Aggressione ai poliziotti al Ferdeghini: due ultras spezzini su tre rimangono in carcere

Il tribunale respinge la richiesta di arresti domiciliari, ma uno degli accusati ottiene il rilascio per motivi di salute del padre: la difesa presenta ricorso

Nuove informazioni emergono dall’interrogatorio di garanzia in carcere dei tre ultras spezzini arrestati per l’aggressione alle forze dell’ordine, avvenuta il 6 aprile scorso al centro sportivo Ferdeghini, dopo la sconfitta dello Spezia a Carrara.

I tre ultras finora identificati, Alessandro Sciamanna, 25 anni, Thomas Ryan Comiti, 26, e Gianmarco Plicanti, 23, sono accusati di aver aggredito alcuni agenti di polizia nel tentativo di entrare al Centro Sportivo “Bruno Ferdeghini” dove i giocatori e lo staff stavano rientrando per recuperare le proprie autovetture. Come riporta il collega Gian Paolo Battini oggi sulle pagine de Il Secolo XIX durante l’interrogatorio, tutti gli accusati hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Respinta la richiesta di domiciliari

Nonostante la difesa abbia richiesto l’applicazione degli arresti domiciliari, la giudice delle indagini preliminari, Tiziana Lottini, ha respinto la domanda presentata per Sciamanna e Plicanti, assistiti rispettivamente dagli avvocati Cesare Bruzzi Alieti, Fabio Sommovigo e Lorenzo Contucci. Comiti, invece, è stato rilasciato dal carcere, poiché suo padre è gravemente malato, ed è ora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, senza poter avere contatti con l’esterno.

Ricorso in tribunale

Gli avvocati difensori degli altri due ultras, Sciamanna e Plicanti, hanno annunciato che presenteranno ricorso al Tribunale del Riesame di Genova, ritenendo le misure cautelari eccessive. In particolare, l’avvocato Bruzzi Alieti ha sottolineato che l’utilizzo del braccialetto elettronico avrebbe potuto garantire il rispetto delle misure cautelari senza il bisogno del carcere, e ha evidenziato come la detenzione in prigione non dovrebbe essere la prima soluzione per giovani che non avevano precedenti penali.

Le dichiarazioni della difesa

L’avvocato Bruzzi Alieti ha dichiarato: «Non capisco le motivazioni per cui non siano stati concessi i domiciliari, considerando che con il braccialetto elettronico sarebbe stato possibile monitorare ogni comportamento. La misura detentiva appare sproporzionata, soprattutto per giovani che non hanno mai avuto problemi con la giustizia». Secondo la difesa, il fatto che i ragazzi non siano stati rintracciati subito dopo l’incidente non dovrebbe essere considerato un loro errore, e la gravità del reato non deve essere valutata solo in base alla vittima coinvolta.

L’assalto ai poliziotti

I tre giovani sono accusati di aver partecipato all’aggressione ai danni di dieci poliziotti durante il rientro della squadra che si stava preparando a lasciare il Centro Sportivo “Ferdeghini”. L’operazione della Digos, diretta dal commissario capo Edoardo Bruno, ha portato all’arresto dei ragazzi, che avrebbero utilizzato oggetti come spranghe di ferro, pietre, bottiglie e cinture metalliche per aggredire i poliziotti. Nell’incidente sono rimasti feriti nove agenti del reparto mobile di Genova e un operatore della Digos.

Le accuse e il DASPO

Gli ultras sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, lesioni, uso di oggetti pericolosi e travisamento (solo Sciamanna non era travisato). Inoltre, due degli arrestati, Comiti e Plicanti, avevano già un DASPO attivo a causa di precedenti incidenti allo stadio. Sciamanna, pur avendo avuto un DASPO in passato, è stato nuovamente sottoposto a misure simili. Il questore di La Spezia, Sebastiano Salvo, ha deciso di applicare nuovi DASPO: nove anni per Plicanti, con obbligo di firma, e otto anni per Comiti e Sciamanna, sempre con obbligo di firma.

La difesa e le prossime mosse

La difesa degli imputati è pronta a reagire, con gli avvocati che stanno preparando le istanze di riesame per contestare le misure cautelari. Il caso rimane aperto, con la speranza dei difensori che le condizioni dei loro assistiti possano portare a una revisione della decisione del tribunale.

Redazione

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1 Commento
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marco
4 mesi fa

la violenza merita semprew una giusta punizione

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