Marco Rossinelli, storico terzino sinistro che ha lasciato il segno sia con lo Spezia sia con la Sampdoria, ha raccontato ai colleghi de Il Secolo XIX, rispondendo alle domande di Massimo Guerra, il suo legame profondo con le due squadre.
A tre giorni del derby del “Picco”, per lui una partita speciale, l’ex giocatore si è espresso con grande sincerità: «Spero davvero che lo Spezia e la Sampdoria si salvino, perché sono le due squadre a cui sono rimasto più attaccato nella mia lunga carriera». Un sentimento che testimonia quanto questo confronto abbia un significato emotivo particolare per Rossinelli.
Un calcio che non riconosce più
Sulle motivazioni che lo hanno portato ad allontanarsi dal mondo del pallone, Rossinelli è netto: «Dopo una vita ho appeso la panchina al chiodo perché questo football non mi appassiona più, troppo business, con proprietà distanti anni luce dalla società». Secondo l’ex terzino, il distacco tra dirigenze e territorio ha incrinato l’essenza stessa del calcio di un tempo.
La crisi del calcio ligure
Parlando del panorama regionale, Rossinelli non risparmia critiche: «Non solo, ma se andiamo a vedere pure la Liguria è in crisi profonda, Spezia e Samp mi sembrano senza una vera e propria dirigenza, ad oggi si salva solo l’Entella». Una fotografia impietosa che, nelle sue parole, riflette un sistema privo di identità e stabilità.
Spezia più solido, ma non senza problemi
Alla domanda sul reale equilibrio societario dello Spezia, Rossinelli riconosce un lieve vantaggio, ma con riserve: «Certamente meglio della Samp, ma anche lo Spezia ha cambiato tre proprietari in un anno, e dico per esperienza che quando la proprietà è lontana nascono i problemi, ultimo il caso della maxi multa ai dirigenti». Per l’ex difensore, la distanza delle proprietà rappresenta una delle principali fonti di instabilità.
Le difficoltà della Sampdoria
Rossinelli analizza poi il quadro blucerchiato, aggravato dai continui avvicendamenti in panchina: «In un club che dopo Andrea Pirlo ha cambiato sei, dico sei, allenatori, di cui tre solo quest’anno, è ovvio che ci siano problemi seri. Personalmente da tifoso speravo che l’anno scorso retrocedesse in serie C, con la speranza che qualche soggetto serio rilevasse la società». La sua è una riflessione dura, nata dalla volontà di rivedere un progetto solido per il futuro della Samp.
Come si spiega il crollo dello Spezia
Anche lo Spezia, reduce da una stagione da protagonista, è ora in grande difficoltà: «Una spiegazione potrebbe ricercarsi nella convinzione da parte di una squadra dominante lo scorso anno di poter affrontare il campionato con relativa tranquillità, ma non è andata così». Per Rossinelli, l’eccessiva sicurezza avrebbe giocato un ruolo determinante nel calo inatteso.
L’ex terzino individua anche limiti strutturali: «No, anche tecnico. L’anno scorso non avevi solo Pio Esposito che faceva reparto da solo, sulle corsie avevi Elia e Reca, e in porta un signor portiere come Gori, per me uno dei migliori della Serie B». Un mix di qualità che, secondo Rossinelli, quest’anno è venuto meno, incidendo in maniera pesante.
Il caso Verde e il suo ritorno
Sul reintegro del fantasista, Rossinelli è chiaro: «Penso che non dovevano mettere fuori rosa l’unico calciatore, a mio parere, che ha mostrato qualità tecniche superiori. Verde sulla corsia esterna fa la differenza». Per lui, il talento del N°7 può diventare fondamentale nella risalita degli aquilotti.
Non vedrà il derby dal vivo
Pur affezionato alle due squadre, Rossinelli non sarà allo stadio: «Ormai seguo le partite in televisione, ma faccio fatica a seguirle fino alla fine, perché vedo in campo cose che non condivido e spengo tutto». Un’ammissione che racconta il suo disincanto verso il calcio moderno.
Errori imperdonabili in difesa
Tra gli aspetti che lo irritano maggiormente, cita gli ultimi gol subiti: «Gli ultimi gol presi dallo Spezia, da calci piazzati sul secondo palo da parte di calciatori lasciati liberi. Ma come si fa dico io?». Un problema che, secondo lui, è di pura attenzione.
Giovani: talento sì, ma con equilibrio
Riguardo alla scelta di puntare molto sui giovani, Rossinelli invita alla prudenza: «Penso che i giovani vadano incentivati e aspettati: ma li puoi inserire in una squadra collaudata, senza patemi di classifica». I giovani, evidenzia, non possono reggere da soli il peso della salvezza.
Su Vanja Vlahovic, ad esempio, l’ex terzino vede qualità ma anche limiti fisiologici: «Buon prospetto, ma non puoi pretendere che sia decisivo dal primo minuto. Se ci crede Donadoni deve farlo giocare con continuità, ma serve tempo e non so se lo Spezia può aspettare».
Infine, un giudizio sulla squadra: «La Serie B è mediocre, non vince chi spende di più. Quello che conta è riuscire a creare un gruppo, e l’anno scorso lo Spezia lo era».
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Grande Marco un abbraccio
per analizzare gli fa l’esame del sangue a tutti???