Un momento di grande emozione ha accompagnato il fischio d’inizio di Spezia-Vis Pesaro di ieri sera. Gli oltre 8.000 presenti allo stadio Picco, insieme ai giocatori delle due squadre e agli staff tecnici, hanno osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Sergio Carpanesi, scomparso all’età di 90 anni.
Un tributo sentito per una figura diventata nel tempo quasi leggendaria per il popolo aquilotto, capace di lasciare un segno indelebile nella storia del Club di via Melara.
L’allenatore della rinascita aquilotta
Carpanesi è ricordato soprattutto per l’impresa compiuta quarant’anni fa, quando guidò lo Spezia alla conquista della Serie C2 in un periodo particolarmente complesso a livello societario con i suoi ragazzi che vissero davvero diversi momenti di difficoltà, anche al di fuori dal campo. La società di allora era fallita e i giocatori non percepivano neanche lo stipendio.
Una promozione dal valore speciale, arrivata in un momento difficilissimo e diventata una delle pagine più amate dai tifosi bianchi. Da quella stagione il tecnico è entrato definitivamente nel cuore di intere generazioni di sostenitori spezzini. Da quelli di quell’epoca a quelli più recenti a cui questa impresa è stata tramandata di padre in figlio.
L’omaggio dello Spezia
Per onorare la memoria del proprio storico allenatore, lo Spezia è sceso in campo contro la Vis Pesaro con il lutto al braccio. I ragazzi di Turati sul campo hanno battuto la Vis Pesaro con un’altra ottima prestazione e la vittoria, per molti tifosi, è dedicata proprio a Carpanesi.
La Società di via Melara aveva già riconosciuto il valore di Carpanesi inserendolo nella propria Hall of Fame, la massima forma di celebrazione dedicata alle personalità che hanno contribuito a costruire la storia del club bianco.
Un riconoscimento che testimonia il legame profondo tra il tecnico e l’ambiente aquilotto.
I funerali a Firenze
L’ultimo saluto a Sergio Carpanesi si terrà domani, mercoledì 23 settembre alle ore 15.30, con le esequie che saranno celebrate nella chiesa dei Salesiani di via Gioberti a Firenze, città alla quale l’allenatore era profondamente legato avendo vestito la maglia della Fiorentina da calciatore e avendo anche vinto uno scudetto con essa.
Lo Spezia e i suoi tifosi si preparano così a salutare per l’ultima volta un uomo che ha rappresentato molto più di un semplice allenatore: un simbolo della storia delle Aquile. Ciao Sergio…e grazie!!
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