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L'angolo dell'avversario

Gabriele Cioffi alla vigilia: “Lo Spezia troverà davanti una squadra che vuole vincere”

Il tecnico bianconero ha parlato in conferenza stampa a poco più di ventiquattro ore da Udinese-Spezia.

Il tecnico dell’Udinese, Gabriele Cioffi, è intervenuto per parlare della sfida che la sua squadra sosterrà domani con lo Spezia di Thiago Motta.

Ecco le sue parole alla vigilia del match della “Dacia Arena”:

L’IMPORTANZA DELLA PARTITA DI DOMANI. “Abbiamo una grande responsabilità perché sappiamo che rappresentiamo Udine e tutto il Friuli. Per quanto riguarda la classifica, a noi non interessa. A noi interessa il riconoscimento di un percorso che da dicembre ci ha visto avere una media punti da Europa ed una resilienza che ci ha permesso di attraversare anche lo tsunami Covid vissuto nelle gare contro Atalanta, Juve e Genoa. Per noi sarà una partita di grande orgoglio e, quindi, non lo facciamo per la destra o la sinistra della classifica ma per noi stessi”.

MAI COSÌ TANTI PUNTI DAL 2013. “Noi avvertiamo che affrontiamo un avversario che deve salvarsi e viene qua per vincere. Troveranno davanti una squadra che non vuole concedere e fare un gol o, almeno, un gol più di loro, sapendo che ci saranno diverse fasi della partita che dobbiamo essere bravi a leggere e interpretare”.

COSA PENSA DELLO SPEZIA. “Motta ha dato un’identità e solidità alla sua squadra. L’interpretazione che noi abbiamo deciso di dare alla partita prende ispirazione dal ciclismo che viene visto come uno sport individuale ma, in realtà, nelle corse a tappe, non vinci se non hai la squadra e noi domani vogliamo giocare da squadra”.

VISTE LE TANTE ASSENZE, DOMANI PUÒ ESSERE UNA BUONA OCCASIONE PER CHI HA GIOCATO POCO. Noi crediamo nel gruppo. Ce lo siamo sempre detti. Se un giocatore non sta giocando ma si sente titolare, e di questo è l’esempio lampante Nuytinck, vuol dire che si allena da titolare e, quando viene chiamato in causa, risponde sempre presente ed è quello che ha fatto Bram”.

SUI TANTISSIMI GOAL ARRIVATI DAI SUBENTRATI. “I numeri, come ho già ripetuto, si guardano a fine campionato anche se fanno piacere”.

SUL SUO PASSATO DA GIOCATORE DELLO SPEZIA. “Il primo pensiero va a Sergio Borgo che è la persone che mi scelse lì e fece una squadra di giocatori in cerca di autore tutti, poi, arrivati in Serie A. Eravamo tutti “rottami” che lui ha ricomposto a livello fisico e mentale. Una delle frasi che mi diceva sempre era che un difensore deve essere semplice, concentrato e implacabile. E’ una frase che mi è rimasta dentro e che riuso perché, per me, nella semplicità c’è il calcio. Inoltre mi diceva che sarei diventato un grande allenatore, grande no, perché non lo sono, ma allenatore sicuramente e credo che tanto sia dovuto a quello che lui ha innescato in me”.

SUL PREMIO MAESTRELLI. Sono concentrato solo sullo Spezia, questa domanda mi va rifatta lunedì sera”.

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