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Salvatore Esposito: “Mi aspettavo un altro tipo di stagione ma sono fiducioso, abbiamo trovato la quadra”

Il 'diez' aquilotto ha elogiato il tecnico D'Angelo: "E' la persona che ci voleva per raddrizzare il campionato".

Salvatore Esposito ha rilasciato una lunga intervista per Cronache di Spogliatoio. Il centrocampista aquilotto ha toccato varie tematiche: dal rapporto con il fratello minore Francesco Pio agli elogi a Daniele De Rossi, passando per un bilancio sulla stagione corrente.

Di seguito le dichiarazioni del numero dieci dello Spezia:

IL FRATELLO MINORE, PIO – “Mio fratello Pio è molto inquadrato. Quest’anno… risparmia l’affitto stando qui con me! Io sono a centrocampo, lui in attacco. Lui non si lamenta con i compagni, sono io che lo bacchetto e lo stuzzico un po’ per fargli limare qualche dettaglio. A volte ci vado giù più pesante e lui me lo fa notare”.

STAGGIONE COMPLICATA – “Mi aspettavo un altro tipo di stagione, siamo in questa situazione e sono fiducioso perché abbiamo trovato la quadra giusta insieme a mister D’Angelo, un personaggio piacevole con cui lavorare”.

D’ANGELO – “Posso permettermi di dire che è un orso buono, si fa voler bene da tutti e la nostra chiave sia questa: tutti danno tutto per lui, è la persona che ci serviva per raddrizzare il campionato. Il mister è una persona vera, leale, ci ha fatto da scudo prendendosi qualche responsabilità in più per lasciarci tranquilli. E noi lo abbiamo capito e recepito, spingendoci a dare qualcosa in più”.

DE ROSSI –“Propone un calcio alla De Zerbi, alla Guardiola, per fare un paragone grande: insomma, un calcio propositivo. Ma soprattuttole sue qualità umane sono eccezionali, non te le aspetti da un personaggio così importante. Un’umiltà e una simpatia incredibili, cercando di far stare i giocatori nel miglior modo possibile. Questa è la sua forza, oltre alle idee. E’ arrivato a Ferrara che era Daniele De Rossi, avrebbe potuto e chiedere qualsiasi cosa. Invece ha cercato di entrare con umiltà: si fermava con tutti a fine allenamento a parlare e scherzare. Quando arriva uno nuovo, solitamente il primo giorno canta. Ma nessuno si sarebbe mai permesso di chiederlo a Daniele De Rossi. E invece lui ha fatto tutto da solo, e ha cantato. Era uno che non voleva essere chiamato ‘mister’, ma solo ‘Daniele’, per farvi capire il rapporto che aveva con i calciatori. È stata una scoperta incredibile. Alcuni ragazzi che erano alla SPAL credo che li senta ancora oggi su WhatsApp. Quando ti arriva una persona così, dopo un esonero, è ciò che serve a un gruppo. Si vede come gioca la Roma adesso: per me Daniele è uno fatto per allenare una big, non per la Serie B. Allena da poco e ne parlano in pochi, ma ha uno staff di persone fantastiche, da Giacomazzi a Lele Mancini. De Rossi ha tutto lui ma anche il suo staff per fare cose importanti. Gli auguro di rimanere tanti anni alla Roma: so che è il suo sogno. Da quando c’è De Rossi, guardo la Roma, la seguo fin da piccolo ma adesso ho un motivo in più. Gli faccio l’in bocca al lupo prima di ogni partita, ho un rapporto speciale con lui ed è aumentato questo amore per la Roma che c’è sempre stato. Abbiamo un rapporto che va al di là del calcio, è un qualcosa che rimarrà per sempre. L’ho conosciuto nella sua parentesi in Nazionale, da collaboratore del ct Mancini, ed è scattato un amore a prima vista. Lui era sempre stato il mio idolo e ha rivisto in me alcune qualità che gli sono piaciute, e ci siamo trovati subito a livello caratteriale”.

BILANCIO PERSONALE – “Questo è un un anno di crescita, che mi può formare tanto. Dopo una retrocessione, avendo qualche richiesta per rimanere in A, sono rimasto in B perché pensavo di fare un campionato a vincere. Mi sono ritrovato a salvarmi, le difficoltà di questa stagione mi potranno servire molto dal punto di vista personale. La Serie BKT è un campionato dove devi mettere sempre più agonismo e limare il lato difensivo delle proprie caratteristiche. Mi sta servendo tanto, spero di avere una possibilità di tornare l’anno prossimo a rivivere il sogno della Serie A”.

IL TALENTO DI DANIEL MALDINI E VERDE – “Daniel Maldini per me è un fenomeno. L’ho sempre detto, anche quando era qui e giocava poco. Ha qualità tecniche ma soprattutto un’eleganza che non ha nessuno. Qui a Spezia c’è anche Daniele Verde che per me è super sottovalutato”.

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