Simone Bastoni si racconta: “Ho saputo sfruttare la mia occasione, che emozione il primo scambio di maglia”

Il jolly dello Spezia ha rilasciato un’intervista a Cronache di Spogliatoio.

Simone Bastoni è uno dei punti fermi dello Spezia targato Thiago Motta.

Nel corso degli anni, lo spezzino doc, ha conquistato il nome di “jolly” per i vari ruoli coperti. Una carriera, la sua, basata sulla gavetta con importanti esperienza in Serie C che lo hanno fatto crescere ed arrivare nella massima serie, dove ha dimostrato di poter stare, con la squadra della sua città.

Nelle scorse ore, Bastoni ha rilasciato una lunga intervista a Cronache di Spogliatoio. Un vero e proprio viaggio nel quale si è raccontato a 360° toccando anche tematiche extra campo. Non sono mancati, poi, alcuni aspetti curiosi come l’emozione per il primo scambio di maglia.

Ecco, di seguito, l’intervista completa:

GLI STUDI – “Ci allenavamo al mattino e non riuscivo a frequentare la scuola. Lasciai in quarta, ma decisi di chiedere se potessi frequentare come uditore le lezioni il lunedì, l’unico giorno libero che avevo. Non riuscivo a sopportare l’idea di non riuscire a diplomarmi. Avevo scelto il calcio, ma volevo restare al passo con gli studi. Mi sarebbe piaciuto fare Ingegneria, impossibile con la carriera che stava iniziando. Dopo aver fatto un anno da privatista, ho sostenuto la Maturità proprio nella scuola dove avevo iniziato con la prof D’Amico”.

L’INIZIATIVA – “Io e i miei compagni siamo orgogliosi dei nostri tifosi, e crediamo che siano molto importanti per noi. Facciamo un gioco: dovrete inviarmi in chat privata su Instagram una t-shirt bianca dove sopra scriverete un messaggio motivazionale per me o per la squadra. Sarò io a scegliere le migliori 10 che riceveranno un ticket per vedere la partita in Gradinata. E il tifoso che creerà la più bella, a fine partita riceverà da me la mia maglia autografata”.

IN CITTA’.. – “Da spezzino, quando esco, in tanti mi fermano, soprattutto bambini. E fa molto piacere. Nei giorni scorsi ho portato la mia ragazza dall’oculista. Sono entrato in studio e lui ha sgranato gli occhi: tifava Spezia e mi aveva riconosciuto. Mi ha fatto una battuta sulla partita che avevamo appena giocato”.

LA B CON LE AQUILE E LA SCELTA DI RESTARCI – «Non avevo neanche un’offerta dalla Serie B, solo dalla C. Così mi sono detto: ‘Se devo tornare in C, voglio giocare le mie carte qui’”.

IN PLAYLIST – “Gli AC/DC, con Thunderstruck e T.N.T.”

TALENTI IN ITALIA –In Serie C c’è un buon livello, e sono sicuro che alcuni calciatori che ho affrontato potrebbero stare in questa Serie A. Tanti giocatori non hanno la fortuna o la costanza per credere nei propri mezzi e arrivare. Non hanno la possibilità di trovare qualcuno che creda in loro. Ci sono tante variabili, specialmente quando sei giovane, ma l’importante è non essere timorosi, non aver paura di sbagliare. Non perdere questa spensieratezza è fondamentale. In Italia dobbiamo cambiare mentalità e aiutare i ragazzi a crescere per poter diventare importanti anche in chiave Nazionale. Dobbiamo imparare ad avere pazienza”.

LE OPPORTUNITA’ – “Parlando con i compagni, o guardando dentro me stesso, non è mai emersa rassegnazione, neanche sconforto. Ansia, quella sì. Per salire in Serie B o in Serie A devi essere bravo e anche fortunato. Devi vincere i campionati, trovare la squadra giusta al momento giusto. Senza rassegnarsi: io all’inizio dello scorso anno non giocavo. Poi ho avuto la mia occasione: se avessi ricevuto richieste dalla B, avrei scelto di andare in prestito. E invece dopo 4 giornate mi si è presentata questa opportunità: se ti capita, devi sfruttarla».

LA SPENSIERATEZZA – Il trucco è fare tutto sempre con spensieratezza. Ricordarsi sempre dove si è, in quale categoria si gioca, ma senza timore di niente e di nessuno”.

I GRANDI CAMPIONI – “Giocandoci contro, ti rendi conto quanto alcuni siano veramente forti. Lukaku all’Inter era una forza della natura, straripante; Cuadrado, poi, è fortissimo. Può giocare ovunque e farlo bene. Il duello con lui è stato il più difficile, ma anche il più bello”.

LA SERIE A – “Ho pensato ‘Ok, ci posso stare’. La mia consapevolezza cresceva. Io sono rimasto per vedere come sarebbe andata, sempre meglio che tornare ancora in prestito in C”.

SU THIAGO MOTTA – “Non ama giocare con un modulo fisso, ma adattarsi agli avversari con un’idea di calcio molto personale”.

AMICIZIE SUL CAMPO –Scambiai qualche parola con Hernani quando era al Parma durante la partita. Non sapevo si fosse trasferito al Genoa, e quando l’ho incontrato quest’anno, appena mi ha visto ha iniziato a gridarmi ‘Ciao Basto, come stai? Tutto a posto?’. Sono rimasto sorpreso, non me lo aspettavo, mi ha fatto piacere”.

IL PRIMO SCAMBIO DI MAGLIA –“Con Dybala, gliel’ho chiesta a fine primo tempo. Mentre uscivamo, dopo il 90’, è venuto da me e mi ha fatto: ‘Ok, però tu mi dai la tua’. Dybala che mi stava chiedendo la maglia, non ci credevo… Sono bei momenti, come quando CR7 si è ricordato di averla promessa a Gyasi all’andata e, al ritorno, è andato da lui per dargliela”.

Redazione

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3 Commenti
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Commento da Facebook
4 anni fa

Concordo interamente con Simone. Si nasce con certe doti ma col lavoro e l’applicazione si puo’ arrivare in alto come lui.

Commento da Facebook
4 anni fa

Grande campione non mollare mai

Commento da Facebook
4 anni fa

Fortissimo in più ruoli.
Ha fatto un salto di qualità impressionante!
Ragazzo umile, tutto meritato.

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