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Dal poeta Ferretti al giovane Agoumè

L’Alberto Picco ha visto tanti numeri dieci, ora attende di vedere all’opera il giovane talento ex Inter

Cosa significa la maglia numero 10 per gli amanti del calcio italiano? Quale alone di magia avvolge questo numero? A vestire la mitica maglia numero 10 sono sempre stati i calciatori più talentuosi e soprattutto con più creatività. Una creatività capace di spostare gli equilibri di una partita grazie a quel tocco felpato che da sempre ha saputo infiammare gli stadi. Il numero 10 corrispondeva nel calcio di una volta al ruolo del regista, ovvero il direttore d’orchestra, per diventare nel tempo un trequartista o la seconda punta, ovvero quei calciatori incaricati di innescare il centravanti.

All’Aberto Picco, il covo delle aquile, ne sono passati tanti di numeri dieci e molti hanno fallito altri sono stati capaci di entrare nel cuore della gente spezzina. Da Massimo Ceccaroni a Sergio Ferretti, il Poeta dell’Alberto Picco, fino ad arrivare ai giorni nostri con Giuseppe Alessi, Andrea Catellani, Alberto Gilardino e Federico Ricci, l’ultimo in ordine di tempo a indossare la maglia numero 10.

Adesso l’Alberto Picco è pronto ad accogliere il nuovo numero 10: Lucien Agoumè, il talento del calcio francese con un fisico statuario veloce con i piedi ma soprattutto con la testa, perchè serve anche quella, soprattutto quando devi disegnare qualche assist per un compagno. Agoumè è pronto, anche se magari all’inizio Italiano partirà coi “vecchi”, ma alla lunga può diventare titolare. Ma servirà la pazienza dei tifosi.

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