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Tanco: “Siamo un gruppo molto unito: concentrato al massimo perché lo Spezia rimanga in B”

Il difensore argentino è reduce dal bel debutto da titolare contro il Bari: "Posso giocare in tutto i ruoli difensivi: a disposizione del mister"

Gregorio Tanco è reduce dalla prima gara da titolare con la maglia bianca indosso: una gara ben disputata sul prato del “San Nicola” contro il Bari dimostrandosi sicuro,affidabile e andando vicino alla segnatura con una grande conclusione dalla distanza, oltre che dotato della classica “garra” argentina. La stessa che l’ex Banfield ha messo nelle risposte rilasciate ai colleghi de Il Secolo XIX nella seguente intervista di cui riportiamo i passi principali.

ITALIA COME UN SOGNO – «Da quando gioco a pallone sogno di giocare in Italia perché per noi argentini il gioco italiano è avanti in tutti i sensi, penso che il debutto più importante sia stato al Picco con il Catanzaro».

TRE PRESENZE E TRE PUNTI – «Certo che sono soddisfatto, sono entrato nel gioco nel migliore dei modi per aiutare la squadra e abbiamo fatto punti senza perdere, sono contento per me e per i compagni».

ALLENATORE E COMPAGNI – «Mister e compagni mi hanno fatto subito sentire a mio agio, anche per questo motivo mi sono subito sentito sicuro in campo».

PREGI E DIFETTI – «Nessuno è perfetto, penso di avere ancora molto da migliorare ma per riuscirci sono concentrato ogni giorno. Penso di essere valido in marcatura e anche nel tiro ma non mi piace parlare dei miei pregi, giusto che siano gli altri a giudicare le mie prestazioni».

RUOLO – «In Argentina ho giocato in tutta le posizioni difensive, posso agire nella difesa a tre sia centrale che braccetto di sinistra o di destra, in una difesa a quattro anche come esterno».

DIFFERENZE TRA ARGENTINA E ITALIA – «Questo calcio è molto diverso, più tattico, più elaborato nella fase difensiva, al campo parliamo molto delle singole azioni. Anche per quello mi piace giocare qua, perché l’Argentina malgrado esprima tanti ottimi calciatori non è cosi evoluta come in Europa».

PASSERELLA, AYALA E FABIO CANNAVARO – «Passerella è stato di sicuro uno dei più forti, ma sono cresciuto guardando in tivù le imprese di Ayala che ha giocato nel Napoli, nel calcio italiano ho ammirato davvero tanto Fabio Cannavaro».
Ha contatti con calciatori argentini in Italia?
GLI EX COMPAGNI IN ITALIA – «Ho contatti con Martin Payero dell’Udinese e Cruz Juan Manuel del Verona, miei compagni di squadra nel Banfield, con loro mi sento spesso».

OBIETTIVI AQUILOTTI – «Con la numero 5 sono concentrato al massimo per far sì che lo Spezia rimanga in B, per dare soddisfazione di salvarci ai nostri tifosi nelle ultime dieci finali del campionato».

PROBLEMA GOL – «Siamo un gruppo unito, è importante migliorare nel bilancio dei gol, ma è un problema che riguarda tutti i ruoli, non solo i nostri attaccanti. Dobbiamo riuscire ad essere più pericolosi nella fase offensiva a partire da noi difensori, solo se tutta la squadra collabora riusciremo a centrare la salvezza, per me una grande soddisfazione aver indossato la maglia bianca già in tre occasioni, sono a disposizione e spero di convincere sempre più il mister e i tifosi che ci trasmettono la loro passione».

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