Il clima di incertezza e di approssimazione che si respira attorno alla società sta iniziando a stancare il popolo aquilotto
Una fiction con puntate a sorpresa e un finale ancora tutto da scrivere. E’ questa la storia della cessione dello Spezia che sta diventando, giorno dopo giorno, una vera e propria telenovela capace di tenere in apprensione un po’ tutti gli sportivi spezzini e non solo i tifosi aquilotti. Anche Pierluigi Paracchini, primo cittadino di La Spezia, sembra allo scuro della trattativa. Nessuno fra società e possibili acquirenti l’ha contattato. Il tutto non fa altro che alimentare preoccupazioni.
Ieri pomeriggio era attesa la tanto agognata firma o perlomeno erano attesi passi avanti decisivi vero la soluzione di una vicenda che sta diventando addirittura “stucchevole”. I tifosi, che sono il vero patrimonio della società, nelle ultime ore hanno chiesto a gran voce di fare chiarezza ma né la società spezzina né la presunta cordata americana, che detiene l’84% delle quote del Burnley, si sono mai espressi sullo stato della trattativa, alimentando così le più disperate ipotesi.
I tifosi, quindi, hanno accolto gli eventi degli ultimi giorni dividendosi: da una parte chi sottolinea il disimpegno economico degli ultimi anni da parte di Volpi, dall’altra chi evidenzia dubbi sull’operazione ricordando l’impegno dell’attuale proprietà e sottolineando il rischio che la squadra aquilotta possa diventare una succursale di qualche club inglese, appunto il Burnley. Gli stessi tifosi che nella giornata di ieri sono saliti fino a Follo per sostenere mister Italiano, la squadra e qualche dipendente della società che era presente alla seduta di allenamento delle Aquile. Una presenza pacifica. Una presenza per far capire alla squadra che loro, i tifosi, saranno sempre dalla loro parte e che il loro “obiettivo” è quello di capire in che mani finirà la società.
Quella società che resta in silenzio consegnandosi, cosi, alle critiche della piazza spezzina.
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