Lo Spezia si affida ancora una volta a Luca D’Angelo per provare a uscire da un momento delicato. Il club, attualmente fanalino di coda in Serie B, ha confermato la fiducia al proprio allenatore, deciso a invertire una rotta che rischia di compromettere l’intero progetto sportivo della società ligure.
Nonostante la situazione attuale, D’Angelo non è un volto nuovo alle imprese difficili. Solo due stagioni fa, lo Spezia sembrava diretto verso la Serie C, ma con l’arrivo del tecnico abruzzese sulla panchina delle Aquile si assistette a una svolta: la salvezza arrivò senza nemmeno passare dai playout. Un risultato ottenuto con grinta e pragmatismo, elementi che caratterizzano la filosofia dell’allenatore.
Ma non è stato solo un colpo di fortuna: la stagione successiva ha visto la squadra sfiorare la promozione diretta in Serie A, mantenendo vivo il sogno fino all’ultima giornata e spingendosi fino alla finale dei playoff. Quasi la stessa rosa che un anno prima lottava per non retrocedere, si è ritrovata a un passo dal massimo campionato.
D’Angelo ha saputo valorizzare diversi giocatori, trasformandoli in elementi chiave. È il caso di Nicolò Bertola, oggi in Serie A con l’Udinese, o di Przemysław Wiśniewski, reduce da un grave infortunio e oggi punto fermo della nazionale polacca. Non va dimenticato Salvatore Esposito, che da centrocampista discontinuo è diventato un leader tecnico e tattico.
Il nome più emblematico è però quello di Pio Esposito, autentico fiore all’occhiello del lavoro di D’Angelo. Dopo una prima stagione con appena 3 gol realizzati in 37 partite, il classe 2005 è esploso sotto la sua guida: 19 reti, 10 pali e 3 assist, un bottino che gli ha spalancato le porte dell’Inter, della Serie A, del Mondiale per Club, della Champions League e infine della Nazionale maggiore.
Tutti questi risultati raccontano una sola verità: se c’è una figura che conosce i meccanismi e le dinamiche dello spogliatoio spezzino, quella è Luca D’Angelo. Tuttavia, anche lui si trova oggi davanti a una delle sfide più complesse della sua carriera: rianimare una squadra in piena crisi di risultati, dopo una cocente delusione come la finale playoff persa, che ha lasciato strascichi evidenti.
La Società ha avviato un progetto quinquennale di ricostruzione, e la permanenza in Serie B è un passaggio cruciale per gettare le fondamenta del futuro. Il tempo però stringe: serve subito un cambio di mentalità, uno “switch” deciso, perché la classifica è impietosa e il margine d’errore si assottiglia sempre di più.
Testa bassa e pedalare, come spesso si dice in questi casi. Ma con la consapevolezza che in panchina c’è un allenatore che ha già scritto pagine importanti della recente storia del Club di via Melara. Lo Spezia deve reagire ora, e lo deve fare credendo nel lavoro di chi quella maglia l’ha già salvata una volta, quando tutto sembrava perduto.
Seguici su
Aggiungi calciospezia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Un bravo allenatore adatta il gioco in base ai giocatori che ha, non rimane fossilizato nella sua idea.Speriamo bene
Vedo solo una certezza il tifo del pubblico.
Speriamo bene perché i giocatori sono quelli per la maggior parte dello scorso anno, ma a volte imbarazzanti. Non mi so dare una spiegazione spero l’abbia il mister. Fiducia e vediamo.
Io spero che si rendono conto in società di fare acquisti buoni a gennaio per ritornare forti o almeno non grami.
Avevamo altri giocatori
Il cambio di marcia dipende se lui vuole cambiare la sua mentalità!!!!!!
Speriamo che si sia reso conto che siamo ultimi in classifica😭