Ricorda David Trezeguet, con le dovute proporzioni se ci permettete il paragone, Antonio Colak perché il centravanti croato è il classico uomo d’area di rigore sempre appostato aspettando il pallone giusto da scaraventare in rete, ma non chiedetegli di partecipare alla manovra. Quello no, non è nelle sue corde. Anche per questo il feeling con Pecchia al Parma non è mai sbocciato con l’allenatore dei ducali che gli ha preferito il più mobile e partecipativo Bonny.
Lo conferma, ai colleghi de Il Secolo XIX, uno che lo Spezia e La Spezia calcistica la conosce bene ossia quel Damir Miskovic ex socio di Gabriele Volpi ai tempi della multi-proprietà del Rijeka da parte dell’ex patron aquilotto e attuale presidente e proprietario del club croato.
«Chi è Colak? Credo di poter dire tanto, ho creduto in lui fin dall’inizi. Con noi ha fatto cose importanti e lo dovetti vendere al Paok quando avevamo molte richieste».
Stagioni esaltanti in Croazia: la prima giocata da gennaio in poi con 6 reti e 6 assist in 16 partite. Poi Miskovic lo riscatta a titolo definitivo ed ecco l’esplosione vera e propria. 19 gol e 4 assist in 30 presenze al secondo campionato, ben 26 reti e i “soliti” 4 assist in circa 40 presenze la terza annata con due Coppe di Croazia vinte e un titolo di capocannoniere.
«Si rivelò quello che è, una punta classica molto bravo in area di rigore e nel corpo a corpo, con noi fece grandi cose». E ora è pronto a scoprirlo e lanciarlo anche mister Luca D’Angelo come nuova arma di uno Spezia che ha iniziato la stagione stupendo.
Seguici su
Aggiungi calciospezia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Non è più calcio , è lotta greco romana.
Anch’io sono bravo nel corpo a corpo 😏