L’Editoriale – Faccio fatica a riconoscervi

L'editoriale di CalcioSpezia sulla stagione delle Aquile: partite per salvarsi e terze in classifica in lotta per grandi traguardi, ma c'è chi dimentica e pensa a criticare nel momento che serve unità e spinta da parte dei tifosi

“Faccio fatica a riconoscervi! Per carità non tutti, ma quella piccola porzione di “tifosi” che inizia subito a criticare la squadra dopo un mese sicuramente complicato a livello di risultati con solo 3 punti conquistati su 12 a disposizione. Certo il “mugugno” fa parte da sempre del tifoso dello Spezia, ma questa è anche una squadra a cui è successo di tutto nell’ultimo mese tra infortuni, epidemie influenzali, squalifiche e arbitraggi, diciamo, non proprio “a favore” per usare un’eufemismo. Faccio fatica a riconoscervi e lo dico prima da tifoso e poi da redattore. Tifoso che è entrato a 14 anni in Curva Ferrovia nella stagione ’94/95 e che ne esce a 29, per ovvi motivi di lavoro, per trasferirsi in tribuna stampa. Tifoso che ha negli occhi tanti episodi: dalla vittoria contro l’Alessandria in rimonta sotto un diluvio universale con punizione all’incrocio di Carlet e rigore parato da Rubini in pieno recupero, dai gol di Igor Zaniolo a quelli di Giovanni Pisano fino a quelli dell’uomo dei derby Francolino Fiori, dalle trasferte di Como, Lucca, Pisa, Livorno, Carrara, contro il Pavia dove giocava Zizzari in prestito, Viareggio, allo Spezia di Mandorlini che con i suoi invincibili fece esultare un’intera città per la promozione in Serie C1, alla partita con il Milan che in quegli anni non poteva che essere un’amichevole estiva perché anche la Coppa Italia era al massimo quella di Serie C, quella squadra che sfiorò la promozione in Serie B, promozione in Serie B poi arrivata con gli uomini di Soda, i gol di Guidetti, i tifosi che scendevano in piazza per evitare lo spostamento di Spezia-Genoa, una Serie B arrivata dopo 55 anni di attesa, un Play-Out conquistando all’ultima giornata battendo a domicilio la Juventus “con una gamba sola“, una salvezza conquistata al medesimo Play-Out con il gol di Do Prado contro il Verona e il pari a reti bianche al “Bentegodi” in una stagione che sembrava disastrata, tifoso che ha negli occhi ancora il fallimento dell’era Ruggeri, il tentativo popolare dei tifosi stessi di salvare la squadra, la ripartenza dalla Serie D, i campi di provincia, le trasferte a Biella (attualmente in Eccellenza), Casale (attualmente in Promozione), Tortona (in Serie D), Savona (in prima categoria) e Giaveno (prima categoria), il derby che quell’anno era quello con la Sarzanese (sparita dal mondo del calcio da anni) al “Miro Luperi” dove giocava Cesarini, la lenta rinascita, la stabilità in Serie B e poi la grande emozione della Serie A.”

“Ecco, la Serie A che per un Club come lo Spezia non è la normalità, ma una splendida magia, ma alcuni tifosi pensano forse ora di essere il Real Madrid e avere fatto varie finali di Champions League dimenticandosi che all’ultima giornata dello scorso campionato di Serie B rischiavamo la retrocessione in Serie C? Tifosi che ora criticano perfino un allenatore come D’Angelo , del resto in Italia siamo 60 milioni di allenatori, ma quelli che poi arrivano al professionismo sono una manciata, uno che prese la squadra più vicina alla Serie C che alla Serie A, che l’ha salvata senza la lotteria dei Play-Out e quest’anno ci sta mantenendo incredibilmente nelle prime posizioni della classifica. E’ sì, incredibilmente ed è bene sottolineare questo aggettivo. Perché questa squadra è partita con l’obiettivo dichiarato di salvarsi soffrendo meno della scorsa stagione come conferma anche il contratto di tre anni a D’Angelo, un progetto di crescita progressiva non immediata, che verrebbe rinnovato in automatico di una stagione al quarto anno in caso di promozione in Serie A.”

“Forse vi siete dimenticati che questa squadra non ha in pratica fatto mercato la scorsa estate operando, in maniera per altro molto intelligente grazie al trio Gazzoli-Melissano-D’Angelo, con scambi e prestiti perché il “diktat” di Robert Platek era quello di ridurre il monte ingaggi. E allora ecco la cessione del terzo capitano negli ultimi tre anni con Nikolaou approdato al Palermo in cambio di 1.6 milioni di euro, il cartellino di Soleri e il prestito di Aurelio. La cessione di Kouda, confermato in prestito, per soldi più il cartellino di Colak. I prestiti di Degli Innocenti, gratuito rientrando nell’operazione Zurkowski, il rinnovo del prestito di Pio Esposito, che in tanti criticavano la scorsa stagione, gli arrivi sempre in prestito di Sarr e Gori quando D’Angelo aveva già iniziato il ritiro precampionato con i soli Mascardi e Plaia a disposizione come portieri, la valorizzazione di elementi del vivaio quali lo stesso Mascardi, Bertola (che lo scorso campionato ha giocato appena 16 gare e quest’anno è accostato a grandi club, Ndr), Giorgeschi, Benvenuto e Candelari. Le uniche spese sono stati i riscatti di Cassata dal Genoa e Nagy dal Pisa e l’acquisizione per pochi euro del giovane Djankpata dall’Everton. Ecco volete paragonare questa sessione di mercato a quelle di big come Palermo, Cremonese, dello stesso Pisa, della Sampdoria della coppia d’attacco Coda-Tutino in estate, del neo promosso Cesena che ha speso tantissimo in investimenti, del Bari, del Modena dei Pedro Mendes e dei Defrel, di Frosinone e Salernitana appena retrocesse dalla Serie A, senza considerare il Sassuolo capolista. Sessione di calciomercato da svariati milioni di euro in più investiti rispetto al Club di via Melara. Ecco lo Spezia attuale è, nonostante tutto, avanti in pratica a tutte queste formazioni in classifica se si eccettuano le due di testa. Gli unici acquisti sono arrivati a gennaio per volontà della nuova proprietà con il ritorno di Chichizola e l’acquisizione di Lapadula.”

“Ecco allora mi chiedo che senso ha criticare una formazione che sta andando aldilà di ogni più rosea aspettativa? Tre anni di Serie A ci hanno “imborghesiti“? Proprio a noi? A noi a cui non interessava il risultato, ma ci bastava che i ragazzi onorassero la gloriosa maglia bianca e uscissero dal campo avendo dato tutto quello che era nelle loro possibilità? Noi che abbiamo mangiato polvere e fango nei campi di provincia? Ora più che mai, visto il momento di difficoltà, è il momento di sostenere a gran voce mister Luca D’Angelo, vero condottiero, e i suoi ragazzi a cominciare dalla prossima difficilissima sfida del Picco contro il Pisa secondo della classe. Perché la stagione dello Spezia è finora magnifica, ma può ancora diventare da sogno. Avanti, tutti insieme: FORZA SPEZIA SEMPRE!

Redazione

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31 Commenti
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Andrea Porretti
1 anno fa

Non credo che i tifosi pensino che lo Spezia non si stia comportando bene ma che stia subendo quello che purtroppo non si può evitare cioè il caso, nel quale nonostante il gioco di sempre bellissimo il portiere avversario i pali e qualche errore arbitrale decidano incontri giocati benissimo, come sempre, quando la sfortuna ti costringe a perdere. Forza Aquile!

Alfonso
1 anno fa

Grande editoriale che condivido al 100% ! Domenica c’è il Pisa e quindi facciamogli sentire il ruggito del Picco, perché saranno ancora frastornati dalla debacle contro il Sassuolo. Se battiamo il Pisa …

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1 anno fa

Giustoooooooo

Alfredo
1 anno fa

Mr. Lorenzelli ha ragione su tutto quello che ha scritto .Siamo in troppi a fare gli allenatori e poi il ns. Mugugni diciamo che è anche un amore interessamento , vicinanza verso le ns. Aquile .
Sempre FBC Spezia

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1 anno fa

Sempre e solo..CalcioSpezia!!! Per certi TIFOSI…ma cosa a vore!!!!!🤔

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1 anno fa

Vogliamo gori………………..

Faseo
1 anno fa

Sempre e solo Forza Spezia nel bene e nel male .

Commento da Facebook
1 anno fa

Sottoscrivo ogni singola parola ! 🦅🦅🦅

Spezia e basta
1 anno fa

Bravo Guido, hai detto bene. Per questo allenatore solo stima,perché se l’anno scorso non fosse arrivato lui, al capezzale di una squadra moribonda e senza mordente, ora saremo a parlare di tutt’altro. Solo applausi per il gruppo che ha saputo creare e che sta andando oltre le proprie possibilità e le più rosee previsioni. Noi tifosi dobbiamo esclusivamente pensare a tifare questa maglia, la indossi Gori, Chichizola o qualcun altro non ci deve interessare, pensiamo a sostenerla come abbiamo sempre fatto, anche quando gli obiettivivi erano ben diversi e molto più modesti.

Moreno
1 anno fa

Editoriale stupendo!! Complimenti!!!👍👏👏

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