lottare per la salvezza ma per il calciatore non ĆØ una cosa anomala: “Cose che succedono in questa categoria, dove per tutte le squadre il primo obiettivo ĆØ restarci. A Pisa l’anno scorso ho vissuto una stagione fantastica, qui ora c’ĆØ da rimboccarsi le maniche”.

LA SCELTA

Nonostante la classifica poco invitante, il classe ’97 ha sposato con entusiasmo il progetto Spezia: “Parliamo di una squadra che negli ultimi anni ha galleggiato tra A e B, la scorsa stagione ha disputato la finale play-off, una societĆ  bene organizzata di cui mi hanno parlato bene tanti miei compagni. Ci sta partire con il piede sbagliato, sta a noi ora sfruttare il ritorno per dimostrare quanto valiamo”.

SOGNO SERIE A

Per Sernicola un ritorno dei liguri in Serie A non ĆØ utopico: “Qui c’ĆØ un’organizzazione da serie A, stadio e tifo sono da massima serie, ovvio che adesso si deve pensare alla salvezza, ma mettendo giĆ  le basi per il futuro”.

AMBIENTE POSITIVO

In merito all’accoglienza ricevuta ĆØ arrivato un giudizio decisamente positivo: “Non ĆØ una cosa scontata, l’ambiente ĆØ buono, c’ĆØ un gruppo di ragazzi che fa la differenza, io come Valoti e gli altri nuovi arrivati siamo stati accolti come se fossimo qui da anni, ci hanno fatto strada i tanti capitani della squadra non solo Petko, ma anche Bandinelli, Cassata e Vignali”.

I MISTER PIU’ IMPORTANTI

Tanti i tecnici con cui Sernicola ha lavorato nel corso della sua carriera ma alcuni hanno inciso particolarmente nella sua crescita: “A prescindere da chi mi ha fatto giocare di più o di meno, ritengo che tutti hanno contribuito alla mia crescita come calciatore. Se devo spendere qualche nome dico Pecchia, il primo mister dalla B con la Cremonese, Dionigi che mi diede fiducia ad Ascoli, lo stesso De Zerbi che in A mi fece giocare poco, ma nel Sassuolo a 20 anni avevo in squadra autentici campioni, poi Inzaghi e la sua grinta nel Pisa. Ultimo, non per importanza, Alvini che mi schierò sempre in A, all’inizio mi sgridava sempre, ma alla fine mi ha fatto giocare tutte le partite. Sono contento per lui e per il campionato che sta facendo”.

CONDIZIONE FISICA

Nonostante i pochi minuti disputati fin qui in maglia bianca, il fluidificante ha giĆ  messo in mostra una buona condizione: “Avendo giocato poco devo curare di più qualsiasi dettaglio per entrare in forma e fare la differenza, sono contento di aver giocato tutta la partita contro l’Avellino senza crampi malgrado il campo pesante”.

LE MIGLIORI CARATTERISTICHE

L’aquilotto si ĆØ soffermato anche su quelle che sono le sue qualitĆ  principali: “Le potenzialitĆ  mentali: non avere mai mollato, rimanere equilibrato, nei momenti belli non esaltarsi troppo, in quelli meno buoni non deprimersi, come nei mesi dove non ho giocato, questo ĆØ la mia migliore caratteristica”.

COSE DA MIGLIORARE

Nonostante goda di una certa esperienza, Sernicola può ancora crescere. Ecco dove, secondo il suo punto di vista: “Essendo calciatore di corsa, magari potrei essere ancora più lucido negli ultimi metri per essere decisivo”.

IL PICCO

Infine, immancabile un pensiero sul fortino delle Aquile: “Ci avevo giocato in una delle partite più belle dell’anno scorso, Spezia-Pisa e non vedevo l’ora di tornarci in maglia bianca. Dal primo all’ultimo quando vai a salutare i tifosi ti dĆ  forti emozioni, anche quando sei stanco il tifo ti spinge. In casa il Picco deve tornare a essere il nostro punto di forza, ringraziamo i tifosi per tutto il sostegno, sperando di dargli le migliori soddisfazioni”.Ā 

Redazione

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