Una disputa che arriva fino a Londra: «La linea di Matteo Volpi ritenuta corretta dal Privy Council»

La battaglia legale nella famiglia Volpi approda a Buckingham Palace: il Consiglio Privato respinge il ricorso del patriarca e conferma il verdetto favorevole al figlio Matteo.

La lunga contesa all’interno della famiglia Volpi compie un passo decisivo e arriva fino ai più alti organi giudiziari del Commonwealth. La vicenda, che ruota attorno alla liquidazione delle quote societarie appartenute a Matteo Volpi nelle aziende di famiglia, assume nuovi contorni dopo l’intervento del Privy Council di Londra, organo consultivo della Corona britannica. Come ben spiega il collega Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX il procedimento, già esaminato dalla Corte d’Appello delle Bahamas, aveva visto Matteo — insieme al fratello Simone e alla madre — ottenere due successi consecutivi nei vari gradi di giudizio.

La scelta di Matteo: tornare al 2016

Il fulcro della battaglia giudiziaria riguarda la decisione di Matteo Volpi di impugnare la liquidazione delle sue quote non per ottenere un risarcimento economico, ma per riportare l’intera situazione alla configurazione del 2016, quando i rapporti all’interno delle società familiari erano regolati da condizioni differenti. Una strategia che, secondo i documenti ufficiali, si sta rivelando solida e coerente, tanto da convincere anche il massimo organo giudiziario del Commonwealth.

Il ricorso del padre e il passaggio al Privy Council

Dopo la sconfitta alle Bahamas, i legali di Gabriele Volpi, ex proprietario dello Spezia Calcio, hanno provato a percorrere l’ultima strada disponibile: il ricorso al Privy Council, autorità che supervisiona le corti dei territori collegati al sistema giuridico del Regno Unito e che ha sede a Londra. Il tentativo però si è infranto contro una decisione netta, che conferma la linea vincente del figlio.

Il verdetto: ricorso respinto, motivazioni pesanti

Le parole contenute nella risposta ufficiale del Consiglio Privato non lasciano spazio a interpretazioni. Dopo aver esaminato la richiesta di autorizzazione a presentare ricorso, i consiglieri del Sovrano hanno stabilito che:

  • la domanda è respinta, in quanto non emergono elementi giuridici difendibili;

  • nessuna delle argomentazioni del ricorrente offre prospettive di successo, soprattutto riguardo all’applicazione dell’articolo 91 nella versione allora in vigore;

  • eventuali provvedimenti sulle spese dovranno essere presentati tramite memorie scritte con tempistiche precise;

  • le decisioni future saranno demandate al Comitato Giudiziario.

A chiusura dell’atto, si legge che Sua Maestà ha accolto il parere del Privy Council, ordinando alle autorità delle Bahamas e a tutte le parti coinvolte di applicare integralmente quanto disposto.

Un passaggio cruciale nella battaglia familiare

Questa presa di posizione rappresenta un punto di svolta per l’intero contenzioso. Con il ricorso respinto, la posizione di Matteo Volpi si rafforza in modo significativo, avvicinandolo all’obiettivo dichiarato sin dall’inizio: riportare la situazione societaria allo scenario precedente alle decisioni contestate. Rimane ora l’ultimo passaggio formale, ma il pronunciamento giunto da Londra segna una svolta difficilmente ribaltabile.

Redazione

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