L’ex centravanti Corrado Colombo ha condiviso, in un’intervista concessa a Il Secolo XIX rispondendo alle domande postegli dal collega Armando Napoletano, un ritratto intenso di Roberto Donadoni, da ieri nuova guida tecnica dello Spezia. L’attaccante nativo di Vimercate conosce bene l’allenatore bergamasco: fu proprio lui, ai tempi del Livorno, a puntare su Colombo in una stagione che regalò emozioni indelebili, come il celebre gol vittoria contro il Milan siglato proprio dall’ex centravanti aquilotto il 23 gennaio 2005 quando si disputava la 20° giornata di Serie A. Per capire la portata di quel gol e di quella vittoria basti pensare che quello era il Milan di Carlo Ancelotti con giocatori del calibro di Cafù, Shevchenko, Crespo, Nesta e Stam come centrali difensivi, Gattuso e Kakà a centrocampo e che nella ripresa entrarono dalla panchina Rui Costa e Seedorf.
Colombo e Donadoni condividono un punto di partenza comune: l’Atalanta e il suo settore giovanile, fucina di talenti e di una filosofia calcistica fondata sulla tecnica e sulla formazione completa del giocatore. «Abbiamo avuto lo stesso maestro, Raffaello Bonifacio, uno che insegnava il calcio dalle basi e ci ha trasmesso la passione per la qualità».
Il vero legame, però, nacque in Toscana. Quando Donadoni arrivò sulla panchina del Livorno, subentrando a Franco Colomba, la squadra era in un momento delicato. Nonostante la presenza di due icone come Cristiano Lucarelli e Igor Protti, il nuovo tecnico decise di dare fiducia proprio a Colombo. L’attaccante ricorda quel momento con emozione: «Mi aspettavo di restare in panchina, invece Donadoni mi chiamò in camera e mi disse: ‘Tutti dicono che sei bravo, vuoi dimostrarmelo?’. Il giorno dopo giocai e segnai. Una settimana dopo, contro il Milan, mi riconfermò titolare, e arrivò quel gol storico».
Quell’anno il Livorno concluse il campionato al nono posto, con Lucarelli capocannoniere della Serie A e una squadra che sorprese per compattezza e entusiasmo. Colombo sottolinea come Donadoni seppe trasmettere serenità e fiducia, caratteristiche che oggi spera di rivedere anche nella sua esperienza con lo Spezia: «È un uomo di poche parole e molti fatti, bergamasco fino al midollo. Nonostante il nome e la carriera che ha alle spalle, è sempre stato umile e disponibile. Spero possa rilanciarsi qui, insieme alla squadra».
La figura di Donadoni, raccontata dalle parole dell’ex attaccante, emerge come quella di un allenatore schivo ma autorevole, capace di far crescere i propri giocatori e di mantenere rapporti di stima anche a distanza di anni. Colombo non nasconde l’affetto che ancora oggi lo lega al suo ex tecnico: «Per me rimane un grande, un esempio di serietà e professionalità. Se riuscirà a trasmettere allo Spezia la stessa mentalità che aveva in campo, sono certo che tornerà a raccogliere risultati importanti».
In un momento complesso per la squadra ligure, le parole di Colombo suonano come un incoraggiamento: la fiducia in Donadoni non nasce dal passato, ma da un’eredità di lavoro e passione che continua a ispirare chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino.
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