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Ex aquilotti, Diego Fabbrini tornato grande in Romania

Doppietta ieri per l’ex Spezia con la maglia della Dinamo Bucarest dove è allenato da una vecchia conoscenza del calcio italiano. Storia di un talento sparito troppo presto dai radar del calcio nazionale e che al “Picco” non riuscì a lasciare il segno

Doveva essere un grande colpo per la Serie B, ma in maglia bianca non ha di certo lasciato il segno nonostante le qualità per farlo ci fossero tutte.

Diego Fabbrini, fantasioso esterno offensivo pisano classe ’90, era arrivato al “Picco” in prestito dal Birmingham con grandi speranze e la voglia di rilanciarsi nel calcio italiano.

Dopo 17 partite e una sola rete ha salutato lo Spezia ed è ripartito per la Spagna direzione Real Oviedo, anche qui una stagione da non ricordare particolarmente con stesse presenze e gol rispetto all’esperienza spezzina.

Ora Fabbrini sembra aver trovato la sua dimensione in Romania dove milita da tre stagioni vestendo la maglia di Botosani e Dinamo Bucarest, esperienze inframezzate da una breve parentesi bulgara con il CSKA Sofia.

Nella Dinamo Fabbrini si sta finalmente prendendo le sue rivincite sotto la guida di un allenatore che è anche lui una vecchia conoscenza del calcio italiano, ossia l’ex terzino del Milan Cosmin Contra.

Ieri sera per esempio una sua doppietta ha permesso ai “reds” della capitale romena di passare il turno agli ottavi di Coppa di Romania contro un’altra big rumena come il Viitorul.

Per ora 20 presenze e 3 reti in maglia Dinamo in una stagione e l’inizio di quella attuale.

Secondo in classifica in una statistica particolare

Diego Fabbrini è il secondo calciatore di tutta europa a subire più falli in una partita.

A riveralo è il CIES con l’ex aquilotto sulla piazza d’onore con un fallo subito ogni 13 minuti e 34 secondi (23 in totale).

Chi meglio di lui? Un certo Jeller Sellars dell’Ostersunds, compagine svedese, con un fallo subito ogni 13 minuti e 11 secondi.

In Italia invece è Rodrigo De Paul il giocatore che ha subito più falli secondo il CIES: uno ogni 28 minuti e 48 secondi.

Da Vannucchi al Riverside Stadium passando per Totò Di Natale e Zamparini: ora è pronto a riofiorire con i “Cani Rossi”

Fabbrini era una speranza del calcio italiano avendo indossato per 12 volte la maglia dell’Under21 e in una occasione quella della Nazionale Italiana da giovanissimo.

Convocato da Prandelli prese il posto nel finale di Italia – Inghilterra di Mario Balotelli.

Da ricordare le stagioni in Serie B con l’Empoli in una squadra che vantava talenti come Angella, Valdifiori e Vannucchi. Due stagioni da titolare tra i 18 e i 20 anni e una vera e propria asta per accaparrarselo in estate.

La spunta l’Udinese: c’erano Benatia, Muriel, Armero e Handanovic. C’era soprattuto Totò Di Natale, un altro che a Spezia, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, ricordiamo bene.

Con il talento partenopeo nasce subito un forte legame d’amicizia. “Che posso dire di lui? Era forte, punto. Fortissimo. Il più bravo con cui abbia mai giocato. Eravamo amici anche prima di Udine, mi ha sempre spronato a non mollare.

Al termine della positiva esperienza in Friuli ecco il Palermo.

Qui iniziano i problemi in una squadra che cambia cinque/sei allenatore in stagione, e del resto il presidente è Zamparini.

Riparte direzione estero, precisamente in Inghilerra e nella “Perfida Albione” si rilancia alla grande.

Si rilancia al “Vicarage Road” con il Watford e al “Riverside Stadium” con il Middlesborough con due grandi annate. Poi Birmingham e al “St. Andrew’s” i tifosi imitano per lui il coro dei napoletani in onore di Maradona in un italiano maccheronico: “Diego oooh, Diego Ohhhh

Il resto è storia recente.

In Romania Fabbrini potrebbe rinalmente riavvolgere il filo di una carriera nata con grandi aspettative e che, attraversando Spagna, Inghilterra e Bulgaria lo ha riportato a rifiorire nella capitale rumena.

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