«Sono contento della buona gara di Chiavari, ma so che posso offrire ancora di più, sia per me stesso che per lo Spezia». Con queste parole Filippo ‘Pippo’ Bandinelli riassume il suo rientro dopo quattro mesi di stop post-operatorio. Il centrocampista, tornato gradualmente in campo con un primo spezzone a Mantova, ha poi disputato quasi 80 minuti nel derby vinto con la Sampdoria e successivamente è risultato il migliore in campo contro l’Entella, match in cui ha guidato il centrocampo accanto a Cassata e centrato una traversa da fuori area.
A Chiavari, complice il perdurare dell’assenza di Hristov, ha anche indossato la fascia di Capitano: oggi si è raccontato al microfono del collega Max Guerra sulle pagine de Il Secolo XIX.
Analisi della vittoria e della crescita del gruppo
Riguardo alla gara di Chiavari, Bandinelli sottolinea: «È stato un successo fondamentale: loro su quel sintetico ridotto non perdevano da quasi due anni. È un terreno complicato per la B e abbiamo interpretato la partita nel modo corretto. Sappiamo di avere ampie possibilità di crescere. Stiamo seguendo le richieste del mister, serve tempo per assimilare tutti i meccanismi. La reazione della squadra è stata notevole: non accettiamo l’idea di perdere senza rispondere».
Essere migliore in campo e il valore dell’esperienza
Alla domanda su cosa significhi essere considerato il migliore in campo, risponde: «È gratificante. So di poter dare molto al gruppo anche a livello di esperienza, perché certe situazioni le ho già vissute e posso offrire consigli utili. Ho lavorato a lungo per ritrovare la forma migliore. Quando un giocatore fa buone prestazioni, è un vantaggio sia per la squadra che una soddisfazione personale».
La fascia e il ruolo dei leader nello spogliatoio
Sul capitolo leadership, Bandinelli chiarisce: «Indossare la fascia è motivo di orgoglio, ma nel gruppo ci sono diversi capitani. Il nostro capitano resta Petko, e siamo tutti con lui. All’interno dello spogliatoio ci sono vari leader che trascinano e mostrano l’esempio in campo».
Il difficile recupero e i ringraziamenti
Il centrocampista dedica parole importanti al suo percorso di riabilitazione: «Il recupero non è stato scontato, c’è stato un grande impegno da parte di tante persone. Ringrazio il professor Van Dyke e la dottoressa Favilli, che mi hanno operato. Un pensiero speciale ai preparatori Contigliani e Terenzoni, che mi hanno seguito passo dopo passo».
Ambizioni personali e ricordi recenti
Sui traguardi personali Bandinelli mantiene equilibrio: «È difficile fare previsioni. Ogni stagione è diversa. Sono arrivato qui dopo la retrocessione, in un ambiente che doveva ancora smaltire le scorie. Da gennaio ai playoff abbiamo lottato senza mollare. La delusione dell’anno scorso è stata enorme e molti di noi la sentono ancora. Anche questo avvio è stato complicato, ma sappiamo che c’è tempo per rimettersi in carreggiata».
Parlando della produzione offensiva, aggiunge: «Il gol al Frosinone del 25 aprile 2025 e la traversa di Chiavari sono segnali positivi. Voglio sbloccarmi: ci sto lavorando. Sono soddisfatto delle prove, un po’ meno dei numeri. So di poter contribuire con più gol e assist, pur non essendo mai stato un grande realizzatore».
Una Serie B imprevedibile
Sul campionato in corso, Bandinelli osserva: «È una B strana. Noi abbiamo entusiasmo e voglia di riscatto. Lo Spezia ha un tifo enorme, anche nei momenti difficili. La gente è legata alla maglia. Dobbiamo pensare una gara alla volta e uscire da questa situazione».
Il giudizio su Donadoni
Riguardo alle analisi dell’allenatore, Bandinelli conferma: «Sono valutazioni corrette. Ogni giorno in campo lavoriamo sugli errori. Una partita è fatta di tante fasi: non puoi attaccare o difendere per 90 minuti. Dobbiamo liberarci del peso delle prime gare. I risultati devono riportarci entusiasmo e serenità. Il mister ci dà sicurezza e coraggio nei momenti complicati».
Obiettivi stagionali e una dedica speciale
Sul traguardo minimo, Bandinelli è chiaro: «Dobbiamo mantenere la categoria. Ci aspettano tre gare prima della sosta, due delle quali in casa: serve concentrazione massima. La B è imprevedibile, bisogna stare attenti anche quando si vive un buon momento. Abbiamo gli strumenti per fare bene e ci tengo a dare una mano per uscire da questa situazione».
Chiude con un pensiero affettuoso: «Dedico tutto alla mia famiglia e a mio figlio Cristian, cinque anni, sempre al mio fianco».
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Fondamentale!
Si è sentita eccome la sua mancanza, un perno imprescindibile per il centrocampo aquilotto e quando ci sarà il fondamentale rientro di S.Esposito, la crescita della squadra dovrebbe aumentare notevolmente.
Futuro Capitano in campo e fuori 🦅🦅🦅
quando sta bene è indubbiamente un valore aggiunto, un lusso per la B