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Spezia, Bastoni: “Bellissimo giocare in Serie A con la squadra della propria città”

Il calciatore aquilotto ha rilasciato una lunga intervista a “L’ultimo uomo”.

Simone Bastoni è uno degli uomini simbolo di questo Spezia.

Lo è per l’attaccamento alla maglia, per le sue origini e per le prestazioni che lo hanno portato ad essere un elemento indispensabile per Vincenzo Italiano prima e Thiago Motta dopo.

Nelle scorse ore il giocatore aquilotto ha rilasciato una lunga intervista al sito “L’ultimo uomo”, ecco di seguito le sue parole:

IL SUCCESSO DI SAN SIRO – “Sapevamo che il Milan è una squadra fortissima. Abbiamo cercato di andare a prenderli alti, più nel secondo tempo che nel primo, per non farli giocare. Diciamo che ha funzionato. Hanno avuto tante occasioni, ma abbiamo retto e siamo stati bravi ad approfittare nel finale di quel contropiede”.

LE ESPERIENZE PRE SPEZIA – “Tutte le esperienze sono state importanti per me”.

A TRAPANI… – “Fin lì bene o male ero rimasto vicino a casa, a Trapani me ne sono andato per la prima volta. Mi ha permesso di crescere come calciatore e come uomo”.

IL RUOLO DI TERZINO CON ITALIANO –“All’inizio, ti dico la verità, non ero contentissimo. È un ruolo completamente diverso, dove ti viene chiesta più fase difensiva”.

AMBIENTAMENTO IN SERIE A – “Sicuramente ci sono state delle difficoltà. In Serie B ho giocato poco, siamo stati bravi a conquistarci la promozione. All’inizio in Serie A sono stato poco utilizzato, non ero né la prima né la seconda scelta. Poi ho parlato col mio procuratore e abbiamo deciso di giocarcela. Poco dopo è arrivata la possibilità contro la Fiorentina, e da lì in poi sono riuscito a dimostrare che potevo giocarmela”.

DIMOSTRAZIONI – “Quella con la Fiorentina è stata la prima partita in cui sono riuscito a dimostrare che in Serie A ci potevo stare”.

LE MOTIVAZIONI – “In Serie A gli stimoli sono maggiori. Ho avuto un momento difficile, ma poi grazie anche all’aiuto dei miei compagni, al mister, alla società, siamo stati bravi a fare un ottimo lavoro l’anno scorso e a ripeterci quest’anno”.

LA POSIZIONE – “Da terzino ho sì il compito di andare avanti e creare superiorità, ma essendo un difensore devo stare anche molto attento a recuperare sugli attaccanti che vengono avanti».

TERZINI MODERNI – “Il ruolo del terzino è cambiato tanto. Guarda nel Manchester City, i terzini diventano dei centrocampisti”.

APPREZZAMENTO PER DE BRUYNE – “Per la qualità con cui è determinante in ogni zona del campo”.

E SU JOAO CANCELO… – “Non fa solo il terzino ma ogni ruolo possibile: terzino destro, sinistro, centrocampista. Ha fatto un salto di qualità incredibile”.

L’IMPIEGO DA MEZZ’ALA – “Da centrocampista hai un po’ più di libertà, la fase difensiva è importante ma sai anche che dietro ci sono altri compagni prima che la palla arrivi in porta”.

CENTROCAMPISTA CENTRALE CON IL MILAN – “E’ quasi come giocare terzino, nel senso che devi sempre preoccuparti della fase difensiva, hai un uomo in meno a coprirti le spalle”.

DA ITALIANO A THIAGO MOTTA – “L’anno scorso con Italiano il modulo era sempre lo stesso, 4-3-3, pressing alto, come sta facendo con la Fiorentina. Quest’anno il pressing dipende dalle partite, ci adattiamo di più all’avversario”.

LE RICHIESTE DEL MISTER – “Ci chiede di muoverci per cercare il modo di creare superiorità, e molto dipende anche dalle squadre avversarie”.

I MOLTI CAMBI DI RUOLO – “Dipende da quello che (Thiago Motta, ndr) vede durante la settimana, anche in base alle caratteristiche degli avversari, e decide chi può essere il calciatore migliore da mettere in qualunque posizione”.

BASTONI COME I BIG – “Cerco di fare le scelte migliori per la squadra, cerco di servire il compagno che può fare la giocata migliore, un contropiede, un cross per il gol”.

LA RETE AL GENOA – “So quanto contava per i tifosi”.

LA SQUADRA PIU’ FORTE – “Contro l’Inter è stata la partita più dura, non ci devo neanche pensare tanto. Con Conte avevano un gioco tutto preparato, organizzato, tutti sapevano cosa fare. Quest’anno si muovono tutti, è molto difficile andarli a prendere. Il terzo di difesa si sgancia e fa il centrocampista, parte perché sa che c’è sempre qualcuno che lo copre”.

IL RINNOVO – “C’erano delle squadre interessate, ma poi ho parlato con la società e si è risolto tutto. Qui ho un rapporto speciale con tutti, giocare in Serie A con la squadra della propria città è bellissimo”.

LA NAZIONALE… –È un sogno, ma la strada è ancora lunga”.

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