Vanja Vlahovic, uno dei talenti più promettenti emersi dall’U23 dell’Atalanta, è vicino a indossare la maglia dello Spezia. L’attaccante serbo, protagonista della stagione appena conclusa come capocannoniere del girone A di Serie C, si appresta a trasferirsi in prestito con diritto di riscatto e contro riscatto come vi avevamo anticipato già dallo scorso 6 giugno. Un’opportunità che arriva a coronare una stagione straordinaria e un percorso di crescita che lo ha visto emergere nel panorama calcistico italiano.
Intervistato da La Casa di C, Vlahovic ha raccontato il suo cammino, fatto di sacrifici, passione e tanto lavoro. “Esordire in Serie A e essere il capocannoniere del girone sono stati momenti importanti, ma c’è ancora tanta strada da fare”, ha dichiarato il giovane attaccante, lucido e consapevole del suo percorso. Nonostante i successi, Vlahovic rimane umile e determinato, consapevole che il cammino per diventare un calciatore di livello internazionale è appena iniziato.
Il ragazzo, che si descrive come razionale, ha saputo crescere e adattarsi al calcio italiano, un ambiente che ha scelto per sviluppare le sue capacità. È arrivato a Bergamo nell’ultimo giorno del mercato invernale del 2023, con il suo trasferimento ufficializzato all’Atalanta negli ultimi minuti della finestra di mercato. “Ho le telefonate del mio procuratore. L’ho richiamato”. “Vanja vieni allo stadio, devi firmare. Ti vuole l’Atalanta”. “Ho aspettato tutto il pomeriggio per capire se avessero fatto in tempo a presentare tutti i documenti. Erano le 18.56, mancavano 4 minuti alla chiusura“, ricorda l’attaccante. “Sei un nuovo giocatore nerazzurro”.
Non parlava italiano, ma il suo talento e la sua dedizione gli hanno permesso di inserirsi rapidamente nel mondo nerazzurro. “A Bergamo ho imparato qualcosa di nuovo ogni giorno“. La stagione 2023-2024 lo ha visto protagonista in Primavera e in U23, dove ha conquistato il titolo di capocannoniere del campionato, sfiorando anche la promozione in Serie B. “Stavamo scrivendo qualcosa di impensabile“, il suo commento al campionato appena andato in archivio. Una maturità calcistica raggiunta anche grazie a Modesto: “È stato fondamentale, mi ha dato sempre fiducia”. Ma non è finita lì. “Vanja, vieni. Entri tu”. E’ la voce di Gasperini che lo aveva convocato in Prima Squadra. Vlahovic esordisce in Serie A contro il Como (nella foto, Ndr): “Ero confuso. Mi sono reso conto di quanto fosse successo solo alla fine della partita, parlando con la mia famiglia. È stato bello sentire l’emozione nella loro voce”.
La famiglia e la Serbia sono sempre state al centro della sua vita. Nato a Vršak, un piccolo paese vicino a Belgrado, Vlahovic cresce in una famiglia di sportivi: la madre Dragana, ex giocatrice di basket, e il padre Vladimir, che ha militato nelle giovanili della Nazionale serba di pallavolo. “Mamma Dragana giocava a basket. Invece papà Vladimir ha giocato nelle giovanili della Nazionale serba di pallavolo”. Seguendo le orme del fratello Igor, Vanja si avvicina al calcio e a soli 9 anni riceve la chiamata dal Partizan, uno dei club più prestigiosi della Serbia. “L’ho seguito e mi sono innamorato”. La presentazione è incredibile: al provino segna 9 gol. Pochi dubbi. Poi anni nelle giovanili bianconere con la famiglia al proprio fianco: “Solo noi sappiamo cosa abbiamo passato. Sono qua grazie a loro“. Protagonista, oltre a Vanja, è ancora una volta Zvonko Popović, l’uomo che l’aveva chiamato a Belgrado e suo allenatore nell’U16: “Giocavo come ala, è stato lui a mettermi in attacco”. Non è andata poi così male.
La carriera di Vlahovic, infatti, è un susseguirsi di passi significativi, che lo hanno portato dal calcio serbo alla Serie C italiana, fino a sfiorare il sogno della Serie A. Ogni giorno trascorso in Italia gli ha permesso di apprendere e migliorare, e ora, con lo Spezia, il giovane attaccante è pronto a fare il salto definitivo nel calcio dei grandi.
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